Visto che qui scrivono diversi addetti ai lavori, mi permetto di farvi una domanda.
La mortalità elevatissima riscontrata nelle RSA, potrebbe derivare (oltre che dalla fragilità e dalle eventuali altre malattie) anche dall'elevata carica virale iniziale dei pazienti.
Mi spiego.
Se contraggo il covid perché sono a contatto per poco tempo con un positivo o perché tocco del materiale infetto e poi porto le mani al naso, prendo una certa quantità di carica virale.
Secondo me, ma chiedo a voi, se questa quantità di virus è modesta, il nostro organismo fa in tempo a sviluppare gli anticorpi prima che il virus si replichi troppo e riesco a contenere bene l'infezione.
Invece in una RSA, dove il paziente sano dorme accanto al paziente positivo per ore e giorni, può aspirare dall'aria una quantità iniziale notevole di virus, che riesce a replicarsi molto più velocemente e il corpo non fa in tempo a produrre le proprie difese.
E' corretto?