Devo dire che il nuovo provvedimento del Governo, la cosiddetta fase 2, mi trova d'accordo ma fino ad un certo punto.
Per quanto riguarda la ripresa delle attività economiche, credo sia giusto ripartire il più possibile. Personalmente avrei suddiviso le attività economiche non essenziali in due parti:
- le produzioni che esportano, che rischiano di perdere fette di mercato soprattutto all'estero. Queste vanno riattivate con urgenza perché se riaprono troppo tardi rischiano di dover chiudere perché il loro lavoro lo sta facendo qualcun altro;
- le produzioni locali: un barbiere come un ristoratore non rischia di perdere il suo mercato perché non credo che qualcuno vada a farsi la barba all'estero. Questi esercizi secondo me vanno tenuti chiusi (e sostenuti economicamente).
Andrebbe fatto qualcosa di diverso sui trasporti perché non si possono riaprire gran parte delle attività e poi contingentare i posti. Questo significa che la gente non ha certezza di arrivare al posto di lavoro né di poter tornare a casa la sera. Per cui secondo me andrebbe (solo per questo periodo ancora critico perché poi si va incontro a grosse problematiche ambientali) sostenuto lo spostamento con mezzi propri.
Poi, per quanto riguarda la socialità, credo che le persone al di sopra di una certa età, viste le statistiche sulla mortalità, andrebbero protette maggiormente, quindi per me niente visite.
In generale ritengo ancora un po' presto aprire alle passeggiate, forse si potevano aspettare ancora un paio di settimane.
Sul calcio, vabbè, è palesemente assurdo vietare allenamenti singoli all'interno dei centri sportivi (non è la cosa più importante ma evidenzia una certa confusione).