Citazione di: 12.maggio.74 il 01 Mag 2020, 08:47
sai come i dati giungono all'istat dalle regioni? sai cosa sono i registri regionali di mortalita'? sai cos'è l'indirizzario dei registri di mortalita'? ne hai accesso?
Ciao immaginavo avessi avuto accesso a dati locali e ovviamente parziali.
Specifico alcuni dettagli:
1) le statistiche ufficiali sulla di mortalità per causa sono quelle diffuse dall'Istat. Prodotte nel rispetto di stringenti regole di classificazione e codifica indicate da OMS e di qualità da Eurostat, coerenti a livello nazionale e armonizzate a livello internazionale.
2) La certificazione delle cause di morte viene riportata su apposite schede su carta copiativa per permettere la doppia copia e alimentare così contemporaneamente il flusso statistico (Istat) e sanitario (Asl/Regioni), tutto ciò è normato dal DPR 285/1990. I, i dati quindi
non giungono all'Istat attraverso le Regioni, i due flussi sono disgiunti e indipendenti, con problemi di comunicazione tra loro per via delle norme sulla privacy e quelle sul segreto statistico.
3) Le Asl hanno l'obbligo di detenere i registri delle cause di morte (sempre DPR 285/1990),
non quello di codificarle. Alcune Regioni si sono attrezzate per farlo ma la maggior parte preferisce fare riferimento direttamente al dato prodotto dall'Istat, dato che da diversi anni può essere fornito da Istat agli Uffici di Statistica delle Regioni grazie a autorizzazione del Garante della Privacy e apposito progetto specificato nel Programma Statistico Nazionale (PSN). Per le finalità di monitoraggio e programmazione e valutazione delle politiche sanitarie il dato prodotto dall'Istat, pur se con tempi più lunghi di quelli con cui le Asl/Regioni potrebbero autoprodurselo, a gran parte delle Regioni va più che bene considerata la maggiore uniformità che si può garantire e che la mortalità per causa è un fenomeno che varia lentamente nel tempo. Questo non esclude ovviamente che singole Asl possano effettuare delle sintesi del dato per le proprie esigenze nel breve periodo, senza necessariamente dover rispettare le regole internazionali di classificazione e codifica.
4) Lo stesso Istituto Superiore di Sanità che gestisce Epicentro (il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica su cui poggia l'Indirizzario dei Registri di mortalità) i dati di mortalità per causa per la sua banca dati e per le sue analisi li prende dall'Istat (anche qui lo scambio di dati individuali è possibile a seguito di autorizzazione del Garante della Privacy e apposito progetto specificato nel Programma Statistico Nazionale)
Ferma restando ovviamente la tua buona fede, resto quindi perplesso circa l'attendibilità dei dati di cui ti avevo chiesto le fonti:
"non si spiega la drastica riduzione di numero di decessi per infarto ictus e neoplasia o la scomparsa di decessi per insufficienza respiratoria rispetto allo scorso anno"
"com'è che quest'anno gli infarti son diventati quasi la meta' rispetto allo scorso anno?"Il problema è che il fenomeno da analizzare è completamente nuovo nelle dimensioni e nelle modalità e per ora con i numeri si riescono a fare foto più o meno messe fuoco. Con il tempo molte cose, non tutte come purtroppo avviene sempre nei fenomeni complessi, potranno essere chiarite. Dietro a numeri in parte confusi e contraddittori non è detto ci sia sempre volontà di dolo, a volte è semplicemente difficile rilevare tempestivamente i diversi aspetti e analizzarli congiuntamente.
Torno un momento su questo aspetto
"sono numeri interpretati e quindi non danno valutazioni oggettive"Giustamente i numeri sono interpretati, ci mancherebbe altro. Vale sempre, anche sulle statistiche sulle cause di morte. Sulle quali c'è un aspetto che rende ulteriormente difficile l'analisi e i confronti:
le varie cause di morte sono "in concorrenza" tra loro nel determinare i decessi. Questo è tanto più vero in un Paese come il nostro, con una larga fetta di popolazione anziana e quindi con quadri patologici complessi. Apposta l'OMS mette tanta attenzione nel dare la definizione di "causa iniziale di morte", nel dettare le regole per fare la diagnosi, nello specificare come poi certificare su modelli standardizzati i vari processi morbosi che hanno contribuito al decesso, come poi codificare tutte le cause e come determinare infine la "causa iniziale di morte", quella su cui si basano la stragrande maggioranza delle statistiche.
L'aumento di mortalità di questo periodo è ovviamente composto da una serie di elementi diversi, i decessi in conseguenza dell'infezione da Covid-19, i decessi in cui il Covid-19 ha aggravato una situazione compromessa contribuendo ad accelerare il decorso, i decessi di chi pur non avendo contratto il virus ha subito le conseguenze di un sistema sanitario non adeguato a gestire un'epidemia di tale portata e non ha potuto avere accesso ad adeguate terapie e cure o per paura di contrarre il virus "ha scelto" di non recarsi tempestivamente dal medico o all'ospedale. Questo per quanto riguarda l'eccesso, poi ovviamente c'è quella quota di decessi che ci sarebbe stata comunque, in linea con le numerosità degli anni precedenti. Ma una cosa è certa, l'eccesso di mortalità c'è stato ed è senza precedenti in Italia per intensità. Nonostante le misure cautelative adottate.
Mi riaggancio a quest'ultimo discorso per dirti che non ho capito se a tua volta hai tratto conclusioni, ed eventualmente quali, circa la gravità di questa epidemia e circa l'opportunità di adottare e rispettare misure di contenimento del contagio.