coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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vaz

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Ne avevamo parlato, senza linee guida comuni mondiali su
- test effettuati
- a chi sottoporre il test
- conteggio decessi

Ogni analisi epidemiologica sarà monca

Baldrick

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Visto ora servizio delirante del tg2 sul ristorante con le barriere che dividono i commensali dello stesso tavolo e il cameriere che apre due bottiglie di vino (una per ospite, spiegatemi il motivo).

paolo71

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Citazione di: Baldrick il 01 Mag 2020, 14:05
Visto ora servizio delirante del tg2 sul ristorante con le barriere che dividono i commensali dello stesso tavolo e il cameriere che apre due bottiglie di vino (una per ospite, spiegatemi il motivo).

io non guardo un tg da inizio quarantena...però immagino che i geni che lo hanno fatto quel servizio, che saranno i cugini di chi ipotizzava il plexiglass sulle spiagge, avranno pensato che se il collo di bottiglia toccasse il bicchiere di un infetto poi possa contagiare...
non fatevi male, lasciate perdere la tv.

vaz

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Citazione di: Baldrick il 01 Mag 2020, 14:05
Visto ora servizio delirante del tg2 sul ristorante con le barriere che dividono i commensali dello stesso tavolo e il cameriere che apre due bottiglie di vino (una per ospite, spiegatemi il motivo).

https://www.koreus.com/video/coronavirus-serveuse-distance.html

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MisterFaro

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Citazione di: 12.maggio.74 il 01 Mag 2020, 08:47
sai come i dati giungono all'istat dalle regioni? sai cosa sono i registri regionali di mortalita'? sai cos'è l'indirizzario dei registri di mortalita'? ne hai accesso?

Ciao immaginavo avessi avuto accesso a dati locali e ovviamente parziali.

Specifico alcuni dettagli:

1) le statistiche ufficiali sulla di mortalità per causa sono quelle diffuse dall'Istat. Prodotte nel rispetto di stringenti regole di classificazione e codifica indicate da OMS e di qualità da Eurostat, coerenti a livello nazionale e armonizzate a livello internazionale.

2) La certificazione delle cause di morte viene riportata su apposite schede su carta copiativa per permettere la doppia copia e alimentare così contemporaneamente il flusso statistico (Istat) e sanitario (Asl/Regioni), tutto ciò è normato dal DPR 285/1990. I, i dati quindi non giungono all'Istat attraverso le Regioni, i due flussi sono disgiunti e indipendenti, con problemi di comunicazione tra loro per via delle norme sulla privacy e quelle sul segreto statistico.

3) Le Asl hanno l'obbligo di detenere i registri delle cause di morte (sempre DPR 285/1990), non quello di codificarle. Alcune Regioni si sono attrezzate per farlo ma la maggior parte preferisce fare riferimento direttamente al dato prodotto dall'Istat, dato che da diversi anni può essere fornito da Istat agli Uffici di Statistica delle Regioni grazie a autorizzazione del Garante della Privacy e apposito progetto specificato nel Programma Statistico Nazionale (PSN). Per le finalità di monitoraggio e programmazione e valutazione delle politiche sanitarie il dato prodotto dall'Istat, pur se con tempi più lunghi di quelli con cui le Asl/Regioni potrebbero autoprodurselo, a gran parte delle Regioni va più che bene considerata la maggiore uniformità che si può garantire e che la mortalità per causa è un fenomeno che varia lentamente nel tempo. Questo non esclude ovviamente che singole Asl possano effettuare delle sintesi del dato per le proprie esigenze nel breve periodo, senza necessariamente dover rispettare le regole internazionali di classificazione e codifica.

4) Lo stesso Istituto Superiore di Sanità che gestisce Epicentro (il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica su cui poggia l'Indirizzario dei Registri di mortalità) i dati di mortalità per causa per la sua banca dati e per le sue analisi li prende dall'Istat (anche qui lo scambio di dati individuali è possibile a seguito di autorizzazione del Garante della Privacy e apposito progetto specificato nel Programma Statistico Nazionale)



Ferma restando ovviamente la tua buona fede, resto quindi perplesso circa l'attendibilità dei dati di cui ti avevo chiesto le fonti:

"non si spiega la drastica riduzione di numero di decessi per infarto ictus e neoplasia o la scomparsa di decessi per insufficienza respiratoria rispetto allo scorso anno"

"com'è che quest'anno gli infarti son diventati quasi la meta' rispetto allo scorso anno?"


Il problema è che il fenomeno da analizzare è completamente nuovo nelle dimensioni e nelle modalità e per ora con i numeri si riescono a fare foto più o meno messe fuoco. Con il tempo molte cose, non tutte come purtroppo avviene sempre nei fenomeni complessi, potranno essere chiarite. Dietro a numeri in parte confusi e contraddittori non è detto ci sia sempre volontà di dolo, a volte è semplicemente difficile rilevare tempestivamente i diversi aspetti e analizzarli congiuntamente.



Torno un momento su questo aspetto
"sono numeri interpretati e quindi non danno valutazioni oggettive"

Giustamente i numeri sono interpretati, ci mancherebbe altro. Vale sempre, anche sulle statistiche sulle cause di morte. Sulle quali c'è un aspetto che rende ulteriormente difficile l'analisi e i confronti: le varie cause di morte sono "in concorrenza" tra loro nel determinare i decessi. Questo è tanto più vero in un Paese come il nostro, con una larga fetta di popolazione anziana e quindi con quadri patologici complessi. Apposta l'OMS mette tanta attenzione nel dare la definizione di "causa iniziale di morte", nel dettare le regole per fare la diagnosi, nello specificare come poi certificare su modelli standardizzati i vari processi morbosi che hanno contribuito al decesso, come poi codificare tutte le cause e come determinare infine la "causa iniziale di morte", quella su cui si basano la stragrande maggioranza delle statistiche.

L'aumento di mortalità di questo periodo è ovviamente composto da una serie di elementi diversi, i decessi in conseguenza dell'infezione da Covid-19, i decessi in cui il Covid-19 ha aggravato una situazione compromessa contribuendo ad accelerare il decorso, i decessi di chi pur non avendo contratto il virus ha subito le conseguenze di un sistema sanitario non adeguato a gestire un'epidemia di tale portata e non ha potuto avere accesso ad adeguate terapie e cure o per paura di contrarre il virus "ha scelto" di non recarsi tempestivamente dal medico o all'ospedale. Questo per quanto riguarda l'eccesso, poi ovviamente c'è quella quota di decessi che ci sarebbe stata comunque, in linea con le numerosità degli anni precedenti. Ma una cosa è certa, l'eccesso di mortalità c'è stato ed è senza precedenti in Italia per intensità. Nonostante le misure cautelative adottate.


Mi riaggancio a quest'ultimo discorso per dirti che non ho capito se a tua volta hai tratto conclusioni, ed eventualmente quali, circa la gravità di questa epidemia e circa l'opportunità di adottare e rispettare misure di contenimento del contagio.

volerevolare

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Citazione di: MisterFaro il 01 Mag 2020, 17:43
Ciao immaginavo avessi avuto accesso a dati locali e ovviamente parziali.

Specifico alcuni dettagli:

1) le statistiche ufficiali sulla di mortalità per causa sono quelle diffuse dall'Istat. Prodotte nel rispetto di stringenti regole di classificazione e codifica indicate da OMS e di qualità da Eurostat, coerenti a livello nazionale e armonizzate a livello internazionale.

2) La certificazione delle cause di morte viene riportata su apposite schede su carta copiativa per permettere la doppia copia e alimentare così contemporaneamente il flusso statistico (Istat) e sanitario (Asl/Regioni), tutto ciò è normato dal DPR 285/1990. I, i dati quindi non giungono all'Istat attraverso le Regioni, i due flussi sono disgiunti e indipendenti, con problemi di comunicazione tra loro per via delle norme sulla privacy e quelle sul segreto statistico.

3) Le Asl hanno l'obbligo di detenere i registri delle cause di morte (sempre DPR 285/1990), non quello di codificarle. Alcune Regioni si sono attrezzate per farlo ma la maggior parte preferisce fare riferimento direttamente al dato prodotto dall'Istat, dato che da diversi anni può essere fornito da Istat agli Uffici di Statistica delle Regioni grazie a autorizzazione del Garante della Privacy e apposito progetto specificato nel Programma Statistico Nazionale (PSN). Per le finalità di monitoraggio e programmazione e valutazione delle politiche sanitarie il dato prodotto dall'Istat, pur se con tempi più lunghi di quelli con cui le Asl/Regioni potrebbero autoprodurselo, a gran parte delle Regioni va più che bene considerata la maggiore uniformità che si può garantire e che la mortalità per causa è un fenomeno che varia lentamente nel tempo. Questo non esclude ovviamente che singole Asl possano effettuare delle sintesi del dato per le proprie esigenze nel breve periodo, senza necessariamente dover rispettare le regole internazionali di classificazione e codifica.

4) Lo stesso Istituto Superiore di Sanità che gestisce Epicentro (il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica su cui poggia l'Indirizzario dei Registri di mortalità) i dati di mortalità per causa per la sua banca dati e per le sue analisi li prende dall'Istat (anche qui lo scambio di dati individuali è possibile a seguito di autorizzazione del Garante della Privacy e apposito progetto specificato nel Programma Statistico Nazionale)



Ferma restando ovviamente la tua buona fede, resto quindi perplesso circa l'attendibilità dei dati di cui ti avevo chiesto le fonti:

"non si spiega la drastica riduzione di numero di decessi per infarto ictus e neoplasia o la scomparsa di decessi per insufficienza respiratoria rispetto allo scorso anno"

"com'è che quest'anno gli infarti son diventati quasi la meta' rispetto allo scorso anno?"


Il problema è che il fenomeno da analizzare è completamente nuovo nelle dimensioni e nelle modalità e per ora con i numeri si riescono a fare foto più o meno messe fuoco. Con il tempo molte cose, non tutte come purtroppo avviene sempre nei fenomeni complessi, potranno essere chiarite. Dietro a numeri in parte confusi e contraddittori non è detto ci sia sempre volontà di dolo, a volte è semplicemente difficile rilevare tempestivamente i diversi aspetti e analizzarli congiuntamente.



Torno un momento su questo aspetto
"sono numeri interpretati e quindi non danno valutazioni oggettive"

Giustamente i numeri sono interpretati, ci mancherebbe altro. Vale sempre, anche sulle statistiche sulle cause di morte. Sulle quali c'è un aspetto che rende ulteriormente difficile l'analisi e i confronti: le varie cause di morte sono "in concorrenza" tra loro nel determinare i decessi. Questo è tanto più vero in un Paese come il nostro, con una larga fetta di popolazione anziana e quindi con quadri patologici complessi. Apposta l'OMS mette tanta attenzione nel dare la definizione di "causa iniziale di morte", nel dettare le regole per fare la diagnosi, nello specificare come poi certificare su modelli standardizzati i vari processi morbosi che hanno contribuito al decesso, come poi codificare tutte le cause e come determinare infine la "causa iniziale di morte", quella su cui si basano la stragrande maggioranza delle statistiche.

L'aumento di mortalità di questo periodo è ovviamente composto da una serie di elementi diversi, i decessi in conseguenza dell'infezione da Covid-19, i decessi in cui il Covid-19 ha aggravato una situazione compromessa contribuendo ad accelerare il decorso, i decessi di chi pur non avendo contratto il virus ha subito le conseguenze di un sistema sanitario non adeguato a gestire un'epidemia di tale portata e non ha potuto avere accesso ad adeguate terapie e cure o per paura di contrarre il virus "ha scelto" di non recarsi tempestivamente dal medico o all'ospedale. Questo per quanto riguarda l'eccesso, poi ovviamente c'è quella quota di decessi che ci sarebbe stata comunque, in linea con le numerosità degli anni precedenti. Ma una cosa è certa, l'eccesso di mortalità c'è stato ed è senza precedenti in Italia per intensità. Nonostante le misure cautelative adottate.


Mi riaggancio a quest'ultimo discorso per dirti che non ho capito se a tua volta hai tratto conclusioni, ed eventualmente quali, circa la gravità di questa epidemia e circa l'opportunità di adottare e rispettare misure di contenimento del contagio.

grazie delle info e del post.

Anche io sono convinto che solo a posteriori saremmo in grado misurare l'effettiva mortalità dell'epidemia e capire se i numeri che oggi si sentono sono sotto o sovrastimati.

quello che però continua a lasciarmi molto perplesso sono i numeri della Germania.

Tu da statistico me te li spieghi?

carib

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Citazione di: volerevolare il 01 Mag 2020, 19:00


quello che però continua a lasciarmi molto perplesso sono i numeri della Germania.

Tu da statistico me te li spieghi?
Non sono statistico quindi perdonate l'intromissione. Prendendo per buona l'inchiesta di Milena Gabbanelli non è possibile conoscere il numero reale delle morti in Germania perché Berlino non comunica i dati. Se non ho capito male lì c'è una legge sulla privacy ancora più stringente della nostra

Fonte: Corriere.it

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nestorburma

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Citazione di: LaFonte il 30 Apr 2020, 10:46
I sanitari pare siano tutti stati testati. In settimana dovrebbero finire i lavoratori delle RSA, poi partono coi volontari. Ho in mano la convocazione per l'8 maggio.
Sta cosa dei controlli a tappeto mi sembra ottima, se i test sono attendibili (per quanto a lungo durano gli anticorpi eventualmente svipuppati?) almeno si saprà chi ha avuto e si avrà un'idea più chiara della diffusione di sto accidente.

Io scommetterei di averlo preso, almeno mi tolgo il dubbio. Poi sai che figo se ti rilasciano la "patente di immunità"?  :)

In Veneto sono dieci giorni in anticipo. Ieri  e l'altroieri abbiamo fatto noi volontari il test sierologico, già fatto da sanitari e lavoratori RSA. Entro 48 ore ci comunicano ufficialmente eventuali positività, ma da telefonata informale al nostro presoidente sembra che su 83 Volontari testati, quelli impegnati in serviizi di PS distribuzioni farmaci ospedalieri e raccolta tamponi, siamo tutti negativi. Bel sospiro di sollievo e bella soddisfazione per l'efficacia dei protocolli di protezione personale e di sanificazione di ambulanze e locali  che abbiamo messo in atto.


Tarallo

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Nestor, io il sospiro di sollievo lo avrei tirato se fossi stato positivo, ma magari sono strano io. Se riesci a sapere che test ti hanno fatto (il produttore, o se hai qualunque altro indizio) per cortesia diccelo, se si può. Grazie.

meanwhile

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Anche io.
Qua da me al centinaio di dipendenti - tutti ovviamente in buona salute - di una ditta che riapre lunedì è stato fatto un qualche test sierologico, risultato 15% in quarantena e probabilmente (ma le procedure continuano a essere nebulose) saranno sottoposti a tampone.
Che ne dite della percentuale, può essere in linea con quanto ci si sarebbe potuto attendere?

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12.maggio.74

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Citazione di: MisterFaro il 01 Mag 2020, 17:43
Ciao immaginavo avessi avuto accesso a dati locali e ovviamente parziali.

Specifico alcuni dettagli:

1) le statistiche ufficiali sulla di mortalità per causa sono quelle diffuse dall'Istat. Prodotte nel rispetto di stringenti regole di classificazione e codifica indicate da OMS e di qualità da Eurostat, coerenti a livello nazionale e armonizzate a livello internazionale.

2) La certificazione delle cause di morte viene riportata su apposite schede su carta copiativa per permettere la doppia copia e alimentare così contemporaneamente il flusso statistico (Istat) e sanitario (Asl/Regioni), tutto ciò è normato dal DPR 285/1990. I, i dati quindi non giungono all'Istat attraverso le Regioni, i due flussi sono disgiunti e indipendenti, con problemi di comunicazione tra loro per via delle norme sulla privacy e quelle sul segreto statistico.

3) Le Asl hanno l'obbligo di detenere i registri delle cause di morte (sempre DPR 285/1990), non quello di codificarle. Alcune Regioni si sono attrezzate per farlo ma la maggior parte preferisce fare riferimento direttamente al dato prodotto dall'Istat, dato che da diversi anni può essere fornito da Istat agli Uffici di Statistica delle Regioni grazie a autorizzazione del Garante della Privacy e apposito progetto specificato nel Programma Statistico Nazionale (PSN). Per le finalità di monitoraggio e programmazione e valutazione delle politiche sanitarie il dato prodotto dall'Istat, pur se con tempi più lunghi di quelli con cui le Asl/Regioni potrebbero autoprodurselo, a gran parte delle Regioni va più che bene considerata la maggiore uniformità che si può garantire e che la mortalità per causa è un fenomeno che varia lentamente nel tempo. Questo non esclude ovviamente che singole Asl possano effettuare delle sintesi del dato per le proprie esigenze nel breve periodo, senza necessariamente dover rispettare le regole internazionali di classificazione e codifica.

4) Lo stesso Istituto Superiore di Sanità che gestisce Epicentro (il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica su cui poggia l'Indirizzario dei Registri di mortalità) i dati di mortalità per causa per la sua banca dati e per le sue analisi li prende dall'Istat (anche qui lo scambio di dati individuali è possibile a seguito di autorizzazione del Garante della Privacy e apposito progetto specificato nel Programma Statistico Nazionale)



Ferma restando ovviamente la tua buona fede, resto quindi perplesso circa l'attendibilità dei dati di cui ti avevo chiesto le fonti:

"non si spiega la drastica riduzione di numero di decessi per infarto ictus e neoplasia o la scomparsa di decessi per insufficienza respiratoria rispetto allo scorso anno"

"com'è che quest'anno gli infarti son diventati quasi la meta' rispetto allo scorso anno?"


Il problema è che il fenomeno da analizzare è completamente nuovo nelle dimensioni e nelle modalità e per ora con i numeri si riescono a fare foto più o meno messe fuoco. Con il tempo molte cose, non tutte come purtroppo avviene sempre nei fenomeni complessi, potranno essere chiarite. Dietro a numeri in parte confusi e contraddittori non è detto ci sia sempre volontà di dolo, a volte è semplicemente difficile rilevare tempestivamente i diversi aspetti e analizzarli congiuntamente.



Torno un momento su questo aspetto
"sono numeri interpretati e quindi non danno valutazioni oggettive"

Giustamente i numeri sono interpretati, ci mancherebbe altro. Vale sempre, anche sulle statistiche sulle cause di morte. Sulle quali c'è un aspetto che rende ulteriormente difficile l'analisi e i confronti: le varie cause di morte sono "in concorrenza" tra loro nel determinare i decessi. Questo è tanto più vero in un Paese come il nostro, con una larga fetta di popolazione anziana e quindi con quadri patologici complessi. Apposta l'OMS mette tanta attenzione nel dare la definizione di "causa iniziale di morte", nel dettare le regole per fare la diagnosi, nello specificare come poi certificare su modelli standardizzati i vari processi morbosi che hanno contribuito al decesso, come poi codificare tutte le cause e come determinare infine la "causa iniziale di morte", quella su cui si basano la stragrande maggioranza delle statistiche.

L'aumento di mortalità di questo periodo è ovviamente composto da una serie di elementi diversi, i decessi in conseguenza dell'infezione da Covid-19, i decessi in cui il Covid-19 ha aggravato una situazione compromessa contribuendo ad accelerare il decorso, i decessi di chi pur non avendo contratto il virus ha subito le conseguenze di un sistema sanitario non adeguato a gestire un'epidemia di tale portata e non ha potuto avere accesso ad adeguate terapie e cure o per paura di contrarre il virus "ha scelto" di non recarsi tempestivamente dal medico o all'ospedale. Questo per quanto riguarda l'eccesso, poi ovviamente c'è quella quota di decessi che ci sarebbe stata comunque, in linea con le numerosità degli anni precedenti. Ma una cosa è certa, l'eccesso di mortalità c'è stato ed è senza precedenti in Italia per intensità. Nonostante le misure cautelative adottate.


Mi riaggancio a quest'ultimo discorso per dirti che non ho capito se a tua volta hai tratto conclusioni, ed eventualmente quali, circa la gravità di questa epidemia e circa l'opportunità di adottare e rispettare misure di contenimento del contagio.
non ho accesso ai dati ISTAT ne allenstatistiche, ma mi aveva colpito la differenza di numeri totali su alcuni tipi di decesso. Non ho parlato, infatti, di nessun tipo di statistica, era un discorso sul non affidarsi, mani e piedi, alla vacuità dei numeri che ogni giorno escono fuori, in questo contesto, parlando prima dei positivi dove sono compresi, almeno nel lazio, anche i secondi o i terzi tamponi ( che sono comunque, al contrario dall'inizio) una discreta percentuale, avevo scritto che anche il totale dei decessi non era affidabilissimo, sia perché all'inizio, al nord, chissà quanti non ne abbiamo associati al covid ( quelli in cui il decesso è avvenuto nelle proprie abitazioni) sia perché ora, anche un IMA che si sarebbe comunque manifestato, è magari, associato al covid perché il soggetto era positivo. Ma, ripeto era nel contesto dinun discorso, dopodiché è arrivato il netter con la sua brillantissima ironia,  che senza sapere nulla spara giudizi. Poiché ultimamente sono abbastanza teso, stanco ed anche un po' incazzato di combattere ogni giorno con la burocrazia, con i numeri ed a volte anche con i pazienti o con il mio reparto ho reagito piccato.

12.maggio.74

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Per quello che concerne le mie personali conclusioni mi sembra ovvio che, come tutti, considero questa pandemia non grave ma gravissima. Non pensavo che un virus avesse mai potuto creare ciò che ha provocato questo, mi aspettavo eventualmente qualche batterio super resistente. Ho, sempre da un punto di vista personale, la sensazione che tuttavia ci abbia colto di sorpresa, o comunque che lo abbiamo sottovalutato all'inizio e che quindi, vista la notevole infettivita, si sia propagato in modo enorme, da qui la necessità della chiusura, ma ora anche se, gradualmente, si riapre, se la gente rispetta le indicazioni ( e qui già e difficile al netto degli idioti) se il governo fa il suo DOVERE ( e qui già siamo indietro) fornendo mascherine a tutti, agendo sui mezzi di trasporto, controllando i luoghi di lavoro, beh... il virus non sparirà in un mese, ma penso che potremmo contenerlo anche molto, certo i "se" non sono pochi ma io ci spero.

JoseAntonio

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Citazione di: 12.maggio.74 il 01 Mag 2020, 22:58
non ho accesso ai dati ISTAT ne alle statistiche, ma mi aveva colpito la differenza di numeri totali su alcuni tipi di decesso.

Il tuo discorso appariva e appare tuttora come minimizzatore o addirittura come negatore di un picco di morti dovuti al Covid-19, e scusa se te lo dico, dai toni pure complottistici.
E questo al netto delle ovvie discrepanze tra i dati attuali (che non sono consolidati) e quelli che lo saranno dopo le verifiche del caso.
I dati dei tamponi neanche andrebbero considerati, né usati come denominatore per percentuali giornaliere.
Al limite forniti come informazione generica, per spiegare la capacità dei tamponi realizzabili.
Tu sarai anche teso e starai sicuramente facendo un lavoro assurdo, ma per piacere non pensare che gli altri si stiano grattando le palle perché non hanno nient'altro da fare, come se non fossimo preoccupati e sotto tensione tutti...
Detto questo, ti invito a usare toni meno tagliati con l'accetta, altrimenti i discorsi che fai perdono di credibilità.
Poi oh, se manco possiamo più usare l'ironia su un forum all'una di notte, che ve devo dì.



12.maggio.74

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Citazione di: Tarallo il 01 Mag 2020, 09:01
12, pero' io no nho capito una cosa.
Da sempre si e' saputo che i dati sono inattendibili, ma lo sono relativamente a quello che gli chiedi di fare. Se per esempio tu vuoi prendere una decisione basata sulla tendenza dei morti da un giorno all'altro, quando si sa che spesso, particolarmente nei weekend, si salta proprio il reporting, allora per quello che vuoi fare tu i dati sono una merda.
Si sa che c'e' chi tampona di piu' e quindi avra' piu' positivi, chi tampona meno e sembra non avere malati, chi conta le RSA, chi le conta ogni due settimane come la francia dove il conto dei morti ha due picchi paurosi, e potrei continuare.

Ma anche considerando tutto cio', alcune conclusioni si possono trarre, non credo che vada buttato tutto.
I dati, presi per intero, mostrano che c è una pandemia, che è gravissima come probabilmente non ci saremmo mai aspettati e che provoca un numero enorme di decessi in percentuali molto diverse in base all'età. Il discorso che facevo, se lo rileggi,  è di non prendere i numeri e di trarre conclusioni parziali sull'andamento del virus in uno spazio temporale, perché questi numeri, dove attualmente si mischia di tutto,  non sono affidabili e, per quel che mi riguarda, non hanno valore scientifico ( ripeto... se non nella totalità). Basare, questo era poi il discorso iniziale, su quanti positivi si trovano, sarebbe una assurdità e facilmente manipolabile ( e infatti non lo faranno su quello), gli unici dati che si possono seguire giornalmente o settimanalmente perché "poco" influenzabili sono i ricoveri, soprattutto quelli in TI.

nestorburma

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Citazione di: Tarallo il 01 Mag 2020, 22:18
Nestor, io il sospiro di sollievo lo avrei tirato se fossi stato positivo, ma magari sono strano io. Se riesci a sapere che test ti hanno fatto (il produttore, o se hai qualunque altro indizio) per cortesia diccelo, se si può. Grazie.

Non sei strano, ho fatto lo stesso pensiero anche io. Durante il lockdown ho però continuato  a lavorare, a effettuare servizi per la Ussl e incontrato quindi molte persone, anche anziane, sempre con mascherina, ma alcune volte nell'impossibilità di rispettare la "distanza di sicurezza". Il dubbio di avere potuto contagiare qualcun da asintomatico mi ha portato a tirare un sospiro di sollievo.
PS provo a informarmi per il test

Tarallo

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Hai ragione, ma questo è vero anche per gli altri nei tuoi confronti. Se si scopre di avere gli anticorpi IgG, non è improbabile che la fase di infettività sia passata da un po' e se avessimo infettato un amico o un parente lo sapremmo già. Dipende dai tempi, ovviamente.

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carib

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Citazione di: nestorburma il 01 Mag 2020, 22:05
In Veneto sono dieci giorni in anticipo. Ieri  e l'altroieri abbiamo fatto noi volontari il test sierologico, già fatto da sanitari e lavoratori RSA. Entro 48 ore ci comunicano ufficialmente eventuali positività, ma da telefonata informale al nostro presoidente sembra che su 83 Volontari testati, quelli impegnati in serviizi di PS distribuzioni farmaci ospedalieri e raccolta tamponi, siamo tutti negativi. Bel sospiro di sollievo e bella soddisfazione per l'efficacia dei protocolli di protezione personale e di sanificazione di ambulanze e locali  che abbiamo messo in atto.
Nestor (Leo Malet mito) posso chiederti una cosa? Sai per caso se corrisponde al vero la diceria secondo cui - diversamente da quanto annunciato due mesi fa - i tamponi ai medici di famiglia in Veneto non siano stati fatti o siano stati fatti con parecchio ritardo rispetto al resto del personale medico?

Il nostro Giorgione

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Citazione di: zorba il 01 Mag 2020, 22:06
https://www.iltempo.it/a-fil-di-spada/2020/05/01/gallery/roberto-burioni-fabrizio-pregliasco-silvio-brusaferro-maria-rita-gismondo-esperti-italiani-coronavirus-bocciati-con-voti-bassissimi-da-comunita-scientifica-mondiale-scopus-governo-dpcm-giuseppe-conte-migliore-scienziato-alberto-mantovani-humanitas-1322200/

Burioni sono almeno 10 anni che non pubblica qualcosa di serio. Oramai fa il divulgatore, credo abbia smesso di fare ricerca seria. Il che non lo rende una fonte poco attendibile.
Semmai,  poco attendibile è quel covo di sfigati massoni raggruppati in quel giornalaccio di merda  (per me, ovviamente).

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