Citazione di: Blueline il 03 Lug 2020, 18:37
Il numero dei contagi giornalieri sta aumentando di giorno in giorno(126 - 142 - 182 - 201 - 223), anche se in maniera non esponenziale.
Già. Si direbbe che la gente non abbia capito un accidente e pensi di poter fare gli stracazzi propri alla faccia degli altri che tanto non succede niente. Emblematici i casi dei braccianti bulgari fuggiti da Mondragone e il nuovo paziente zero del Veneto, di cui parla il Corriere ma anche giornali locali: un imprenditore fa un viaggio di lavoro in Serbia, evidentemente se ne fotte delle precauzioni e si infetta, torna e avverte malessere e febbre, se ne frega e va (tra l'altro) a un funerale e a una festa, va in ospedale e risulta positivo, rifiuta sia di dare i suoi contatti che il ricovero e solo dopo 3 ulteriori giorni sta così male da lasciarsi ricoverare. Adesso sta in rianimazione e tra contatti diretti e contatti secondari con lui, ci sono 3 focolai in 3 città venete. Giustamente Zaia è furente, avevano schivato il casino lombardo e ci ricascano per un [...]. Non mi sento di augurargli il peggio solo perchè magari come i braccianti bulgari è un disperato che sta per fallire, ma checcazzo... che un positivo rifiuti di dare i contatti esiste solo in Italia! Lo devono sbattere in galera, se sopravvive! Finchè c'è gente irresponsabile sommata alla possibilità di importarlo dall'estero, non finirà mai!
http://www.veronasera.it/cronaca/coronavirus-virus-nuovo-focolaio-veneto-verona-3-luglio-2020.htmlUn pezzo dell'articolo:
Come si è sviluppato il nuovo focolaio in Veneto che tocca da vicino anche Verona?
Secondo la relazione ufficiale del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, il cosidetto «caso indice» o paziente zero sarebbe stato
segnalato positivo al tampone per il virus Sars-CoV-2 lo scorso 29 giugno. L'uomo è residente nella provincia di Vicenza ed è stata quindi avviata la ricerca dei suoi contatti. I primi sintomi li avrebbe manifestati già il 25 giugno, giorno nel quale aveva fatto ritorno dalla Serbia dove si era recato per un viaggio di lavoro.
Nonostante la presenza di febbre e malessere, risalenti già al giorno prima, il soggetto in questione si sarebbe concesso diversi contatti tra il 26 e il 27 giugno, con tanto di partecipazione ad una
festa e ad un
funerale, oltre che alla normale
vita di paese e sul lavoro. Solo il 28 giugno il signore si sarebbe infine recato al pronto soccorso di un ospedale nel Vicentino dove il test con tampone avrebbe in seguito dato esito positivo, per poi essere trasferito nell'ospedale del capoluogo berico, ma qui l'uomo
avrebbe rifiutato il ricovero. Quest'ultimo sarebbe poi avvenuto, dopo molte insistenze,
solo il giorno 1 luglio e a quel punto
il paziente, il quale al momento è in Rianimazione, avrebbe fornito la sua lista di "contatti" riferiti ai giorni tra il 23 e il 28 giugno, ma anche alla sera del 30 giugno, cioè dopo aver già avuto l'esito positivo al virus del suo tampone.