Tre settimane di ritiro in estate, un ritiro lungo, la prevenzione degli infortuni, capacità di dialogo col gruppo e scelte chiare. Questi gli ingredienti che Inzaghi e il suo staff hanno messo dentro la ricetta per la stagione 2019-2020, che stava regalando enormi soddisfazioni prima dello stop per l'emergenza sanitaria. Con alle spalle diversi anni di esperienza la preparazione estiva ha avuto un costante perfezionamento. Intanto ad Auronzo c'è il fattore montagna, lo scenario ideale per ottenere una buona preparazione atletica, lontano dal caldo pressante e con un'ottima ossigenazione.
Due settimane ad Auronzo di Cadore, una in Germania a Marienfeld per preparare una stagione di grande livello. I test isochinetici per valutare la forza e la resistenza fisica sono propedeutici al lavoro del ritiro, e sulle base delle risultanze viene calibrato l'allenamento, sia per i singoli che per il gruppo. Tutto calibrato alla perfezione: viene monitorato passo e frequenza dei singoli calciatori. In generale si cura con attenzione la velocità, c'è attenzione alla fase di recupero e si procede col lavoro integrato: sia con la palla che a secco. L'obiettivo è quello di avere una brillantezza costante, intorno all'85%, senza picchi in alto o in basso, con tutti i giocatori che devono essere portati più o meno allo stesso livello, senza lasciare indietro nessuno. Sugli infortuni l'attenzione è massimale. I carichi sono sempre graduali, non si strappa mai, non ci sono sbalzi di volume o intensità. Tutto questo sta portando i frutti sperati: Inzaghi non ha dovuto sopperire a lunghi infortuni, e i problemi fisici per la squadra sono stati rari.
Poi la gestione del gruppo, altrettanto fondamentale per avere un rendimento massimale. Inzaghi ha sempre avuto un dialogo proficuo con i singoli, stabilendo gerarchie elastiche: c'è un gruppo di titolari, ma tutti vengono coinvolti. Le scelte sono dettate spesso anche dall'avversario e dal tipo di gara che la Lazio è chiamata a fare, senza preclusione per nessuno. Non esistono presunzioni negative, e lo stato di forma è sempre un indice chiave per operare le scelte. In questo modo, tutti remano dalla stessa parte, si sentono coinvolti ed importanti, ed in campo danno tutto per il proprio allenatore. L'esperienza e l'intelligenza organizzativa stanno portano i risultati, che non sono mai frutto del caso.
Questo articolo e' la + grande gufata della storia e ce la siamo fatta da soli.
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