"Cosa dicono oggi i numeri
L'epidemia in Italia, tutt'altro che conclusa, mostra costanti segnali di peggioramento nelle ultime tre settimane e meriterebbe maggiore attenzione nei comportamenti: la curva epidemica, sebbene in modo lieve, ha ripreso a crescere dopo un lunghissimo trend discendente. Come ogni lunedì anche oggi, 10 agosto, forte calo dei tamponi elaborati: 26.432 (dei quali oltre 9.000 in Lombardia) contro i già pochi 37.637 di ieri. I positivi sono 259, con un rapporto positivi/tamponi di 0,97% (ieri 1,23%). L'incremento nazionale giornaliero dei casi è +0,10% (ieri +0,18%) con 250.825 contagiati totali, 202.243 guarigioni e 35.209 deceduti (+4); 13.368 infezioni in corso (ieri 13.263). Terapie intensive +1 (46). Nuovi casi soprattutto in: Emilia Romagna 39, Lazio 38, Sicilia 32, Lombardia 31, Puglia 26. In Lombardia curva +0,03% (ieri +0,07%) con 9.343 tamponi (ieri 6.494) e soli 31 positivi; rapporto positivi / tamponi 0,33% (ieri 1,09%); 96.884 contagiati totali: -5 i ricoverati (150); stabili (9) le terapie intensive; 0 decessi. Tra i principali punti da segnalare a livello nazionale, su dati Iss: 1) Il calo maggiore di nuovi casi è nella popolazione oltre i 50 anni, la crescita più importante al di sotto dei 24 anni. 2) Da inizio luglio le tre categorie "italiani rientrati dall'estero", "stranieri residenti in Italia" e "stranieri arrivati in Italia" hanno pesato tra il 40 e il 48% su base settimanale sul totale dei nuovi casi diagnosticati. Effetto attribuibile alla riapertura delle frontiere, in particolare con Paesi dove il virus circola ancora in modo elevato. 3) Da metà luglio si assiste a una ripresa dei casi sintomatici, anche se la quota di asintomatici resta molto elevata (intorno al 60%). 4) Dal 20 luglio al 2 agosto il 37,1% dei casi è stato rilevato su soggetti positivi alla ricerca degli anticorpi, ai quali viene poi eseguito il test tampone; il 33,2% in seguito a tracciamento dei contatti; il 26,6% in soggetti sintomatici."
Io non credo si riesca a controllare, con il ritorno negli uffici, nelle scuole, con l'assalto ai mezzi pubblici.
Potremmo sperare se fossimo certi tutti usassimo le mascherine nella maniera corretta.
Ma sappiamo non sarà così.
Sappiamo che ci saranno ragazzini che si abbracceranno, baceranno, fuori dalle scuole, sappiamo che ci saranno i menefreghisti, che appena non visti si toglieranno la mascherina lì dove sarebbe obbligatorio tenerla, e anche i criminali, che gireranno per le strade invece che stare in isolamento.
Io credo non si possa studiare un piano di gestione del problema che non sia quello di un nuovo lock down globale, poiché sarà impossibile tracciare tutti i nuovi treni di contagio.
Allora occorre un piano di grande prevenzione, mediante informazione e controllo.
Che sia la prima notizia di tutti i Tg, le nove colonne di tutti i giornali, far capire cosa sta accadendo e a cosa porterà.
E un sistema di controllo ferreo, negli uffici, nelle scuole, nei mezzi pubblici.
Si utilizzi l'esercito, i volontari, ma è necessario evitare che già da ora il virus riprenda portanza.
E i controlli alle frontiere, chiunque in quarantena.
Un piano duro, ma probabilmente efficace, che eviterebbe una nuova quarantena di tutto il paese.
Occorre muoversi ieri.
Il resto deve diventare secondario.
Purtroppo.
Per me.