Questo lo davo per scontato. Ho fatto un'osservazione sul linguaggio e sui toni.
Non c'è bisogno di usare le maiuscole, so leggere e oltretutto la penso come te riguardo agli irresponsabili (grossomodo, ma adesso non serve sottilizzare).
All'espressione bene comune mi scatta sempre un trillo nel cervello. Non è solo scetticismo il mio, perché effettivamente a volte viene usata a sproposito, bensì una forma di prudenza, come a dire: fammici riflettere un attimo.
C'è della presunzione nell'impugnare l'espressione bene comune, e c'è della presunzione in chi come me pensa che le sue parole possano essere capite. Ti ho contestato l'uso della parola merito, ma forse non sono stato chiaro.
Cilicianti è una parola che non esiste e sì, viene da cilicio. Era un modo un po' canzonatorio per smorzare i toni apocalittici. Sì, la situazione è brutta, brutta per tutti, ma che senso ha dire che ce la meritiamo? E' falso, è improprio parlare di merito. Su questo non mi hai risposto. Io la considero una retorica paracattolica (da lì il riferimento sarcastico al cilicio, come simbolo di autopunizione), e la ritengo pericolosa per diverse ragioni. Primo, perché non distingue: per me le responsabilità sono individuali, cioè se io sono colpevole di un'infrazione, non è detto che anche tu lo sia. Poi, non mi piace che ci si divida in cittadini buoni e cittadini cattivi. Anzi, questo è proprio il periodo adatto per sviluppare sentimenti collettivi, per riconoscersi simili agli altri.
Io, forse per abitudine alla paranoia, leggo un po' di ipocrisia in alcune delle lamentele riguardo ai comportamenti irresponsabili. Cioè sono sempre gli altri ad esserlo, mai noi.
E ancora, il senso di colpa c'entra dal momento in cui dici che ci meritiamo virus, restrizioni e morte (la triade riecheggia vagamente un celebre sproloquio berlusconiano, ma in quel caso era il comunismo). Seguo la tua logica: meritiamo una punizione, quindi necessariamente abbiamo una colpa. E se abbiamo una colpa, dobbiamo assumercene la responsabilità. Da qui il senso di colpa, che fa danni alla salute delle persone.
Non mi soffermo sul legame tra senso di colpa e cattolicesimo perché lo considero ovvio (comunque, tempo qualche anno e passerà di moda, penso).