Questo é l'articolo completo. Lascio a voi gli insulti.
Caos tamponi: voltare pagina è un dovere del calcio italiano
Stefano Barigelli
Lotito e Pulcini hanno riscritto il protocollo della Federcalcio, piegando ai propri convincimenti e agli interessi del club le norme dello Stato. Il calcio prenda decisioni severe nei confronti di chi l'ha sempre usato per il proprio calcolo
Il Paese è in una stagione drammatica e il calcio deve fare la propria parte. Il quadro che sta emergendo dall'inchiesta sul laboratorio di Avellino è per molti versi inquietante: le difformità tra la perizia della Procura e i referti di Futura Diagnostica sono enormi, dal punto di vista penale rilevanti a prescindere dai nomi a cui si riferiscono tutte quelle discordanze. Se venissero confermate, si dovrebbe concludere che in quel laboratorio il margine di errore era talmente alto da ritenerlo inattendibile, ma la magistratura è giusto faccia il suo lavoro con i tempi dovuti. Non sarà di sicuro un'inchiesta breve.
Diverso è invece il discorso per quanto riguarda la giustizia sportiva. Sulla vicenda dei tamponi della Lazio sono già numerosi gli elementi a disposizione per avanzare alcune valutazioni. Andando per ordine: il club di Lotito ha, dall'inizio della pandemia, manifestato un atteggiamento sostanzialmente negazionista. Il medico sociale, Ivo Pulcini, ha ribadito in diverse occasioni che il positivo asintomatico non è un malato, quindi né contagioso né tantomeno grave. È arrivato poi a sostenere che l'interpretazione da parte del medico è più importante del dato del laboratorio.
In buona sostanza, possiamo riassumere così il suo atteggiamento: sono io che devo decidere chi si allena e chi va in quarantena, non il referto di un laboratorio. Insieme, infine, con il titolare di Futura Diagnostica, ha trasformato i casi debolmente positivi in negativi.
È stato insomma non soltanto riscritto da Lotito e Pulcini, con il sostegno di Taccone, il protocollo della Federcalcio, ma soprattutto sono state piegate ai propri convincimenti e agli interessi del club le norme dello Stato. Tutto questo nell'assoluto disprezzo delle più elementari ragioni di cautela a cui soprattutto un mondo iper professionistico dovrebbe attenersi, mentre in Italia sono tornate a riempirsi le terapie intensive e si tornano purtroppo a contare centinaia di morti al giorno.
Il calcio, per il rispetto che deve agli italiani, oltre a ricordare di essere un'industria importante e chiedere sostegni al governo e dunque alla comunità, ha il dovere della serietà. Qualsiasi decisione mediana sul caso tamponi, qualsiasi tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto, sarebbero un errore. Peggio, uno schiaffo al Paese. Il calcio salva se stesso se ha finalmente il coraggio di prendere decisioni serie e severe nei confronti di chi il calcio l'ha sempre e solo usato per il proprio calcolo. È arrivato il momento di voltare pagina.