Inzaghi è un allenatore mediocre, innamorato delle sue idee e per questo limitato. Un anno e mezzo fa, prima che imbeccasse quella serie di vittorie miracolosa, volevo il suo esonero. Poi, naturalmente, mi ha smentito e ho dovuto ammettere che forse mi sbagliavo.
Oggi credo che quello dell'anno scorso sia stato un exploit irripetibile, frutto di una serie di fattori inanellati nel giusto modo, tra cui una forma fisica e mentale strepitosa dei nostri migliori, vittorie che hanno portato fiducia per altre vittorie e qualche evento favorevole. Anche Inzaghi ci avrà messo del suo, sicuramente.
Nonostante ciò, ora tutto è tornato alla normalità e Inzaghi mi appare di nuovo per quello che mi è sempre sembrato: un allenatore inadatto. Inadatto non tanto al nostro valore, che purtroppo non è quello di una prima della classe. Inadatto alle nostre ambizioni, se ne abbiamo.
Se vogliamo vivacchiare tra metà classifica e l'Europa League, vanno bene questi giocatori e Inzaghi, mettiamoci l'anima in pace e vada così. Se però davvero vogliamo crescere, bisogna comprare giocatori seri e prendere un allenatore in linea con una rosa più forte, che non sia ostinato e fissato su un solo modulo, che sappia leggere le partite e adattarsi, che sappia fare cambi giusti e risolutivi, e non figurina per figurina o gli ammoniti, come faccio io a PES. Che sappia imporsi con chi si comporta male e che sappia valutare quando non forzare chi è infortunato o senza energie (che poi devo capire perché abbiamo sempre qualcuno senza energie) e fare, quando serve, di necessità virtù.
In conclusione, Inzaghi non è il peggiore dei mali, ma non è neanche questo fenomeno di allenatore che alcuni decantano, e non mi sembra lesa maestà metterlo in discussione come si può mettere in discussione un giocatore, un DS o un presidente. Fa anche lui parte dell'equazione che sta portando, quest'anno, a risultati disastrosi.