Citazione di: italicbold il 04 Gen 2021, 16:27
A me questa frase, non me ne volere, sembra profondamente contraddittoria.
Se sono stati tanto, ma tanto tanto, tanto tanto tanto tanto tanto, più bravi di noi perché non hanno vinto un cazzo ? Ma un cazzo un cazzo eh ?
Che agli ottavi della Champion's, a oggi, ci siamo anche noi che invece bravi bravo bravi bravi come loro non siamo.
Do un minimo contributo alla discussione.
Per quanto mi ha raccontato un caro amico, molto vicino a Percassi padre, l'enorme ritorno economico che hanno tratto in questi ultimi anni dal calcio (e bravissimi a anticipare e cavalcare il fenomeno del palyer trading) è stato impiegato in parte per sanare le imprese di famiglia, che attraversavano un momento di gravissima difficoltà; in parte per diversificare il gruppo con una politica di acquisizioni.
La famigilia Percassi ha reinvestito nel comparto calcio solo una parte degli immensi introiti conseguiti dalla bergamasca football club. Altro che Lotito e le correlate.
Il risultato è davanti agli occhi di tutti: squadra rinforzata, ma solo entro certi limiti e con un monte ingaggi sostenibilissimo; stabilità nella conduzione tecnica; minima pressione in punto di obiettivi; trofei zero.
La differenza con noi nella tifoseria o, meglio, nella "narrazione" del club che parte dall'ambiente/dalla gente e permea il mondo Lazio. A Bergamo stragodono solo per il fatto di avere una squadra indemoniata che azzanna il collo degli avversari come una donnola le galline dentro al pollaio. Stragodono per la loro notorietà, ma più ancora per la loro identità. Vorrebbero vincere, ovviamente, ma nessuno si sogna di menare i giocatori se arrivano ottavi.
Ovviamente, alla fine non hanno vinto un cazzo, non per caso. Ma per intrinseca vocazione.
Noi abbiamo questa inestimabile bellezza di una proprietà italiana; di una proprietà laziale; di un gruppo tecnico di persone serie e cresciute negli anni nella Lazio; di una continuità che lega passato, presente e futuro.
Ma ci fa schifo al cazzo e preferirremo De Zerbi o Juric, magari un manager portoghese e un "raffinato" proprietario americano ghiotto di carbonara alla besciamella.