Citazione di: Tarallo il 05 Feb 2021, 08:10
Se non vedete la differenza fra andare davanti a un microfono e dire "laziale demmerda" e il fatto che sia una frase pronunciata da un personaggio di un romanzo il problema grosso lo avete voi.
Ripeto, se non avete mai letto Portnoy's Complaint, e dovreste leggere anche tutto il resto che ha scritto, specie dopo, fatevi un giro sul web e cercatevi la storia di Philip Roth.
Vi aiuto con due righe qui.
According to Scholem, Portnoy was essentially identical to the "figure whom the anti-Semites have conjured in their imagination and portrayed in their literature." Unaware non-Jewish readers might well accept the caricatural description of Jews in the novel as literal fact.
Unaware.
Se uno è unaware il problema è suo, non di Philip Roth.
Senza dover neanche aggiungere che qui il problema lo avrebbe chi quella frase l'ha proferita e non il laziale (romanzato e quindi inesistente) oggetto dell'insulto.
Si chiama Letteratura.
Può essere anche demmerda, e avreste tutto il diritto di dirlo (il libro non l'ho letto ma non faccio fatica a pensare che possa essere una ciofega). Ma sindacare su cosa abbia diritto di dire un personaggio è al limite del surreale.
Surreale Tarallo è che tu pensi di dire qualcosa intorno alla Letteratura senza sapere che cos'è.
Perché mi pare che tu abbia una visione un pelino confusa del punto di vista.
Non è che un personaggio nasce in mezzo a una pagina e comincia a parlare. C'è un AUTORE che ce lo mette. Un autore che poi magari scompare proprio per dar modo a chi come te, non sapendo un bel nulla di letteratura, pensa che appunto sia soltanto un personaggio sceso dall'empireo.
Se invece tu ne sapessi di più, capiresti che c'è SEMPRE un'intenzione dell'AUTORE. Sempre.
Quindi, quando l'autore vuol restare nascosto o non ha le palle per dire in prima persona il suo pensiero, lo fa dire a un personaggio. Comodo ed efficace.
Ma se pensi che questo assolva l'autore, hai una visione ingenua della letteratura, quell'ingenuità che poi porta appunto a far passare per [...] i lettori risentiti dal dialogo di Avati e per filologi "de 'noartri" gli altri...