Visti i sintomi dell'amico Tarallo, mi sono messo in testa che anche io ho avuto qualcosa di strano a febbraio 2019.
Da allora nonostante visite da pneumologo, cardiologo, gastroenterologo , ortopedico, cicli di fisioterapia, osteopatia, tac, risonanza magnetica, raggi , gastroscopia, ecocardiogramma, ecg sottosforzo, anti infiammatori vari, non sono riuscito più ad andare a correre per un dolore che si irradia dallo sterno verso la scapola e non mi fa respirare.
Appena mi rimetto a camminare, sparisce, faccio le scale, ricompare. Ho continuato a nuotare fino alle chiusure delle piscine, combattendo il dolore appena aumentavo il ritmo, ma poi vedendo e rallentando la mia velocità. Faccio sport o movimento, non fumo e non bevo.
Mi ricordo esattamente quella mattina di febbraio che sono tornato a casa dopo la corsa alle 6, la tosse fortissima che mi è venuta e da allora tiro il fiato al minimo sforzo.
Le passeggiate in montagna sono diventate un calvario.
Scusate lo sfogo.
Ho una domanda stupida sul Covid a cui Vaz e Tarallo avranno già risposto centinaia di volte:
Appurato che uno, fatto il Covid, abbia gli anticorpi, è come se si fosse in un qualche modo vaccinato?
Quindi ho meno probabilità di prenderlo?
Però pari probabilità di trasmetterlo?
Posso essere quindi vettore o è come se avessi una sorta di passaporto?
Grazie scusate ancora.