Citazione di: kelly slater il 08 Mar 2021, 11:41
Si ma il business non è sempre uguale a se stesso, le regole non sono sempre le stesse senza cambiare mai.
Il discorso sulla storia non mi convince: è una catena, una palla al piede.
Per me la Lazio per essere una delle due squadre della Capitale ( mettiamola così ) e avere un milione di persone che la seguono ( ma potenzialmente potrebbero crescere eccome ) ha vinto troppo, troppo poco.
M'hai dato st'oppio dei popoli? Embè la dipendenza prevede che io PRETENDA che si cresca sempre e si VINCA.
Altrimenti andavo ad Amburgo e tifavo St. Pauli e sticazzi se vinceva o se perdeva.
il business non è sempre lo stesso?
Guarda l'albo d'oro delle competizioni europee.
Poi certo puoi credere con tutto te stesso alla favola leicester ma appunto è una favola, una su mille.
La storia è altro e certo che è una catena, per quello parla Benjamin molto meglio di FatDanny. E la storia non si sovverte con buone doti manageriali.
Al massimo quelle ti portano un buon ciclo.
Questa proprio è l'illusione, che va ben oltre il calcio d'altronde.
Senza offesa, ma me sembrate i socialdemocratici del calcio, illusi dalla possibilità di risultati buoni con le cose fatte bene. In uno spazio di manovra sempre più stretto.
se la tua dipendenza prevede che si cresca sempre e si vinca l'esito scontato sarà "lotito vattene".
E con ondate sempre più pesanti proprio perché la storia non si ripete mai sempre uguale a se stessa e quindi più accumuli esperienza più questa esperienza ti dirà che Lotito (ma in realtà è la Lazio) è ancorato a quel centro di gravità che ti causa tanta frustrazione.
L'unico modo per uscirne davvero, nel calcio e non solo in questa società, è un cambio sostanziale di condizioni.
Se arriva il magnate e butta 500 mln nella Lazio, e certo lo farebbe perché squadra di Roma e non lo farebbe col Pergocrema, vedi che arrivano i calciatori, arriva l'Olimpo, arrivano pure i tifosi guarda che te dico.
Ma può essere questa speranza che mantiene viva la Lazio oggi? Per me no.
Per me questo sarebbe fonte di frustrazioni, col paradosso che magari non ne avevi negli anni '80 in cui davvero c'era un abisso con i vertici ma non te ne fregava niente. Perché avevi l'appartenenza.
Oggi l'appartenenza non è scomparsa. Opera ancora in questo mondo.
Ed è forse l'unica logica che è in grado di contrastare quella dell'Olimpo.
Vale nella religione, nella politica, anche nello sport, perché è un principio base.
Sonni Boi la frustrazione per me deriva per il fatto che il mondo sta cambiando ed una certa logica, per quanto fosse presente anche venti, trenta, cinquant'anni fa, era molto meno pervasiva.
Oggi, lo vediamo in argomenti frivoli come il calcio, invece occupa ogni spazio.
Ma qui il punto, torno a dirlo, non è ideologico, ma prettamente utilitaristico.
Perché se pure noi lo assecondiamo allora ci sono scelte migliori della Lazio al giorno d'oggi.
E sarà ancor più così domani.
E lo sarà a mille quando ci sarà la SuperLeague. Perché ve ripeto, ci sarà.
Perché è iscritta nella logica dell'Olimpo, che da una parte viene alimentata, ma poi non sta bene quando fa valere il suo carattere escludente.
Io non è che me escludo da solo, è che provo ad alimentare un'altra logica se è quella che spavaldamente mi può far continuare a vivere.
Ecco perché dico fateve sta super lega e lasciateme un campionato italiano in cui la mia identità torna a giocassela. Non è autolesionismo, è previdenza.