Il discorso di Fat è interessante. Ma hanno ragione anche Tarallo e Vaz, e anche chi riporta le notizie "della strada".
Che ci sia stato uno sbaglio nella comunicazione scientifica è evidente (per me dolo perché i media hanno soffiato sul fuoco della psicosi trovandoci piacere quasi sadomasochistico di chi si sente inebriato dal poter gestire la notizia di un evento che farà la storia come una guerra mondiale - i medici intervenuti sulla scena poi i peggiori).
I sintomi para-influenzali è in qualche modo normale che ci siano - ma questo le persone, anche le più ingenue, lo sanno. Non servono le certificazioni dell'Aifa Fat.
Quello che c'è soprattutto qui, per me eh - che di malati un po' ne ho visti - é l'enorme carico emotivo che questo vaccino si porta dietro. Vi ho raccontato di come anche negli addetti ai lavori la prima cosa che ci si è chiesti nei corridoi è "tu che c'hai avuto"? - èh ammazza oh, sto vaccino é na botta".. quasi per convincersi che sto vaccino è tosto, che la medicina deve essere amara per funzionare, che lo scotto da pagare c'è, ma ci salverà - e in quanto tale non può essere acqua fresca. Chi non ha avuto sintomi, nemmeno una banale astenia, quasi chinava il capo in queste conversazioni sentendosi escluso (io 1Pfizer ok, 2 artralgie e astenia ndr).
Non sottovalutare la psicologia delle persone di fronte alla malattia o possibile malattia.
È un anno che la vita è cambiata per tutti, la fine del tunnel non si vede.
Purtroppo il problema è "solo" questo regà. Non c'è studio o percentuale che tenga ahimè.