Citazione di: volerevolare il 20 Apr 2021, 08:02
non sono d'accordo. Una gestione sana ed una programmazione lungimirante e di lungo termine può portarti a livelli alti e farti competere a lungo senza per questo distruggere i tuoi conti. La Lazio, l'Atalanta, il Napoli, ma anche tante altre società estere lo dimostrano. Le 12 (e non sono loro) invece ragionano solamente a leva finanziaria, spendendo sempre più di quello che producono e contando solo sulle future entrate come qualcosa da attualizzare e spendere subito. Per loro, gli alti e bassi sportivi non sono ammessi pena la crisi finanziaria e la bancarotta. Sono la bolla speculativa del calcio e come tali andrebbero trattate. Quanto al tuo esempio sulle banche, un'azienda di credito che salta viene commissariata e si cerca di salvarla facendola acquistare da qualcuno nel tentativo di tutelare i risparmiatori. Commissariassero anche le 12, cominciassero a vendere tutti i giocatori ed a puntare su ragazzi a basso costo.
Qualcuno qui a Roma nel 2005 fece la stessa cosa e fu deriso ed insultato.
Bisogna uscire dall'assioma che chi più spende, più vince (cit.).
tu parli di calcio, io di economia.
Sono d'accordo che non sia vero che più spende più vince.
Ma tu stai considerando le vittorie il centro (calcio), io sto considerando la valorizzazione di capitale centro (economia), di cui le vittorie sono un fastidioso quanto necessario corollario.
Se si trova un meccanismo in cui il guadagno non è assicurato dalla vittoria ma dalla partecipazione ad un campionato (che poi redistribuisce in questo circuito ristretto) quello diventa un optimum!
Hai voglia a dire che la duplicità della merce individuata dal vecchio barbuto sia questione obsoleta.
Senza di quella non si capisce come funziona questa logica.
Non l'avidità di Perez Agnelli Suning. Non il fatto degli ultraricchi a voler diventare ancora più ricchi (e che ci fanno?).
Il capitale è un soggetto automatico che ha una logica sua, prescinde le volontà. Agisce tramite delle persone, ma riafferma le sue necessità.
Quando movimento 600 mln di euro il costo con cui paghi Neymar, Messi o Ronaldo non è un costo necessario a vincere, ma è un costo necessario a far divenire 700 i 600.
E non necessariamente ciò avviene grazie ai tifosi.
Si continua a dire, vedi Gio, che fuori dall'europa non ci sono tifosi accaniti.
Non si capisce per quale ragione i tifosi accaniti dovrebbero generare più ricavi di blandi clienti che vedono la partita ogni tanto. O avete dati a riguardo a smentita o io vi dico che i clienti blandi possono generare più ricavi degli appassionati.
Se teniamo conto dei tifosi più accaniti, gli abbonati, e ci mettiamo dentro anche il merchandising che comprano generano una fetta di ricavi altamente minoritaria rispetto a quelli che sono i flussi attuali.
Cosa che si può vedere a vista d'occhio paragonando i diritti tv (che non riguardano solo gli hard fan) rispetto alla voce abbonati. O anche il merchandising all'estero rispetto a quello in patria.
Se in Asia comprano dieci volte le magliette del Barca rispetto alla catalogna, anche solo per una questione di grandi numeri (e questo è già così hic et nunc) me ne frega cazzi di preservare il tifoso catalano.
Non è ancora chiaro il discorso perché vi affidate ancora ai valori d'uso, alla funzione concreta dell'attività produttiva: vincere le partite, acquisire tifosi, avere più soldi per fare una squadra competitiva.
Ma se ci sono modi per fare più soldi, anche smentendo il core della propria attività, si abbandona il core presunto e si fa altro.
Un'incomprensione simile si ebbe da parte di emeriti analisti economici che durante la crisi di qualche anno fa la rappresentavano come dovuta alla finanza cattiva contro la produzione reale buona.
Senza considerare che in finanza "cattiva" investivano esattamente quelle grandi imprese su cui poggia la produzione reale buona. Per il semplice fatto che buono e cattivo non c'entra una mazza.
Se la produzione di macchine mi da una redditività del 2% mentre il CEO mi dimostra che investendo in titoli ottengo il 4.5% non c'è alcuna fottuta ragione per cui dovrei continuare a fare macchine.
O meglio, continuerò a farle in parte, ma sposterò svariati investimenti in finanza.
Ecco, lo spostamento da tifoso a cliente ha ragioni analoghe.
Il problema della concezione economica diffusa nel senso comune è che non sa interpretare l'economia.
recuperate marx, non quello del comunismo, non me ne frega una minchia di convincervi politicamente. Recuperate quello della critica all'economia politica e capite sia cosa sta succedendo sia perché le teorie economiche contemporanee pur sapendo analizzare i fenomeni, non sanno SPIEGARNE le ragioni profonde.