«Durante queste ore difficili, con un attacco così forte alla sua compattezza e ai suoi stessi valori sportivi, il Calcio ha reagito con grande unità e senso di solidarietà. Abbiamo dimostrato di essere un vero collettivo». La parola Calcio ha la C maiuscola nel commento non ufficiale che trapela dall'Uefa, soddisfatta e orgogliosa di avere sventato il golpe della Superlega. Ma il giorno dopo è già quello del dialogo con i ribelli per il presidente Aleksander Ceferin. Dopo il braccio di ferro con i 12 club scissionisti ha rafforzato il suo potere politico, ha incassato il sostegno di quasi
tutti i premier europei e dei due capi del calcio e dello sport mondiale, i presidenti della Fifa, Infantino, e del Cio, Bach. Aiutato dalla fragilità del progetto sventato: "La Lega del powerpoint", l'ha definita
ieri il presidente della Liga Spagnola Javier Tebas nella riunione tra Leghe usata come confronto sulla questione, per sottolineare la fragilità del progetto, costituito con 4 riunioni su zoom e una ridotta
struttura dirigenziale. Una cosa è certa: una riforma la Uefa vuol portarla a termine. Ma la
direzione appare diametralmente opposta a quella che indicava la Superlega: non aumentare i ricavi,
ma ridurre i costi. È la linea Rummenigge: il calcio post pandemia è al collasso e la prima cosa da fare è riportare le spese delle società su cifre più sostenibili. Nascerà un nuovo Fair play finanziario, ma non sarà più lasco, anzi: è verosimile l'istituzione di un salary cap sul genere di quello che la stessa Superlega voleva imporsi. E poi: iniezioni di capitali a garanzia dell'esposizione e ridistribuzione del
market pool e della ricchezza: l'Uefa ogni anno incassa dalle coppe europee 3,25 miliardi e ne dà alle
squadre "solo" 2,5. Tolti 295 milioni di costi, resta circa mezzo miliardo. Cifra da incrementare commercializzando anche altro, come gli highlight.
La forza nient'affatto nascosta del governo del pallone d'Europa, però, sta anche in un'altra immagine del Congresso di martedì a Montreux, il giorno della vittoria sui secessionisti: Ceferin ha accanto a sé Zvonimir Boban, nuovo capo del settore calcio, e Zbigniew Boniek, nuovo vicepresidente. Sono questi
due ex grandi campioni – insieme all'ex interista Maxwell, nuovo capo dello sviluppo calcistico – a fotografare un aspetto non secondario della politica Uefa nella fase 2, quella della riappacificazione. Un ruolo fondamentale, di consiglieri fidati e di amanti inguaribili del loro sport, viene riconosciuto anche
alle cosiddette Leggende e in generale a chi, nelle scorse ore, non ha avuto paura di uscire allo scoperto e di dichiarare la propria contrarietà al progetto Superlega: da Klopp a Guardiola.
Martedì è partita da Nyon una mail a molti di loro, con l'invito a partecipare nel pomeriggio a una
riunione urgente nella quale condividere in videochat opinioni sull'accaduto e suggerimenti per il
futuro. Tra i destinatari dell'invito c'erano Luis Figo, Ronaldo Nazario, Albertini, Trezeguet, Dida, Salgado. Non tutti hanno potuto prendere parte al convegno telematico, perché molti fanno gli allenatori o i dirigenti. Ma il messaggio è arrivato, forte e chiaro.
L'esecutivo dell'Eca, invece, l'associazione dei club europei, ha eletto il nuovo presidente dopo
Agnelli: è Nasser Al-Khelaifi, n. 1 del Paris Saint-Germain. Il dirigente del Bayern Michael Gerlinger è
stato nominato primo vicepresidente.