la Superlega

Aperto da PARISsn, 03 Mar 2016, 12:15

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Laziolubov

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Aggiungo che non solo c'è il diritto di punirle ma non avevano alcun diritto di ritornare in ambito UEFA. E' stata una concessione di Ceferin per ovvie ragioni che ci avrebbero rimesso tutti, ma c'era tutto il diritto dopo annunci ufficiali dei club, di radiarli per sempre

Beppe78

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Citazione di: AquiladiMare il 22 Apr 2021, 14:21
continuate a confondere le cose...  si condannano i reati (sia idee che fatti reali).

Ideare una rapina E' UN REATO previsto dal Codice Penale...

Creare una SL è punibile solo se le norme UEFA lo prevedono

Il reato, se c'è, è che agnello era mi sembra incaricato della gestione diritti tv in Lega, e nel mentre pianificava la Superleague. Non so, forse c'è conflitto d'interessi?

Comunque prima le strisciate spariscono e prima si torna a vedere bel calcio.

AquiladiMare

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Citazione di: MadBob79 il 22 Apr 2021, 14:46
li deve pagà Loteeeeeeeeeeeto...Marotta e Agnelli e non so manco chi cazzo è il loro referente nel merdlan sono ridotti a questo dal "calcio di Loteeeeeeeeeeto", pagasse quindi Loteeeeeeeeeto.

Lotito lo avranno rinchiuso in qualche sotterraneo, guardato a vista 24h su 24h per evitare che parli (o che qualche giornalista lo voglia intervistare)

MadBob79

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Citazione di: Beppe78 il 22 Apr 2021, 14:50
Il reato, se c'è, è che agnello era mi sembra incaricato della gestione diritti tv in Lega, e nel mentre pianificava la Superleague. Non so, forse c'è conflitto d'interessi?

secondo me, c'è materia per invocare la slealtà sportiva

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MadBob79

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Citazione di: AquiladiMare il 22 Apr 2021, 14:51
Lotito lo avranno rinchiuso in qualche sotterraneo, guardato a vista 24h su 24h per evitare che parli (o che qualche giornalista lo voglia intervistare)

secondo me, molto più prosaicamente, se sta a fa la punta al cazzo

Murmur

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«Durante queste ore difficili, con un attacco così forte alla sua compattezza e ai suoi stessi valori sportivi, il Calcio ha reagito con grande unità e senso di solidarietà. Abbiamo dimostrato di essere un vero collettivo». La parola Calcio ha la C maiuscola nel commento non ufficiale che trapela dall'Uefa, soddisfatta e orgogliosa di avere sventato il golpe della Superlega. Ma il giorno dopo è già quello del dialogo con i ribelli per il presidente Aleksander Ceferin. Dopo il braccio di ferro con i 12 club scissionisti ha rafforzato il suo potere politico, ha incassato il sostegno di quasi
tutti i premier europei e dei due capi del calcio e dello sport mondiale, i presidenti della Fifa, Infantino, e del Cio, Bach. Aiutato dalla fragilità del progetto sventato: "La Lega del powerpoint", l'ha definita
ieri il presidente della Liga Spagnola Javier Tebas nella riunione tra Leghe usata come confronto sulla questione, per sottolineare la fragilità del progetto, costituito con 4 riunioni su zoom e una ridotta
struttura dirigenziale.
Una cosa è certa: una riforma la Uefa vuol portarla a termine. Ma la
direzione appare diametralmente opposta a quella che indicava la Superlega: non aumentare i ricavi,
ma ridurre i costi.
È la linea Rummenigge: il calcio post pandemia è al collasso e la prima cosa da fare è riportare le spese delle società su cifre più sostenibili. Nascerà un nuovo Fair play finanziario, ma non sarà più lasco, anzi: è verosimile l'istituzione di un salary cap sul genere di quello che la stessa Superlega voleva imporsi. E poi: iniezioni di capitali a garanzia dell'esposizione e ridistribuzione del
market pool e della ricchezza: l'Uefa ogni anno incassa dalle coppe europee 3,25 miliardi e ne dà alle
squadre "solo" 2,5. Tolti 295 milioni di costi, resta circa mezzo miliardo. Cifra da incrementare commercializzando anche altro, come gli highlight.


La forza nient'affatto nascosta del governo del pallone d'Europa, però, sta anche in un'altra immagine del Congresso di martedì a Montreux, il giorno della vittoria sui secessionisti: Ceferin ha accanto a sé Zvonimir Boban, nuovo capo del settore calcio, e Zbigniew Boniek, nuovo vicepresidente. Sono questi
due ex grandi campioni – insieme all'ex interista Maxwell, nuovo capo dello sviluppo calcistico – a fotografare un aspetto non secondario della politica Uefa nella fase 2, quella della riappacificazione. Un ruolo fondamentale, di consiglieri fidati e di amanti inguaribili del loro sport, viene riconosciuto anche
alle cosiddette Leggende e in generale a chi, nelle scorse ore, non ha avuto paura di uscire allo scoperto e di dichiarare la propria contrarietà al progetto Superlega: da Klopp a Guardiola.
Martedì è partita da Nyon una mail a molti di loro, con l'invito a partecipare nel pomeriggio a una
riunione urgente nella quale condividere in videochat opinioni sull'accaduto e suggerimenti per il
futuro. Tra i destinatari dell'invito c'erano Luis Figo, Ronaldo Nazario, Albertini, Trezeguet, Dida, Salgado. Non tutti hanno potuto prendere parte al convegno telematico, perché molti fanno gli allenatori o i dirigenti. Ma il messaggio è arrivato, forte e chiaro.
L'esecutivo dell'Eca, invece, l'associazione dei club europei, ha eletto il nuovo presidente dopo
Agnelli: è Nasser Al-Khelaifi, n. 1 del Paris Saint-Germain. Il dirigente del Bayern Michael Gerlinger è
stato nominato primo vicepresidente.

Castigamatti

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Citazione di: AquiladiMare il 22 Apr 2021, 14:47
ne sei certo perchè l'hai letta o perchè pensi che ci debba essere?
Ne sono certo perché ho letto centinaia di statuti di associazioni di ogni genere e grado, le quali, senza una norma del genere, non potrebbero definirsi tali. Figuriamoci l'uefa...

FatDanny

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Come fatto nel caso tamponi mi sono andato a leggere il disciplinare UEFA
:=))
https://www.uefa.com/MultimediaFiles/Download/Regulations/uefaorg/UEFACompDisCases/02/60/83/56/2608356_DOWNLOAD.pdf

Non direi che mancano articoli a cui appellarsi, in particolare tra i principi generali (art.11).
Non per cacciarli dalla competizione attuale, ma di sicuro dall'anno prossimo.
Poiché la SL minava di sicuro se non l'integrità dei campionati quella della CL (art.12)

Poi non se ne farà nulla, ma non possiamo dire non esserci le basi legali per un processo sportivo.
Che è cosa diversa dal processo ordinario (su cui non credo ci sia alcun dubbio manchino le basi)

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ZombyWoof

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Citazione di: Castigamatti il 22 Apr 2021, 14:42
A me non serve andarmela a cercare, perché sono certo della sua esistenza..come sono certo che esiste la Lapponia pur non avendola mai vista...
Serve a te approfondire.. Visto che confondi l'esistenza o meno di un cavillo (e non è questo il caso) con l'esistenza di un principio statutario che vale dalla bocciofila all'ONU...l'associato che si pone in contrasto con gli interessi di un'associazione viene radiato..

in linea generale sì, di solito le associazioni hanno nello statuto norme del genere. 
ma  l'affermazione che sicuramente c'è e pertanto possono essere radiate va provata.

poi oh, per me sarebbe il minimo. spero che almeno la mettano ai voti nell'assemblea di venerdì.

Murmur

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sul fronte italiano

Il calcio italiano è pronto a presentare il conto ai separatisti. E in particolare a chi del progetto Superlega si era fatto regista, e non solo per il fronte italiano: Andrea Agnelli è oggi il nemico pubblico numero uno, per molti club di Serie A. Alcune società, in particolare Roma, Torino e Genoa, sono pronte ad intraprendere un'azione di responsabilità contro il presidente della Juventus. E molti altri club valutano azioni legali. Il motivo? Il naufragio della trattativa per la realizzazione di una media company con l'ingresso dei fondi di investimento Cvc, Advent e Fsi, che erano disposti a versare 1,7 miliardi di euro per il 10% del valore della Serie A. Un accordo non impeccabile ma votato a novembre all'unanimità. E poi sacrificato – è il retropensiero – sull'altare di quel super campionato europeo da cui lo stesso Agnelli, ieri mattina, s'è congedato. Privatamente prima («In sei non si può fare»), poi con un comunicato ufficiale: «Juventus, pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti del progetto, ritiene che presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere compiuto». «Hai sabotato la trattativa con i fondi, sapendo già che avreste fatto la Superlega», lo aveva accusato pubblicamente il n.1 del Torino Urbano Cairo nell'Assemblea dei presidenti di lunedì. Tutto è iniziato il 19 novembre, quando Agnelli era stato scelto come uno dei 5 manager incaricati di realizzare un term sheet da portare in assemblea per definire l'ingresso dei fondi di investimento, insieme a Fienga (Roma), Fenucci (Bologna), De Laurentiis (Napoli) e Campoccia (Udinese). Due mesi dopo però, il 19 gennaio, Agnelli riceveva a Torino il presidente del Real Florentino Perez. Dal giorno dopo, nulla è più stato lo stesso. Il 21 gennaio è stato faticosamente rieletto presidente di Lega Paolo Dal Pino – il padre dell'operazione fondi – ma la votazione del term sheet da quel momento è sempre stata rimandata. Fino alla rottura del 4 febbraio, quando Juve e Inter sono passate con i contrari, cristallizzando il progetto. per quella "clausola di responsabilità" che prevedeva sanzioni pesanti in caso di stravolgimento del format. L'azione legale ha già un effetto: dell'ingresso dei fondi si è tornato a parlare tra i club. Basta che due delle sette contrarie, spaventate dalla causa, cambino idea. Non solo dall'esterno, anche all'interno del gruppo dei tre separatisti iniziano ad aprirsi crepe. Maldini ieri prima della partita contro il Sassuolo (la squadra di De Zerbi, il più diretto nel criticare i club della Superlega) si è scusato con i tifosi per l'iscrizione del Milan nel progetto. Giurando poi di «Non essere stato minimamente coinvolto in questo progetto, l'ho saputo domenica sera, si è deciso a un livello più alto rispetto al mio». Quando lunedì Gazidis, padre della riforma guidata per conto di Elliott insieme alle big del calcio europeo, voleva parlare ai giocatori del Milan nello spogliatoio, è stato proprio Maldini a fermarlo, per non mescolare le questioni dirigenziali a quelle sportive, di sua competenza. In realtà, l'ex capitano del progetto qualcosa doveva sapere, visto che se ne parlava anche sui giornali. Come l'interista Marotta. Eppure anche a lui la Serie A ha presentato il conto: in Assemblea, infatti, gli hanno chiesto di dimettersi da consigliere federale, ruolo in cui rappresenta la Lega Serie A insieme a Lotito e Dal Pino. «Faccio il consigliere a tutela delle società – ha detto ieri Marotta – ma questa storia non c'entra niente con i fondi, il Milan infatti era favorevole. Martedì rimetterò il mandato se la maggioranza delle società vorrà che non continui». Con Marotta sfiduciato, Lotito squalificato  :asrm e Dal Pino reduce dalla lettera di 7 club che gli chiedevano di dimettersi, in federazione la Serie A rischia di restare senza rappresentanti.

Jeffry

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Citazione di: FatDanny il 22 Apr 2021, 14:57
Come fatto nel caso tamponi mi sono andato a leggere il disciplinare UEFA
:=))
https://www.uefa.com/MultimediaFiles/Download/Regulations/uefaorg/UEFACompDisCases/02/60/83/56/2608356_DOWNLOAD.pdf

Non direi che mancano articoli a cui appellarsi, in particolare tra i principi generali (art.11).
Non per cacciarli dalla competizione attuale, ma di sicuro dall'anno prossimo.
Poiché la SL minava di sicuro se non l'integrità dei campionati quella della CL (art.12)

Poi non se ne farà nulla, ma non possiamo dire non esserci le basi legali per un processo sportivo.
Che è cosa diversa dal processo ordinario (su cui non credo ci sia alcun dubbio manchino le basi)

Da quant'è che lo sto a di?!

MadBob79

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Citazione di: FatDanny il 22 Apr 2021, 14:57
Come fatto nel caso tamponi mi sono andato a leggere il disciplinare UEFA
:=))
https://www.uefa.com/MultimediaFiles/Download/Regulations/uefaorg/UEFACompDisCases/02/60/83/56/2608356_DOWNLOAD.pdf

Non direi che mancano articoli a cui appellarsi, in particolare tra i principi generali (art.11).
Non per cacciarli dalla competizione attuale, ma di sicuro dall'anno prossimo.
Poiché la SL minava di sicuro se non l'integrità dei campionati quella della CL (art.12)

Poi non se ne farà nulla, ma non possiamo dire non esserci le basi legali per un processo sportivo.
Che è cosa diversa dal processo ordinario (su cui non credo ci sia alcun dubbio manchino le basi)

A livello nazionale, secondo me, ci sono gli estremi per una violazione dell'Art. 4. Questo non vuol dire che la procura federale si muove domani o mai (magno tranquillissimo).

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richard

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Se L'UEFA vuole fargliela pagare ne trova mille di motivi per fargli un altro buco nel culo. Basta spizzare i loro bilanci, ma stavolta sul serio.

MTL

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Citazione di: Murmur il 22 Apr 2021, 15:00
sul fronte italiano

Il calcio italiano è pronto a presentare il conto ai separatisti. E in particolare a chi del progetto Superlega si era fatto regista, e non solo per il fronte italiano: Andrea Agnelli è oggi il nemico pubblico numero uno, per molti club di Serie A. Alcune società, in particolare Roma, Torino e Genoa, sono pronte ad intraprendere un'azione di responsabilità contro il presidente della Juventus. E molti altri club valutano azioni legali. Il motivo? Il naufragio della trattativa per la realizzazione di una media company con l'ingresso dei fondi di investimento Cvc, Advent e Fsi, che erano disposti a versare 1,7 miliardi di euro per il 10% del valore della Serie A. Un accordo non impeccabile ma votato a novembre all'unanimità. E poi sacrificato – è il retropensiero – sull'altare di quel super campionato europeo da cui lo stesso Agnelli, ieri mattina, s'è congedato. Privatamente prima («In sei non si può fare»), poi con un comunicato ufficiale: «Juventus, pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti del progetto, ritiene che presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere compiuto». «Hai sabotato la trattativa con i fondi, sapendo già che avreste fatto la Superlega», lo aveva accusato pubblicamente il n.1 del Torino Urbano Cairo nell'Assemblea dei presidenti di lunedì. Tutto è iniziato il 19 novembre, quando Agnelli era stato scelto come uno dei 5 manager incaricati di realizzare un term sheet da portare in assemblea per definire l'ingresso dei fondi di investimento, insieme a Fienga (Roma), Fenucci (Bologna), De Laurentiis (Napoli) e Campoccia (Udinese). Due mesi dopo però, il 19 gennaio, Agnelli riceveva a Torino il presidente del Real Florentino Perez. Dal giorno dopo, nulla è più stato lo stesso. Il 21 gennaio è stato faticosamente rieletto presidente di Lega Paolo Dal Pino – il padre dell'operazione fondi – ma la votazione del term sheet da quel momento è sempre stata rimandata. Fino alla rottura del 4 febbraio, quando Juve e Inter sono passate con i contrari, cristallizzando il progetto. per quella "clausola di responsabilità" che prevedeva sanzioni pesanti in caso di stravolgimento del format. L'azione legale ha già un effetto: dell'ingresso dei fondi si è tornato a parlare tra i club. Basta che due delle sette contrarie, spaventate dalla causa, cambino idea. Non solo dall'esterno, anche all'interno del gruppo dei tre separatisti iniziano ad aprirsi crepe. Maldini ieri prima della partita contro il Sassuolo (la squadra di De Zerbi, il più diretto nel criticare i club della Superlega) si è scusato con i tifosi per l'iscrizione del Milan nel progetto. Giurando poi di «Non essere stato minimamente coinvolto in questo progetto, l'ho saputo domenica sera, si è deciso a un livello più alto rispetto al mio». Quando lunedì Gazidis, padre della riforma guidata per conto di Elliott insieme alle big del calcio europeo, voleva parlare ai giocatori del Milan nello spogliatoio, è stato proprio Maldini a fermarlo, per non mescolare le questioni dirigenziali a quelle sportive, di sua competenza. In realtà, l'ex capitano del progetto qualcosa doveva sapere, visto che se ne parlava anche sui giornali. Come l'interista Marotta. Eppure anche a lui la Serie A ha presentato il conto: in Assemblea, infatti, gli hanno chiesto di dimettersi da consigliere federale, ruolo in cui rappresenta la Lega Serie A insieme a Lotito e Dal Pino. «Faccio il consigliere a tutela delle società – ha detto ieri Marotta – ma questa storia non c'entra niente con i fondi, il Milan infatti era favorevole. Martedì rimetterò il mandato se la maggioranza delle società vorrà che non continui». Con Marotta sfiduciato, Lotito squalificato  :asrm e Dal Pino reduce dalla lettera di 7 club che gli chiedevano di dimettersi, in federazione la Serie A rischia di restare senza rappresentanti.

Lotito squalificato?

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è  pur sempre repubblica, il loro ce lo devono mettere sempre  :)

MTL

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Citazione di: Murmur il 22 Apr 2021, 15:04
è  pur sempre repubblica, il loro ce lo devono mettere sempre  :)

Se l'estensore dell'articolo è Fulvio Bianchi o Pinci non c'è dubbio  ;)

AquiladiMare

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Citazione di: MTL il 22 Apr 2021, 15:02
Lotito squalificato?

un Lotito squalificato che non ce lo metti?

E' come "Caro amico..."

Castigamatti

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Forse non ci siamo capiti...
Citazione di: ZombyWoof il 22 Apr 2021, 14:58
in linea generale sì, di solito le associazioni hanno nello statuto norme del genere. 
ma  l'affermazione che sicuramente c'è e pertanto possono essere radiate va provata.
mettere in dubbio la radiazione in un caso del genere, è come avere dubbi su cosa succede a buttarsi di sotto dal decimo piano...e domandare all'interlocutore, che ti dice che al 100% ti sfracelli, dove sta scritta questa fantomatica legge di gravità....

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El Matador

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Citazione di: Jeffry il 22 Apr 2021, 15:01
Da quant'è che lo sto a di?!
Ma nessuno diceva di punirli retroattivamente  ;)

Murmur

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Citazione di: MTL il 22 Apr 2021, 15:06
Se l'estensore dell'articolo è Fulvio Bianchi o Pinci non c'è dubbio  ;)

Lei è un intenditore, si tratta di un Pinci-Vanni del 2021, invecchiato male  :)

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