STREMATO MA FELICE
Simone era stremato ma contento dell'accordo e fiducioso della Lazio che sarebbe nata. Dopo aver lasciato Formello, intercettato sotto casa intorno a mezzanotte, prima di varcare il cancello della sua abitazione ai Parioli, (zona Roma nord) Simone abbassa il finestrino della sua auto, una rover blu scura, e con il solito filo di voce, ma sorridendo, a domanda se tutto fosse a posto, risponde: «Si tutto ok, resto e sono felice, è stata una bellissima serata, ci voleva, faremo una bella squadra, ci sarà da lavorare, ma sono contento che tutto si sia sistemato. Era quello che volevo». Che non fossero parole di circostanza, lo testimonia il fatto che Simone va avanti a parlare. «Ho preso la decisione giusta, la Lazio era quello che volevo, restare qui era il mio obiettivo. La firma? Ancora non c'è stata, ma lo farò domani mattina, siamo d'accordo su tutto e io sono felice. I dissapori con Tare? Ma con Igli siamo fratelli, è tutto a posto ora, ci siamo visti anche il giorno prima io e lui. Gli devo molto. Sono contento perché abbiamo parlato di tutto, con Lotito anche, è stata una bellissima serata. Alla fine è vero siamo una famiglia». La notte passa, ma prima c' qualche telefonata furtiva in balcone all'una di notte (forse con Marotta). Ieri mattina, il dietrofront e il giorno della firma si trasforma in quello del tradimento.
Al. Ab e D.M.