5 anni non si cancellano per un cattivo finale, ma allo stesso tempo anche un cattivo finale non si cancella con i 5 anni passati insieme.
Tutti i Laziali sanno chi è Simone Inzaghi, un giocatore ed un allenatore che ha legato la sua carriera calcistica alla Lazio, di certo la dinamica degli eventi ha avuto un ruolo determinante, dopo la trafila delle giovanili era destinato alla panchina della Salernitana, poi il rifiuto di Bielsa l'ha proiettato alla panchina bianco-celeste, e proprio quando sembrava che il suo legame con la Lazio dovesse ribadirsi, rinforzarsi e durare ancor,a ecco che che un'altra rinuncia improvvisa, anzi due, quella di Conte prima e Allegri poi, all'Inter lo hanno proiettato su quella nero-azzurra.
Negare che Simone Inzaghi abbia il cuore bianco-celeste sarebbe una bugia, il suo senso d'appartenenza era la qualità in più in suo favore, una garanzia anche per i giocatori, anche per quelli che arrivavano da altri club, ma è stata anche la qualità che lo ha protetto e lo ha agevolato nel rapporto con la società.
Premettendo i suoi meriti, la sua capacità di creare un gruppo squadra solido, se non avesse avuto questo legame speciale siamo certi che la società sarebbe passata sopra a certi errori o problematiche che hanno visto il Mister piacentino protagonista ?
I trofei, Coppa Italia e Supercoppa Italiana, sono sicuramente grandi successi e certificano oggettivamente e storicamente come ottima la sua esperienza al timone della Lazio, aver vinto una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane è sicuramente un grande merito, ma allo stesso tempo non si può non tenere conto che se si guarda al campionato, ed agli obiettivi prefissati dalla società, negli ultimi 4 campionati solo in un caso la Lazio ha centrato la Champions League, e non si può non concordare che dal 2017 in poi la squadra è sembrata avere tutte le qualità per arrivare sempre tra le prime quattro.
Un'altra società gli avrebbe "perdonato" l'impiego di De Vrij nel rush finale, scontro diretto compreso, contro l'Inter, squadra per la quale l'olandese aveva firmato da febbraio ?
Lo stesso si potrebbe dire della eccessiva rigidità tattica e delle scelte che di fatto hanno impedito a giocatori come Felipe Anderson, ma anche lo stesso Nani (nel finale di stagione 2017-18), di sentirsi parte di un progetto e di dare un contributo decisivo.
In campionato lo score di Simone Inzaghi, a partire dalla stagione 2016-17, recita: due quinti posti, ottavo, quarto, e sesto nel campionato appena concluso....bene, ma non benissimo....come si sente in una nota canzone.
In Europa League siamo arrivati ai quarti nel 2017-18, con un tracollo folle a Salisburgo), nel 18-19 eliminati, ai sedicesimi, dal Siviglia in maniera nettissima, nel 19-20 eliminati ai gironi, nel 2020-21 superiamo la fase a girone in CL ma gli ottavi di finale sono praticamente due allenamenti per il Bayern, che all'andata decide forse di non infierire grazie a Klose....
Uno score non per nulla eccezionale, diciamolo tranquillamente.
Cinque anni sono un tempo ragionevole per aprire e chiudere un ciclo, una eventuale permanenza alla Lazio sarebbe stato voler dare alla propria professione un significato diverso e più profondo che essere un semplice allenatore, diventare un Uomo-Lazio, come Ferguson lo è stato per il Manchester United, ovvero un tecnico che rappresentasse la Lazio in pieno e ne gestisse anche i vari cicli tecnici.
Era una scelta importante, di certo non una scelta da fare in una notte, un giorno o una settimana, ecco perchè ritengo che aver chiuso in quel modo il rapporto con la Lazio, per certi versi, ha finito con il "rovinare" il romanzo sportivo di cui Simone Inzaghi era protagonista.
Se hai davvero deciso di diventare il Ferguson della Lazio non accantoni questa idea solo perchè l'Inter, nottetempo, ti presenta un'offerta economicamente più allettante, soprattutto se la stessa società sapeva solo di dover trattare per il lato economico, sul quantum e sulle decisioni tecniche da programmare insieme, dando per scontato, come da volontà reciproche espresse, la continuazione del rapporto.
E' stata, e lo si dica senza alcun tipo di problema ed ipocrisia di facciata, di una trattativa per il rinnovo che, almeno per Inzaghi, dipendeva da fattori economici; lui riteneva, a fronte della proposta del club, di meritare di percepire un ingaggio pari a quel che avevano i Top della squadra (Immobile e Milinkovic), e per raggiungere ed affermare questo concetto non aveva accettato quanto la società stessa proponeva, ribadendo cmq la decisione di continuare insieme, quello da stabilire era solo la misura dell'ingaggio, ed a tal proposito Mister e Società si erano dati appuntamento a fine stagione, anche per far sì che fossero i risultati raggiunti a dare una indicazione di quanto dovesse essere la cifra per il rinnovo stesso.
La Lazio arriva sesta in campionato, con l'ennesimo crollo di fine stagione a maggio, e cmq la società decide di aumentare l'ingaggio di Inzaghi, almeno per la parte fissa, passando da 1,8 milioni a 2,3 più eventuali bonus dovuti ad eventuali risultati positivi raggiunti, quindi 500 mila euro di aumento nonostante una stagione non certamente positiva.
Il finale lo conosciamo tutti, l'intervista a sorpresa post Sassuolo-Lazio (forse già c'era stato qualche contatto con Marotta...), e poi l'accordo prima raggiunto e poi volutamente sconfessato.
Questi i fatti, che cmq non cancellano 5 anni intensi e pieni di contenuti emotivi, successi, gioie, vittorie importanti e sconfitte cocenti.
Sicuramente non è in dubbio il legame di Simone Inzaghi con la Lazio, ma oggi forse è giusto guardare oltre, per tifosi, tecnico e società.
5 anni non si cancellano per un cattivo finale, ma allo stesso tempo anche un cattivo finale non si cancella con i 5 anni passati insieme.
Ciao Mister Simone Inzaghi.