Bisogna innanzitutto chiarire che la vigile attesa non significa abbandonare il paziente al suo destino senza far nulla, ma significa monitorare costantemente i suoi parametri e valutare la somministrazione di alcuni farmaci raccomandati non solo dal Ministero della Salute, ma anche dall'Organizzazione mondiale della Sanità. Nel portale di FNOMCeO, la Federazione Nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, è presente e consultabile pubblicamente la circolare del Ministero della Salute di dicembre 2020 con le linee guida per la gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2, dove è facile constatare la narrativa della «tachipirina e vigile attesa» non è affatto corretta. Ecco l'elenco completo delle indicazioni per la gestione clinica dei pazienti asintomatici o paucisintomatici:
vigile attesa;
misurazione periodica della saturazione dell'ossigeno tramite pulsossimetria;
trattamenti sintomatici (ad esempio paracetamolo);
appropriate idratazione e nutrizione;
non modificare terapie croniche in atto per altre patologie (es. terapie antiipertensive, ipolipemizzanti, anticoagulanti o antiaggreganti), in quanto si rischierebbe di provocare aggravamenti di condizioni preesistenti;
i soggetti in trattamento immunosoppressivo cronico in ragione di un precedente trapianto di organo solido piuttosto che per malattie a patogenesi immunomediata, potranno proseguire il trattamento farmacologico in corso a meno di diversa indicazione da parte dello specialista curante;
non utilizzare routinariamente corticosteroidi;
l'uso dei corticosteroidi è raccomandato nei soggetti con malattia COVID-19 grave che necessitano di supplementazione di ossigeno. L'impiego di tali farmaci a domicilio può essere considerato solo in quei pazienti il cui quadro clinico non migliora entro le 72 ore, in presenza di un peggioramento dei parametri pulsossimetrici che richieda l'ossigenoterapia;
non utilizzare eparina. L'uso di tale farmaco è indicato solo nei soggetti immobilizzati per l'infezione in atto;
non utilizzare antibiotici. Il loro eventuale uso è da riservare solo in presenza di sintomatologia febbrile persistente per oltre 72 ore o ogni qualvolta in cui il quadro clinico ponga il fondato sospetto di una sovrapposizione batterica, o, infine, quando l'infezione batterica è dimostrata da un esame microbiologico;
non utilizzare idrossiclorochina la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici controllati fino ad ora condotti;
non somministrare farmaci mediante aerosol se in isolamento con altri conviventi per il rischio di diffusione del virus nell'ambiente.
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1269602/IT_Raccomandazioni_AIFA_gestione_domiciliare_COVID-19_Vers.2-Agg._26.04.2021.pdfhttps://portale.fnomceo.it/wp-content/uploads/2020/12/Copia_DocPrincipale_Documento_gestione_domiciliare_pazienti_infettati_da_SARS-CoV-2_Definitivo_rivisto_29_Nov_20.pdfSe a qualcuno interessa.