Citazione di: Mr.Class il 29 Ago 2021, 12:42
il discorso età/dove gioca è sempre una cazzata. ha 60 partite tra europa e nazionale, 300 tra bundes e eredivise. non stai prendendo zaccagni. sennò uno può dire vabè immobile ma chi è, ha 29 (all'epoca) anni sta alla Lazio. Kostic è maturato tardi e ha avuto la collocazione giusta intorno ai 26 anni. da li è diventato uno dei migliori esterni della bundes. poi è un giocatore che non ruba l'occhio. e gioca in un ruolo in cui è molto semplice trovare calciatori.
per me, kostic in italia fa le buche. in questa serie A, avere un pacchetto esterni con kostic, pedro, FA e i ragazzini è tanta, tanta roba.
peccato per l'età, sua e della squadra in generale. è una cosa che mi preoccupa perchè vedo che non ci si lavora abbastanza. ma sticazzi.
Non c'è un'"età ideale" per costruire una squadra, secondo me.
Chiaramente, determinate soglie dettate dal buon senso sarebbe bene non oltepassarle - sia in termini economici (patrimonio per plusvalenze, ma a noi interessano solo il giusto) che agonistici (infortuni e dinamismo).
Piuttosto mi sembra che - considerando l'età media - nella Lazio ci siano tanti giocatori nel pieno della loro maturità agonistica (il top per un atleta); alcuni sbarbatelli; qualche anziano, leader per di più - e questo non a caso.
La formazione-tipo non è vecchia, così come non lo è la rosa.
Poi, dipende molto dal "modello di business" scelto dalla proprietà, ancor prima che da necessità sportive. Il fondo "Elliott" - per dire - impone tassativamente a Maldini la ricerca di profili giovani e rivendibili, in futuro, a un prezzo superiore a quello d'acquisto; è per questo, ad esempio, che Messias piaceva al d.s., ma alla fine pare sia stato scartato.
La Lazio non segue questo modello aziendale, nel bene e nel male; quantomeno, non in maniera così esasperata.
L'importante è costruire gruppi coesi, morali, didascalici (semicit.) e a loro modo vincenti...