Citazione di: Conte_Oliver il 01 Set 2021, 20:46
che poi è quello da sempre da 3 anni a questa parte, 3 anni... i rincalzi... faccio un riflessione, serena...l'ossatura di una squadra passa attraverso il portiere, il centrale difensivo, il centrale di centrocampo e la punta... sono i 4 ruoli dove i ns titolari sono tutti oltre i 30 anni e mi sembra i 4 ruoli dove non hai alcun ricambio in prospettiva, sbaglio? Reina, Acerbi, Leiva, Immobile... magari li abbiamo in primavera?... se così non è, mi spiegate la direzione sportiva con quale strategia ha affrontato il tema? io non la vedo, ma è sicuramente colpa mia forse il prossimo anno sappiamo già che avremo introiti per 100milioni e possiamo coprire questi ruoli? in compenso, ho sei esterni sinistri e 5 interni di centrocampo dove paradossalmente avrei forse i prospetti in primavera, ovvero Bertini e Troise... quando si osserva l'operato e si critica Tare per quanto mi riguarda il problema è questo, faccio fatica a capire un Basic (che non discuto se sia bravo o meno e magari sarà pure utile) e tutta questa priorità nel prenderlo, spendendo 7 milioni quando tra 4 mesi potevo prenderlo a "0" se non con "una visione d'insieme" diversa che non riesco a comprendere, e mai spiegata, e quello che non comprendo non mi piace perchè mi preoccupa sia che lo faccia in buona fede sia che lo faccia per suoi scopi o visioni particolari, la sostanza non cambia, perchè lui passa, ma la mia lazio resta e vorrei evitare che restassero macerie ....that's it
Credo che, per rispondere a questo dubbio, basti guardare chi era il sostituto dell'ultratrentenne Klose prima del suo addio; quello dell'ultratrentenne Biglia prima del suo addio; quello dell'ultratrentenne Dias prima del suo addio; quello dell'ultratrentenne Marchetti, prima del suo addio e della sorprendete promozione del terzo portiere Strakosha, al suo posto (il secondo era il vegliardo Vargic).
Allo stesso modo, ci si può chiedere chi fosse il sostituto dell'ultratrentenne Rocchi, poco prima del suo addio; quello dell'ultratrentenne Ledesma, poco prima del suo addio; quello dell'ultratrentenne Siviglia, poco prima del suo addio; del giovane Muslera, prima del suo addio.
E ancora, viaggiando indietro nel tempo.
Ad oggi, non si sono viste macerie. In futuro, chi può dirlo?
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Allo stesso modo, le quattro situazioni di Immobile, Acerbi, Leiva e Reina non sono per me sovrapponibili - se non per il fatto che si tratta di quattro leader tecnici e dello spogliatoio, riconosciuti dalla squadra.
Immobile: ha 31 anni, contratto da circa 4M a stagione sino al 2025, è il capitano del gruppo, è nel pieno della sua maturazione tecnica e psico-fisica. In panchina, non vuole andare quasi mai (protesta). Tocca trovare un profilo che lo affianchi, accettando di stare in panchina: è Muriqi (prrrrrrr, pernacchiona per il povero Vedat; prima, era Caicedone, la "pippa vergognosa" di Crotone...).
Acerbi: ha 33 anni, ma biologicamente - ad oggi - ne dimostra almeno un paio in meno; grande affidabilità fisica e tecnica. Ha un contratto oneroso sino al 2023, in procinto di essere rinnovato. In panchina non vuole andare mai (conclamato). Tocca trovare un profilo che lo affianchi, accettando di stare in panchina: è Radu (contratto rinnovato a furor di popolo - "è vecchio!"; va bene: Patric, se non sarà rinnovata la scadenza 2022 andrà via e un baldo giovane, probabilmente, arriverà).
Leiva: ha 34 anni, biologicamente inizia a dimostrarli da un po' ma se dosato tecnicamente è ancora tra i migliori. Il suo contratto scade nel 2022: probabilmente, non sarà rinnovato. Da leader, anche lui, riconosciuto del gruppo, vuole giocare il più possibile (se va troppo in panchina, si lamenta). Tocca trovare un profilo che stia buono in panca, che gli permetta di rifiatare durante le gare e, qualche volta, in Europa League: è Escalante (meco*oni! Vero, ma sta qua). C'è pure Cataldi (haidettoc*zzi! Vero, ma da terza scelta - Martusciello dixit ad Auronzo - c'è pure lui). Questi due devono stare in panchina buoni e far rifiatare il Professore al momento giusto. Il prossimo anno, Leiva ci saluterà, e la sua sostituzione sarà una priorità ("ma Tare metterà 20M su un amico suo: terzino destro!" Vedremo...).
Reina: ha 39 anni, lo spirito è quello di un simpatico ragazzino, ma biologicamente sembra un po' perdere colpi (sensibilità dei piedi a parte). Il suo contratto scade nel 2022: probabilmente non sarà rinnovato.
Per un oscuro mistero - probabile plagio su allenatori distratti - ha rubato il posto al titolare storico Strakosha (anni 26, scad. 2022). Peccato, non ci voleva! Perchè il futuro era Thomas e invece ora in porta abbiamo un vecchio - discutemmo di ciò, col buon @Adler Nest. Che si fa? Bel problema. Rinnoverà Reina? Strakosha rinnoverà solo con l'assicurazione che lo spagnolo se ne vada? L'albanese andrà via a gennaio? Chi lo sa. Comunque - segnamolo - oltre a Leiva potremmo avere un'altra priorità, il prossimo anno: un portiere giovane.
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Aggiungo, infine, questa mia considerazione di qualche giorno fa, per completare il ragionamento; purtroppo, non posso citarla, ma solo incollarla.
Non c'è un'"età ideale" per costruire una squadra, secondo me.
Chiaramente, determinate soglie dettate dal buon senso sarebbe bene non oltepassarle - sia in termini economici (patrimonio per plusvalenze, ma a noi interessano solo il giusto) che agonistici (infortuni e dinamismo).
Piuttosto mi sembra che - considerando l'età media - nella Lazio ci siano tanti giocatori nel pieno della loro maturità agonistica (il top per un atleta); alcuni sbarbatelli; qualche anziano, leader per di più - e questo non a caso.
La formazione-tipo non è vecchia, così come non lo è la rosa.
Poi, dipende molto dal "modello di business" scelto dalla proprietà, ancor prima che da necessità sportive. Il fondo "Elliott" - per dire - impone quasi tassativamente a Maldini la ricerca di profili giovani e rivendibili, in futuro, a un prezzo superiore a quello d'acquisto; è per questo, ad esempio, che Messias piaceva al d.s., ma alla fine pare sia stato scartato (preso invece come ultima scelta, con costi e formula molto vantaggiosi)
La Lazio non segue questo modello aziendale, nel bene e nel male; quantomeno, non in maniera così esasperata.
L'importante è costruire gruppi coesi, morali, didascalici (semicit.) e a loro modo vincenti...