Citazione di: radar il 06 Ott 2021, 11:23
Per quel che riguarda le tue affermazioni sull'analisi dello sviluppo economico e sociale, premesso che ovviamente non esiste un filo conduttore durante gli eventi ma questo si può ritrovare solo a posteriori e spesso sta più nella testa delle persone che nella realtà, forse sarò liberale come dici ma trovo che la situazione attuale, alla quale si è arrivati anche "grazie" (o per colpa) allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo sia infinitamente migliore di ogni altra situazione possibile, anche nei paesi e nelle classi sociali (o gruppi etnici, o di genere o del catzo che vi pare) che più hanno patito nel passato. E' bello? No. E' un fatto? Secondo me si.
Ieri stavo rivedendo alcune foto dei miei genitori negli anni '50 nel piccolissimo paese dell'Abruzzo da cui veniva mia madre. Vederlo come era allora e vederlo come è adesso, da l'idea di che enorme salto il mondo abbia fatto. Anche nella medicina dato che mio nonno morì di polmonite per essere andato durante l'inverno del 1939 a piedi a L'Aquila (35 km) a chiamare il dottore ed ora invece il vaccino te lo fanno (giustamente) praticamente a domicilio.
Quindi, alla fine di questo discorso che come giustamente dice IB non c'entra nulla con il tema del topic, A PARERE MIO il progresso c'è stato, la medicina è migliorata, i vaccini funzionano, il green pass è uno strumento che ha persuaso molti a vaccinarsi e l'AS roma è una merda putrida
ma qui non parliamo di pareri sennò vale tutto. Ma tutto tutto.
Ci stiamo confrontando sulla realtà o sulle impressioni?
L'esempio che fai degli anni '50 è già in fase avanzatissima di industrializzazione e in pieno occidente, anzi agli albori dell'automazione, quindi in che modo sarebbe in contraddizione con quanto ho provato a dire io? Anzi, se vuoi proprio il fatto che tu prenda questo esempio conferma l'eurocentrismo e il dare per assoluto ciò che è relativo.
Occorre un attimino allargare lo sguardo per capire se la tua affermazione
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trovo che la situazione attuale, alla quale si è arrivati anche "grazie" (o per colpa) allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo sia infinitamente migliore di ogni altra situazione possibile, anche nei paesi e nelle classi sociali (o gruppi etnici, o di genere o del catzo che vi pare) che più hanno patito nel passato" abbia delle basi concrete o sia, come detto, un assioma eurocentrico (e segnato dalla cultura egemone nel capitalismo).
Io non ho mai detto che ALL'INTERNO della fase industriale non ci sia stato un miglioramento. Qui in Europa. Sulla pelle di altri però.
Anche qui il miglioramento che tu vedi pensando ai tuoi se lo riporti su uno della tua età del Mali o del Congo rischia di essere addirittura del tutto rovesciato. A maggior ragione se dai genitori passiamo a bisnonni.
Il che non è un insulto. Non capisco davvero perché quando si decostruisce/localizza un discorso la risposta è, spesso e volentieri, "allora sarò liberale/capitalista/scientista/vedite".
L'obiettivo dell'analisi è capire l'origine di determinate convinzioni radicate nel nostro mondo, non attribuire una caratteristica all'interlocutore.
Sarà che io sto in fissa con l'argomento perché mi sembra una delle principali menzogne che fonda la concezione del mondo che la società capitalistica occidentale insegna a scuola.
Sia su come si arriva al lavoratore moderno (quel che lo studente diventerà) sia per come lo colloca rispetto al resto dell'umanità contemporanea.
Se vai a vedere le condizioni di vita concrete, materiali, la microstoria, nelle campagne medioevali vedrai che molte delle convinzioni assiomatiche che hai sono una lettura semplificata derivata dalla visione illuministica del medioevo.
La vita di allora come tu la immagini è una pura immaginazione, non molto diversa da una visione fideistica del mondo di natura religiosa (ossia legata non a dati reali, ma ad assiomi astratti dovuti ai principi fondanti del proprio modo di pensare).
In molti aspetti (lavorativi, sanitari, rapporti sociali) la vita è nettamente peggiorata da allora per la stragrande maggioranza delle persone, per poi tornare a migliorare in una porzione di mondo a danno di un'altra.
Dici: eh ma questo è un discorso astratto.
E mica tanto. Se vediamo i drammi che comporta ORA sulla pelle di moltissime popolazioni del cosiddetto terzo mondo questa visione del progresso non me sembra mica così astratto il discorso né irrilevante.
Per altro è chiaro che se la nostra situazione è la migliore possibile rispetto al passato e ad altre civiltà allora gli facciamo un favore a portargliela.
Io non ho tempo né modo qui di portarti l'enorme mole di dati, argomenti e prove che dimostrano quanto toppata sia sta visione lineare. Quanto sia sbagliata nei dati concreti sia in rapporto all'europa (passato) sia rispetto il resto del mondo (presente).
Come giustamente notato da Vaz, sarebbe argomento per altro topic, quindi qui mi fermo.
Ma è assolutamente vero che il GP è una derivazione di cose che noi assiomaticamente vediamo come necessarie: un modo di produrre, la necessità del lavoro secondo certi criteri, un modo di vivere.
Riflettere su sta roba non è una questione astratta, per il semplice motivo che ha un enorme peso nelle vite concrete.
Poi è chiaro che non si traduce in policy immediata e infatti ti dico che condivido la logica del GP.
Ma ridurre il tutto a pura speculazione mi sembra altrettanto grave e pericoloso.