Green Pass

Aperto da Adler Nest, 17 Mag 2021, 16:59

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 17.994
Registrato
Citazione di: FatDanny il 27 Ott 2021, 09:19
https://m.dagospia.com/cafonalino-ammucchiata-di-vipponi-in-piazza-di-pietra-per-festeggiare-myrta-merlino-foto-287440

"chi dice che le fiabe si raccontano ai poppanti, non ha tenuto conto di milioni di votanti" (cit)

La difficoltà di unirsi e fare una battaglia seria e coerente per migliorare alcuni aspetti della società sta nel fatto che molti di quelli che si indignano perché con il GP si possono fare cose "normali" sono coloro che da oltre un anno le cose normali le vorrebbero fare comunque. Sto generalizzando ovviamente, ma "bisogna convivere con il Covid" lo vogliamo tutti, ma per qualcuno sarebbe "conmorire con il Covid" fare tutto come prima, però se invece ci sono controsensi nella gestione della riduzione (NON annullamento) dei rischi li prendono come prova che è tutta una truffa.

Con queste condizioni è difficile creare un fronte comune

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 17.994
Registrato
Citazione di: carib il 27 Ott 2021, 09:26
Incredibilmente penso di essere d'accordo con Fd e forse con Mf e allo stesso tempo di non essere d'accordo con pan (prima o poi doveva capitare). Draghi non ci pensa proprio a fare quello che la gente vuole. Per draghi le persone non esistono. Le persone sono oggetti o strumenti di mercato, oppure intralci alla crescita del Pil. Questi ultimi se scendono in strada vengono manganellati e mandati in ospedale perché così fa Pil

Draghi è la summa dello scollamento che c'è da un paio di decenni tra le istituzioni e i cittadini

...

Attento a non esagerare  :beer:

carib

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 30.518
Registrato

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.060
Registrato
OT

questo non è tanto legato al GP ma all'OT che c'è stato sul medioevo.
Articolo interessante, il libro citato lo è ancor di più.
quando parlo di mito storico della nostra civiltà intendo proprio questa "robetta" qui.

https://jacobinitalia.it/lorigine-di-tutto/

EOT

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

pan

*
Lazionetter
* 4.586
Registrato
concisa:
certo che il vaticano, la chiesa cattolica, certo che draghi, le banche, il capitalismo, l'europa, il controllo, i controlli, il mainstream... certo che sì.
questo attestava come sia d'accordo sul punto, proprio perché la considero cosa ovvia l'ho riassunta senza "spiegone a chi è già spiegato"  (carina)

Scusami ma ndo hai vissuto negli ultimi 30 anni?

sicuramente in un mondo, in un contesto, che mi ha permesso di notare quello di cui ho parlato prima. le due cose, come sempre, non includono che l'altra (politicanti di merda, potenti di merda) non esista.


mr_steed

*
Lazionetter
* 11.265
Registrato
Citazione di: FatDanny il 27 Ott 2021, 09:19
https://m.dagospia.com/cafonalino-ammucchiata-di-vipponi-in-piazza-di-pietra-per-festeggiare-myrta-merlino-foto-287440

"chi dice che le fiabe si raccontano ai poppanti, non ha tenuto conto di milioni di votanti" (cit)

Ammucchiata di 212 persone che si baciano e abbracciano a parte (e qui torniamo al discorso riguardo la pericolosità di certi comportamenti tenuti da persone vaccinate e dotate di GP che facevamo alcuni post fa)... Ma questa "festa" c'è stata ieri? Chiedo perché ancora ieri la conduttrice di Tagadà Tiziana Panella era in collegamento da casa e non nello studio de la7 in quanto, già da lunedì, risultava, da quanto affermato nella stessa trasmissione, in quarantena preventiva causa contatto con positivo.

Da ciò dovrei dedurre che forse in quarantena preventiva si possa andare comunque alle feste col greeen pass se sono allestite all'aperto? Oppure che forse esiste una una qualche deroga per i "vips"? O che la semplice presenza alla festa di Sileri, Le Foche (oltre che di Gasparri che si porta dietro le tessere della roma degli anni 70) possa risultare avere un qualche potere "taumaturgico"?

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.060
Registrato
Citazione di: pan il 27 Ott 2021, 12:13
concisa:
certo che il vaticano, la chiesa cattolica, certo che draghi, le banche, il capitalismo, l'europa, il controllo, i controlli, il mainstream... certo che sì.
questo attestava come sia d'accordo sul punto, proprio perché la considero cosa ovvia l'ho riassunta senza "spiegone a chi è già spiegato"  (carina)

Scusami ma ndo hai vissuto negli ultimi 30 anni?

sicuramente in un mondo, in un contesto, che mi ha permesso di notare quello di cui ho parlato prima. le due cose, come sempre, non includono che l'altra (politicanti di merda, potenti di merda) non esista.

ma non è per niente ovvia.
o meglio il rischio è che la cosa è ovvia dunque in qualche modo immutabile e quindi ciò che ci resta è parlare del GP come strumento di controllo. E a quel punto pefforza si finisce sul terreno dei NoGP.
O, più in generale, allo scontro tra questa politica e l'antipolitica, nell'impossibilità di tentare di concretizzare un'altra politica perché tutta una serie di cose sono date per ovvie.

pan

*
Lazionetter
* 4.586
Registrato
intendevo "ovvia" qui, con gli interlocutori con cui stavo interagendo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.060
Registrato
intervista ECCELLENTE a Sergio Bologna sulla questione NoGP

https://www.dinamopress.it/news/mobilitazioni-no-green-pass-e-rifiuto-identitario-intervista-a-sergio-bologna/

Da Trump fino ai no-vax, passando per l'ideologia neoliberale, in tanti oggi si rivendicano il concetto di "libertà". Vedi delle contraddizioni nel suo utilizzo così diffuso?

Le contraddizioni in cui si può cadere usando il termine libertà è un argomento che mi tormenta dalla fine degli anni '80 quando ho cominciato a ragionare sul lavoro autonomo. Un lavoro libero e indipendente, si diceva, lontano dalla schiavitù del lavoro salariato. Ho cercato di fare chiarezza e di mettere in evidenza che il grado di libertà era più apparente che reale. Ma questo è stato il primo passo, diventato di senso comune con il volume sul lavoro autonomo di seconda generazione. Il secondo passo, che a mio avviso pochissimi hanno percepito, è quando ho cercato di approfondire l'idea di professione, perché è l'attaccamento alla professione quello che porta il freelance a preferire la partita Iva al salario, non è l'idea di libertà. Ho iniziato una ricerca sul professionalismo, campo quasi sconosciuto agli studiosi marxisti. Ed è stata una ricerca assai feconda perché mi ha portato, tra l'altro, a dare un giudizio storico non mainstream sul 68 e sul problema se sia finito con una sconfitta totale oppure no.

Veniamo all'oggi. Quando ho sentito quelle piazze gridare "libertà, libertà" ho fatto un salto sulla sedia e mi sono ricordato dei miei primi studi sui freelance in un contesto, quello odierno, radicalmente diverso. E ho pensato immediatamente all'assalto al Campidoglio di Washington perché freedom è l'argomento che la canea trumpiana mette sempre in mezzo, di qualunque cosa si tratti. Era quello il mantra che li aveva guidati all'assalto di Capitol Hill, al di là della protesta contro l'esito delle elezioni. Tant'è, per fare un esempio, che oggi i repubblicani ostacolano la proposta di legge di Biden di sostenere l'organizzazione sindacale sui luoghi di lavoro (Protecting the Right to Organize Act) con l'argomento che questa impedirebbe la libertà di lavorare ed avrebbe lo scopo recondito di forzare un ritorno al lavoro salariato mentre tutta l'America vuole lavorare da freelance senza sindacati tra i [...]. I freelance sono diventati un mito repubblicano, come eroi della libertà nel lavoro.

In questo contesto, penso che torni d'attualità in maniera forte il tema del mutualismo su cui si dovrebbero scrivere pagine e pagine. La fondatrice del sindacato dei freelance negli Usa, Sara Horowitz, la Freelancers Union con cui noi dell'Associazione italiana dei freelance (Acta) siamo gemellati, ha da pochi mesi pubblicato un libro sul mutualismo, definendolo the next economy. Diventa attuale perché si sostituisce a un welfare state che sta andando in pezzi? No, diventa necessario perché è la negazione del welfare state come assistenzialismo. L'idea di welfare state che qualche politico tenta di rilanciare (vedi reddito di cittadinanza, sul quale comunque sono d'accordo) è quella della persona che vive in condizioni difficili alla quale la Potenza Benefica Stato tende una mano, perché altrimenti lui non ce la fa a venirne fuori. L'assistenzialismo è lo specchio dell'individualismo. L'idea di mutualismo è che la solidarietà dei simili, l'aiuto reciproco, il senso della collettività, possono sopperire alla solitudine dell'individuo. Solidarietà, sottolineo, non condivisione – termine del solito vocabolario di merda del politically correct.

Nel tuo intervento sul "il manifesto" critichi giustamente la gestione governativa dell'emergenza esclusivamente limitata alle campagne vaccinali. In che modo il campo medico e sanitario – e quello ambientale – potrebbero diventare terreno per un nuovo movimento di lotta per la salute pubblica?

Quando si è diffusa la notizia della pandemia sono rimasto sconcertato come tutti. E adesso, che facciamo? Sono cominciate le prime misure di ordine pubblico e ho reagito con scetticismo e diffidenza. È stata mia figlia e sua madre, la mia prima moglie, medico ospedaliero di grande esperienza a dirmi: che non ti vengano strane idee, qui bisogna che tutti seguano certe regole, non è un'influenza virale, non è un morbo qualsiasi, è un'epidemia di un virus ancora poco conosciuto. L'immunità di gregge? È un'idiozia criminale (Boris Johnson docet). Allora mi sono detto: il fenomeno "epidemia" è un fenomeno con una sua logica specifica, da affrontare con un quadro mentale sui generis. Chi mi può aiutare se non chi se n'è occupato sistematicamente? La mia esperienza con il gruppo di "Sapere" negli anni '70 è stata un riferimento importante, che mi diceva una sola cosa: il problema del vaccino è solo "uno" dei problemi, bisogna affrontare un'epidemia con una strategia complessa e opposta alle scelte fatte dal sistema sanitario negli ultimi trent'anni.

Perciò non me la prendo tanto con Conte o con Speranza, come hanno fatto gli sciacalli della Lega e di Fratelli d'Italia, né me la posso prendere oggi solo con Draghi, visto che la politica della sanità pubblica è responsabilità dei governi degli ultimi decenni, è responsabilità dell'ambiente accademico degli ultimi decenni, è responsabilità soprattutto dei governi regionali, è qualcosa dove ci sono dentro tutti, destra, sinistra, Confindustria, sindacati, ordini professionali. È l'Italia che ha rinnegato tutto ciò che d'innovativo hanno prodotto gli anni '70, è l'Italia dei pentiti, di quelli che praticano le "contaminazioni culturali", degli ecologisti da strapazzo, l'Italia di chi ha sputato sulla tomba dei suoi padri.

Mi chiedete in che modo si può riprendere una lotta per la salute pubblica. Sicuramente attingendo in parte alla tradizione di quel movimento che è partito negli anni settanta ma non solo, un movimento, oltre che di scienziati, di operatori sanitari, di delegati sindacali, di tecnici con grande esperienza, di operatori del diritto, di docenti, di operatori dell'informazione. Allora ha un senso, altrimenti si protesta contro singoli provvedimenti governativi e ci si perde dietro alle sciocchezze delle "infiltrazioni" ma "la lotta generale", quella la gestisce e la egemonizza chi gioca in grande su uno scacchiere mondiale (un mio intervento sul "Fatto Quotidiano" del 19 ottobre è stato distorto a partire dal titolo appioppatogli).



Nelle mobilitazioni "No Green Pass" sembra verificarsi una convergenza fra differenti blocchi sociale e differenti aree politiche che, però, ora sembra sul punto di sciogliersi (visti gli ultimi sviluppi proprio a Trieste). Quali possono essere secondo te gli scenari futuri?

Avevo scritto due articoli sull'argomento prima della conclusione di quel ciclo di proteste, ma avevo già fatto cenno in ambedue al punto che a mio avviso mi sembra più importante. Quello del "movimento no vax" inteso come strumento di strategie che hanno obiettivi del calibro Presidenza degli Stati Uniti, Papato di Roma, controllo delle risorse naturali del pianeta e simili.

Qualche amico, letti i miei scritti, mi chiese se non stavo andando fuori di testa anch'io. Poi a Trieste la piazza si è trovata ad ascoltare e applaudire, con gente addirittura che cadeva in ginocchio, l'allocuzione di mons. Carlo Maria Viganò e finalmente si è capito che fuori di testa non ero io ma semmai qualcun altro. Questo Viganò, ex-nunzio apostolico del Vaticano in Usa, ci riporta oltre che all'Opus Dei – entità che ha avuto un certo peso nel determinare la politica sanitaria e ospedaliera italiana – a Steve Bannon e dunque a Trump. Come diavolo è arrivato a lanciare un messaggio ai triestini? Chi lo ha chiamato?

Rispetto alla composizione sociale delle proteste No Green Pass, sappiamo bene che un tale movimento è il prodotto della frantumazione di due classi, la middle class e la working class, non può che esprimersi con forme di azione collettiva indefinite, dentro le quali possono fare i loro giochi i vari movimenti o le varie frange più "etichettabili". Tra cui quei balordi di neofasci e neonazi nostrani che rappresentano un pericolo infimo, ridicolo, se paragonato con quello costituito dalla filiera che, passando da monsignor Viganò e magari dal no vax pentito Boris Johnson arriva a Trump. Ma è proprio l'indefinitezza di queste forme a costituirne il collante, anche la cosiddetta "apartiticità" non è quella di chi non va a votare ma quella di chi rifiuta programmaticamente dei tratti identitari.

Quella del forzanovista che grida «Ora e sempre resistenza» e del lettore de "Il manifesto" che urla «Boia chi molla!». Pertanto questa manfrina delle infiltrazioni, dei distinguo (ma io non sono fascista, sono un vegano, bevo solo in bottiglie di vetro) lascia il tempo che trova. Lì dentro tutti rinunciano ai loro tratti identitari, tranne loro, i "no vax", che dunque restano e resteranno egemoni. E quando parlo di «movimento mondiale no vax» non solo parlo di quel prete anti-Papa, ma di un certo Bolsonaro che con la sua politica anti-vaccini rischia di sterminare l'unico popolo che rappresenta un presidio rispetto alla minaccia della distruzione del polmone d'ossigeno del pianeta.

Nelle vicende triestine e in generale negli sviluppi del movimento No Green Pass, gioca molto il ruolo dei sindacati nel nostro paese e il loro peso nei rapporti di forza attuali della nostro società. Quali potrebbero essere le linee d'azione del mondo sindacale nella fase presente, considerando anche il crescente protagonismo dei realtà di base e autorganizzate?


Quello che dite è solo in parte vero. Sia nel sindacato che tra i Cobas si è fatta luce ormai la consapevolezza che intrupparsi nelle manifestazioni contro il Green Pass si rischia solo di farsi male. Pensare di prenderle in mano è ancora più illusorio che pensare di servirsene. Sono manifestazioni dove la forma sindacale non ci entra dentro, perché rappresentano una composizione di classe che rifiuta tratti identitari, ideologici, culturali, comportamentali e dunque anche o soprattutto di classe.

Io penso che la lotta sindacale e il problema della rappresentanza degli interessi, la presa di coscienza dell'espropriazione o della negazione di certi diritti siano sull'agenda dell'agire collettivo ormai da parecchio tempo. In Italia la conflittualità determinata da situazioni lavorative è a livelli alti ormai da parecchi anni, i processi di ricomposizione sono evidenti. Proprio nel settore del lavoro autonomo e delle professioni la pandemia ha visto un salto in avanti notevole. Una realtà come Acta, per esempio, ne sta beneficiando e per la prima volta si riempie di giovani. E come potrebbe essere altrimenti quando ti trovi di fronte a politiche industriali inesistenti o catastrofiche (basti pensare all'operazione Stellantis), a un dilagare della gig economy, a una mancanza di minimi salariali di legge? È ora però di far pesare questi numeri anche sul piano dell'amministrazione del bene pubblico.

Non è possibile che ci sia un alto grado di conflittualità (che implica sempre un grado di riflessione alternativa sull'ordine sociale) e quando si tratta di gestire risorse pubbliche a mettersi in fila per acchiapparle ci siano i soliti zombi. E ti ritrovi poi con dei servizi pubblici a livello locale gestiti in subappalto, al massimo ribasso, dove scorrazzano caporali di ogni risma. O si comincia a trovare dei legami tra lotte sindacali e lotte per il bene pubblico o rischiamo di buttare a mare un grande potenziale d'innovazione. Credo che l'esperienza e l'esempio del movimento di lotta per la salute qualche spunto anche su questo ce lo possa dare (si pensi solo al tema delle deontologie professionali, tanto per riportare il discorso alle professioni). Ed è proprio qui che si scopre tutto la falsità del definirsi "apartitici". Non m'interessa sapere se uno vota o non vota, se uno considera i partiti una banda di parassiti e le elezioni un imbroglio legalizzato. M'interessa sapere se accetta l'idea di servizio pubblico o no (e magari se ha una pallida idea di come dovrebbe funzionare).


Il movimento No Green Pass di Trieste presenta però dei tratti caratteristici di una lotta sindacale condotta da una sezione ben definita d classe operaia...

Per capire i recenti fatti di Trieste, magari bisogna ricordare alcuni elementi della politica portuale sul lavoro. La massima parte della merce che arriva a Trieste non ha molto bisogno di lavoro, si tratta di petrolio greggio che le cisterne portano dal Golfo o dal Mar Nero. Però questo traffico conferisce al porto un peso internazionale che in parte può spiegare certi fenomeni mediatici e politici. Dall'oleodotto che inizia a Trieste passa la gran parte del fabbisogno energetico dell'Austria e una componente del 35/40% del fabbisogno energetico della Germania. Non è un elemento trascurabile. Il resto del traffico si suddivide in due tipologie, il container e il RoRo, e qui la mano d'opera è indispensabile.

Il RoRo è una corrente di traffico che arriva in gran parte dalla Turchia, ci arriva grazie a delle condizioni particolari risalenti allo speciale statuto di cui ha goduto Trieste dopo la fine della guerra. Il che è un vantaggio assai rilevante, in quanto pone il porto in una situazione di monopolio nell'arco nordadriatico, posizione di cui già gode per il petrolio greggio. Nel container è diverso. Trieste, dagli anni '90 in poi, ha sempre sofferto la concorrenza di Koper, in gran parte determinata dal differenziale nel costo del lavoro. Questo spiega perché a Trieste si sia praticata una deregolamentazione selvaggia che ha creato situazioni di precarietà, condizioni di lavoro e relazioni industriali che sono state giudicate tra le peggiori in Italia.

Si è pensato di riequilibrare in questo modo il differenziale di costo con Koper. Con risultati zero. Quando è arrivato D'Agostino ha deciso di porre fine a questo Far West approfittando di uno strumento legale da poco entrato in vigore, l'Agenzia del Lavoro controllata dall'Autorità portuale. E in tal modo ha stabilizzato un certo numero di lavoratori, ponendo un argine alla precarietà e all'illegalità. In altre situazioni portuali qualcuno ha pensato di fare lo stesso, dimenticando magari la cosa più importante e cioè che una volta che hai dato stabilità a dei lavoratori devi anche procurare a loro del lavoro. Con il rilancio dei traffici dovuto in gran parte all'intermodalità ferroviaria il porto di Trieste ha dato lavoro e ha creato occupazione, mentre in altre Agenzie del Lavoro portuali può capitare di trovare gente in cassa integrazione da mesi.

Questa situazione ha creato una specie di patto di collaborazione implicito tra l'Autorità di Sistema del porto e i rappresentanti dei lavoratori dell'Agenzia, una condizione molto anomala in cui datore di lavoro e lavoratori marciano di pari passo.

Un patto che però si è rotto, o almeno incrinato...


Non lo darei per scontato. All'interno del porto si è costituito da tempo un nucleo di rappresentanza, il Clpt, che ha acquistato sempre maggiore visibilità e poco per volta si è affacciato sulla scena della politica cittadina, diventando – proprio per la potenza simbolica insita nell'entità-porto – una specie di bandiera dell'intera classe lavoratrice. In che modo? Aderendo a quelli che volta per volta erano i movimenti spontanei che nascevano in città, primo tra tutti il movimento indipendentista, che ha una lunga storia a Trieste. Mantenendo però una sua autonomia e una sua completa libertà d'azione.

È qui che Stefano Puzzer si è messo in luce tirando fuori il suo indubbio fiuto nel cogliere "l'aria che tira tra la gente". Quando, dall'aprile di quest'anno, ha cominciato a montare la marea No Green Pass, No vax e a farsi sempre più alta, si è creata un'altra condizione per il Clpt di esercitare il suo ruolo su una dimensione generale e non solo portuale. Quello che è successo dopo lo sappiamo: il blocco dei varchi, la lotta a oltranza, l'arrivo di migliaia di persone da fuori, la divisione interna al Clpt, il trasferimento della protesta davanti alla Prefettura, la costituzione del movimento 15 ottobre, il precipitoso annullamento delle manifestazioni convocate, l'incontro con il Ministro Patuanelli, le manifestazioni in tutta Italia di domenica 24.

In tutto questo percorso aumentavano giorno per giorno i "distinguo", le dissociazioni dai gruppi neofascisti, l'accorrere di personaggi in cerca di pubblicità per entrare in politica e si alzava sempre più minacciosa la Torre di Babele dei linguaggi e delle parole d'ordine. È difficile non pensare che "No al Green Pass" nasconda sempre più altri fini, altri progetti e soprattutto si qualifichi per un esplicito rifiuto dei propri tratti identitari, quelli che ho immaginato come gente di Casa Pound che urlano «Ora e sempre resistenza» e altri con "il Manifesto" in tasca, a urlare «Boia chi molla». Gli unici che non rinunciano al loro profilo identitario, mi sembra, sono i no vax, che riaffermano una volta di più la loro egemonia.

RG-Lazio

*
Lazionetter
* 7.674
Registrato
Citazione di: Paris jr. il 26 Ott 2021, 21:40
Bè però messa cosi il green pass ha qualche analogia, seppur minima e di poca rilevanza rispetto a social network e google, con il capitalismo della sorveglianza a cui fai riferimento tu.

assolutamente e per questo che sono per l´obbligo e vedo questa dialettica tra libera scelta e GP una pagliacciata.

Semplicemente volevo fare notare che siamo pieno di dispostivi pervasivi e escludenti molto piú che il GP, ad iniziare dal passaporto normale.

Nonostante questo personalmente invidio la situazione italiana, perché la "pagliacciata" del GP ha portato ad un incremento delle vaccinazioni e la nuova ondata é molto contenuta. Oggi qui in Germania hanno rilevato 24.000 nuovi positivi e personalmente inizio ad avere molta paura di farmi un altro giro di Corona (a me nonostante nonostante abbia fatto Astrazeneca, infezione e Biotech fa molta molta paura) perché lavoro in team e il 50% del team non é vaccinato e faccio anche un lavoro di contatto e siamo a contatto con i bambini che non sono ancora vaccinati. Turandomi il naso firmerei con il sangue anche l´obbligo dell´esibizione del GP, sebbene auspico l´obbligo della vaccinazione.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.227
Registrato
Citazione di: carib il 26 Ott 2021, 19:10

Amigo meu quello che IMHO non valuti è che tu ed io su draghi la pensiamo esattamente allo stesso modo. Pentiux 'sta cosa te l'ha spiegata in maniera molto elegante.

La differenza tra te e me è che io penso che senza salute non si può essere liberi, e dunque chi mette a rischio la salute pubblica limita la libertà di tutti. Pertanto se il GP "spinge" a vaccinare persone che altrimenti non si sarebbero vaccinate, ben venga il Gp. Ovviamente non è risolutivo.

Per questo se non ricordo male ho scritto che il Gp è uno strumento che ha ricadute (positive) sulla salute pubblica.

Il Gp serve a controllare i lavoratori e la prova è che in chiesa non è richiesto? Tu intanto dimostrami dove avrei negato "qualsiasi implicazione politica" poi ne riparliamo. Se dico che quelle sul Gp sono pericolose pippe filosofiche è perché - se qualcuno non se ne fosse accorto - siamo da oltre 18 mesi soggiogati da una pandemia, che uccide le persone più vulnerabili, che intasa gli ospedali, che blocca l'economia, che ci distrugge la vita se non ci vacciniamo tutti fino all'ultimo. Quindi ripeto, dato che non siamo in Cina e che dunque non c'è l'esercito a "convicerci" a comportarci da persone che fanno parte di una comunità, ogni strumento che consenta di diminuire la percentuale di minkioni e delin.uenti che se ne vanno in giro senza essere immunizzati, è uno strumento benedettohhhh

ps. Quando parlo di minkioni e pippe filosofiche mi riferisco ai soliti cattivi maestri aka santoni dell'imbecillità, di cui evidentemente certa sinistra a 50 anni dal Sessantotto proprio non può fare ancora a meno. Chi sono i delin.uenti l'ho già detto ma si continua a far finta di niente

Amico caro Carib,

chiariamo un punto: che l'obbligo vaccinale sia inapplicabile è una gigantesca cazzata.
Se si applica il green pass si applica anche l'obbligo.
Questa cosa mi fu fatta notare su queste pagine mesi fa proprio dal comune amico Pentiux.
Il GP lo prendi solo col vaccino.
Ti fermo a un posto di blocco e non hai il GP? ti ritiro la patente.
Ti controllo sulla metro e non hai il gp? Scendi e ti prendi la multa.
Vai alla cassa a pagare la spesa? Se non hai il GP niente spesa.
VUOI ANDARE A MESSA? FAI VEDERE IL GP AL SAGRESTANO se no preghi da fuori.
Non c'è bisogno proprio di nessun esercito.
Si può fare tranquillamente.
Vaccino per tutti: ricchi e poveri, preti e laici, giovani e vecchi, tutti e tutte.
Le misure sanitarie così si fanno.
La salute pubblica così si tutela.



kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.227
Registrato
Citazione di: FatDanny il 27 Ott 2021, 15:08
intervista ECCELLENTE a Sergio Bologna sulla questione NoGP

https://www.dinamopress.it/news/mobilitazioni-no-green-pass-e-rifiuto-identitario-intervista-a-sergio-bologna/


Eccellente?
Io leggo solo le solite ovvietà di analisi veteromarxiste incapaci totalmente di cogliere la realtà contemporanea

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

pentiux

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.718
Registrato
Citazione di: kelly slater il 27 Ott 2021, 17:45
Amico caro Carib,

chiariamo un punto: che l'obbligo vaccinale sia inapplicabile è una gigantesca cazzata.
Se si applica il green pass si applica anche l'obbligo.
Questa cosa mi fu fatta notare su queste pagine mesi fa proprio dal comune amico Pentiux.
Il GP lo prendi solo col vaccino.
Ti fermo a un posto di blocco e non hai il GP? ti ritiro la patente.
Ti controllo sulla metro e non hai il gp? Scendi e ti prendi la multa.
Vai alla cassa a pagare la spesa? Se non hai il GP niente spesa.
VUOI ANDARE A MESSA? FAI VEDERE IL GP AL SAGRESTANO se no preghi da fuori.
Non c'è bisogno proprio di nessun esercito.
Si può fare tranquillamente.
Vaccino per tutti: ricchi e poveri, preti e laici, giovani e vecchi, tutti e tutte.
Le misure sanitarie così si fanno.
La salute pubblica così si tutela.
In verità avevo detto altro. Avevo detto che la modalità di applicazione dell'eventuale obbligo vaccinale sarebbe stata molto simile al controllo del green pass.
Poi per carità, anche io sarei per l'obbligo vaccinale in teoria. Ma lo ritengo di difficile applicabilità, e con conseguenze di rigetto e di estremizzazione della contrapposizione ancora maggiori.
Fatto sta che il discorso è semplice. L'obbligo vaccinale non c'è, e probabilmente non ci sarà.
Il GP è uno strumento imperfetto, con all'interno delle evidenti ma non insormontabili contraddizioni, che ha l'obiettivo di contenere (in maniera diretta o indiretta) gli effetti della pandemia.
Quello che proprio non riesco ad accettare è come si possa gridare alla libertà violata per il green pass, e si dica al tempio stesso che si accetterebbe di miglior grado un obbligo più stringente. Già me li vedo i "mi vogliono far morire di fame neanche al supermercato posso andare".

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.227
Registrato
Citazione di: pentiux il 27 Ott 2021, 17:57
In verità avevo detto altro. Avevo detto che la modalità di applicazione dell'eventuale obbligo vaccinale sarebbe stata molto simile al controllo del green pass.

E dov'è la differenza?

pentiux

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.718
Registrato
Citazione di: kelly slater il 27 Ott 2021, 18:02
E dov'è la differenza?
Eppure mi sembrava di averlo spiegato.
Il Green Pass lascia una porta aperta, quella dei tamponi, ed un ambito di applicazione minore (lascia perdere le Chiese, parliamo dei supermercati).
L'obbligo vaccinale aumenterebbe le necessità di controllo, gli ambiti di applicazione e la conflittualità, senza nemmeno lasciare la possibilità della scappatoia "tampone". Scappatoia in cui molti si stanno rifugiando, rendendola di fatto una via di uscita odiata ma plausibile.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.227
Registrato
Citazione di: pentiux il 27 Ott 2021, 18:06
Eppure mi sembrava di averlo spiegato.
Il Green Pass lascia una porta aperta, quella dei tamponi, ed un ambito di applicazione minore (lascia perdere le Chiese, parliamo dei supermercati).
L'obbligo vaccinale aumenterebbe le necessità di controllo, gli ambiti di applicazione e la conflittualità, senza nemmeno lasciare la possibilità della scappatoia "tampone". Scappatoia in cui molti si stanno rifugiando, rendendola di fatto una via di uscita odiata ma plausibile.

Ma io non ho capito una cosa, scusate (parlo al plurale perchè qui mi rivolgo in particolare a te e Carib).
Da una parte dite che chi non si vaccina è un minkione e/o un delinguente, che l'unica arma efficace è il vaccino, che quando l'obiettivo è la salute la libertà/non libertà si valuta in un secondo momento.
E poi però, davanti alla possibilità di mettere in pratica davvero quello che pensate e sostenete, vi spaventate?
Vi preoccupate di quello che diranno i minkioni/delinguenti?
Eppure oh, dopo pagine e pagine abbiamo assodato che:
- il GP NON E' una misura sanitaria
- l'obiettivo è indurre le persone a vaccinarsi.

e mò invece il tampone è diventata una misura plausibile?

A me sembra che il gp sia un po la metafora della società moderna:
io Stato ( Potere ) non posso proprio esplicitamente negare la tua "libertà" individuale,
però la limito fortemente.
La salute pubblica è importantissima, ma non così importante da livellare le differenze di classe.
Devi obbedire, potendo però continuare a dire che sei libero.
E tutto questo ammantato da quella convincente polvere di stelle chiamata pragmatismo.

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.060
Registrato
Citazione di: kelly slater il 27 Ott 2021, 17:53
Eccellente?
Io leggo solo le solite ovvietà di analisi veteromarxiste incapaci totalmente di cogliere la realtà contemporanea

Sergio Bologna veteromarxista te sei superato dai. Gli hanno detto la qualunque ma sempre in senso opposto. Mo sul GP lo scopriamo veteromarxista. Ok.
Lui non sa legge la realtà, sicuro

pan

*
Lazionetter
* 4.586
Registrato
Citazione di: kelly slater il 27 Ott 2021, 18:49
Ma io non ho capito una cosa, scusate (parlo al plurale perchè qui mi rivolgo in particolare a te e Carib).
Da una parte dite che chi non si vaccina è un minkione e/o un delinguente, che l'unica arma efficace è il vaccino, che quando l'obiettivo è la salute la libertà/non libertà si valuta in un secondo momento.
E poi però, davanti alla possibilità di mettere in pratica davvero quello che pensate e sostenete, vi spaventate?
Vi preoccupate di quello che diranno i minkioni/delinguenti?
Eppure oh, dopo pagine e pagine abbiamo assodato che:
- il GP NON E' una misura sanitaria
- l'obiettivo è indurre le persone a vaccinarsi.

e mò invece il tampone è diventata una misura plausibile?

A me sembra che il gp sia un po la metafora della società moderna:
io Stato ( Potere ) non posso proprio esplicitamente negare la tua "libertà" individuale,
però la limito fortemente.
La salute pubblica è importantissima, ma non così importante da livellare le differenze di classe.
Devi obbedire, potendo però continuare a dire che sei libero.
E tutto questo ammantato da quella convincente polvere di stelle chiamata pragmatismo.

forse perché un obbligo vaccinale è misura estrema, che implica una imposizione totale.
il gp implica limitazioni, importanti, ma non assolute.
è vero che chi fa scelte in minoranza va tutelato (quindi non ti obbligo al vaccino) ma è anche vero che devo pensare a chi quel passo (il vaccino) l'ha compiuto. credo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.227
Registrato
Citazione di: FatDanny il 27 Ott 2021, 19:15
Sergio Bologna veteromarxista te sei superato dai. Gli hanno detto la qualunque ma sempre in senso opposto. Mo sul GP lo scopriamo veteromarxista. Ok.
Lui non sa legge la realtà, sicuro

Rispetto alla composizione sociale delle proteste No Green Pass, sappiamo bene che un tale movimento è il prodotto della frantumazione di due classi, la middle class e la working class, non può che esprimersi con forme di azione collettiva indefinite, dentro le quali possono fare i loro giochi i vari movimenti o le varie frange più "etichettabili". Tra cui quei balordi di neofasci e neonazi nostrani che rappresentano un pericolo infimo, ridicolo, se paragonato con quello costituito dalla filiera che, passando da monsignor Viganò e magari dal no vax pentito Boris Johnson arriva a Trump. Ma è proprio l'indefinitezza di queste forme a costituirne il collante, anche la cosiddetta "apartiticità" non è quella di chi non va a votare ma quella di chi rifiuta programmaticamente dei tratti identitari.

Ma davvero?

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.227
Registrato
Citazione di: pan il 27 Ott 2021, 19:21
forse perché un obbligo vaccinale è misura estrema, che implica una imposizione totale.
il gp implica limitazioni, importanti, ma non assolute.
è vero che chi fa scelte in minoranza va tutelato (quindi non ti obbligo al vaccino) ma è anche vero che devo pensare a chi quel passo (il vaccino) l'ha compiuto. credo.

E dai Pan, però.
Se non vai a lavorà non mangi, il vaccino te lo devi fa per forza.
Se puoi anche non lavorare o ti puoi permettere tutti i tamponi che vuoi non è un problema.

E' strano che questa cosa non riesce a essere vista, ok, dai nogp, che a quanto pare sono tutti inconsapevolmente neoliberali consumatori di destra, ma almeno da chi in teoria dovrebbe avere degli strumenti critici rispetto a queste tematiche.

Discussione precedente - Discussione successiva