Citazione di: Ranxerox il 04 Gen 2022, 15:59
Qui nessuno fa lo schizzinioso; se arrivasse Bezos (ma pure uno meno impaccato di lui) ma con intenzioni veramente serie, Lotito sarebbe costretto a cedere per forza di cose perché non avrebbe nessuno dalla sua parte.
Il vulnus del tuo (giustissimo) ragionamento però è proprio in quest'ultima frase, che è il motivo della discussione che stiamo facendo da ieri (sabotata dai soliti interventi pro e contro aprioristici).
Anche se ci fosse un imprenditore ricco e illuminato innamorato della Lazio, Lotito è nelle condizioni ideali non solo per non vendere, ma anche per non cadere proprio in tentazione.
La procedura per la cessione di una società avviene solo nel caso di situazioni improvvise e disastrose (Cragnotti, Tanzi, ma anche Ferrero e Preziosi per dirne di recenti) oppure tramite lunghe e complesse procedure di ricerca che spesso non trovano mai la quadra, soprattutto se (come la Lazio) si tratta di società sane e patrimonialmente solide.
La salernitana, che certo non è la Lazio ma aveva una situazione nettamente migliore rispetto alle sue pari grado in A e in B, è finita di corsa in mano a un trust perché non si è trovata nessuna offerta che fosse congrua per la proprietà. E di offerte ce n'erano state, prima della scadenza dei termini per la multiproprietà.
Il modus operandi di Lotito anche sul calciomercato denota il suo totale menefreghismo sull'ottenere più soldi per lui e/o per la società: ormai ha creato (meritoriamente) un sistema per cui l'autofinanziamento funziona a gonfie vele a prescindere, e in più la squadra risponde sul campo tenendosi in un piazzamento assolutamente valido e ottenendo risultati soddisfacenti.
La nascita della discussione dipende dalla sensazione che alcuni hanno circa il fatto che questa gestione, alla lunga, possa scricchiolare in un calcio che punta a superleghe, spettacoli pirotecnici e altre menate costose e patinate per salvare l'indotto.
Nessuno qui auspica che anche noi facciamo il passo più lungo della gamba per finire poi ribaltati in qualche dramma economico e sportivo, però la sensazione che il piccolo passo avanti nella gestione di alcune situazioni non si voglia fare per non intaccare il sistema virtuoso di cui sopra, e delle volte basterebbe forse veramente poco per ottenerlo o per togliersi il dubbio che bastasse quel poco per migliorare, a volte lascia un po' di amaro in bocca.
Se questo lo si vuole leggere alla stregua delle contestazioni comiche della curva di qualche anno fa, per carità, ognuno è libero di pensarla come vuole.
Però trovo che non sia neanche giusto additare chi si pone questo dubbio come un sobillatore o uno spargitore di mestizia, soprattutto quando a fronte della faticosa gestione del mercato tra indici di liquidità e cessioni necessarie per gli acquisti, ci siamo ritrovati poi a commentare lo strano caso di AKAK e dei soldi versati a Salerno e la questione (speriamo risolvibile) dei mancati rinnovi a LF e Strakosha che probabilmente genereranno un'altra scusa per giustificare i mancati acquisti di gennaio e giugno.
Ripeto, niente per cui perdere il sonno o l'allegria, però la sensazione che tanto la musica sarà questa forever and ever perché tanto la proprietà è tranquillamente nelle condizioni di non vendere MAI a nessuno la Lazio, da una parte ci tranquillizza, ma dall'altra ci fa sentire un po' incastrati in un limbo. Sì, un limbo dolcissimo per via di quell'annata forse irripetibile interrotta dal covid e per le splendide coppe Italia, ma pur sempre un limbo.