Calcio, respinto il ricorso dei medici della Lazio Ivo Pulcini e Fabio Rodia: resta l'inibizione di 5 mesi
Il Collegio di garanzia presso il Coni ha respinto il ricorso presentato contro la riduzione della squalifica ai medici della Lazio per la violazione dei protocolli Covid. "Ai dottori Pulcini e Rodia hanno contestato di non aver annunciato la positività dei giocatori in tempo, non aver comunicato le modalità di isolamento e non aver accordato misure di prevenzione. Ma le prime due attività sono in carico alla sanità pubblica". Lo ha detto Gian Michele Gentile, avvocato della Lazio, al Collegio di Garanzia del Coni riunito per giudicare il ricorso della procura federale sulle presunte violazioni del protocolli Covid da parte del club laziale. "L'omissione è quella di non aver telefonato, non di aver omesso tutti e tre i comportamenti. La contestazione potrebbe essere fatta solo su una delle tre attività. Tutto nasce da un'errata lettura". Gentile passa poi in analisi la presenza di Ciro-immobile, positivo in Torino-Lazio (1/11/2020), e di Djavan Anderson, sempre positivo, in panchina per Lazio-Juventus (8/11/2020): "Nel momento in cui c'è una situazione di incertezza come nel caso di un falso positivo e su cui l'autorità pubblica non interviene, a chi è rimessa la decisione? Al medico. Perché si fa dire al giudice di merito che mandare in campo Immobile era antigiuridico? Se il giudice territoriale non si è espresso, e doveva, il medico non ha sbagliato a farlo". A questo ha risposto l'avvocato Gianmarco Viglione per la Figc: "Oggi la difesa della Lazio avrebbe dovuto soltanto dire: la sanzione è spropositata. Il Collegio di Garanzia deve rispondere quando la sanzione è abnorme. Direi che 5 mesi non è una squalifica abnorme per non aver comunicato due volte la positività di un giocatore"