Fat, che vuoi dire che non entro in mezza questione. Tu hai chiesto quali fossero state le giravolte dello sviluppo cinese e io te le ho illustrate: prima fase di birdcage economy, ulteriori restrizioni tra il 1989 (Tiananmen) e il 1992 (viaggio al sud di DXP), quando si e' accarezzata l'idea di un ritorno a un regime pre-1978. Con il viaggio al sud di Deng, la Cina cambia marcia, si apre moltissimo agli investimenti stranieri (fino a quel momento limitati a pochi settori con tante condizionalita'), vengono introdotte una serie di normative per favorire l'economia di mercato, la parola d'ordine e' "arricchirsi e' glorioso", la Cina diventa la fabbrica del mondo, e alla fine del decennio l'allora segretario Jiang Zemin formula la cosiddetta teoria delle tre rappresentanze, che di fatto prospetta un futuro "socialdemocratico" per il PCC, ancorche' mantenendo un regime autoritario. Tra gli intellettuali vicini al partito si comincia a dibattere con molta circospezione se nel futuro appunto sara' necessario cambiare il nome al partito. Qualche timido tentativo di elezione a livello di capo villaggio rurale.
Con l'era Hu Jintao, e dopo l'ingresso nel WTO, la Cina si sposta su una crescita piu' qualitativa che quantitativa, riassunta nella formula da fabbrica del mondo a laboratorio del mondo, facendo crescere giganti tecnologici quali Huawei, Tencent, Alibaba, China mobile e altri. Anche questo e' un momento di cambiamento notevole rispetto al passato: si punta a una societa' tecnologica, che in uno stato autoritario e centralista ha notevoli implicazioni economiche e sociali, sia dal punto di vista delle risorse economiche pubbliche da investire sia dal punto di vista del controllo delle persone.
Poi tu dai una tua accezione al termine ripensamento, accettabile forse, ma sicuramente non l'unica possibile e ancora piu' sicuramente non l'unica vera. Che poi ripensamento significhi schizofrenia non penso di dover commentare. E no, per parlare di Cina come ne parlo io non basta un esame di Storia dell'Asia, proprio no, te lo assicuro.
Quanto al concetto di dittatura in Cina. Il partito e' l'unico centro decisionale, non c'e' autonomia delle istituzioni dal partito, l'autonomia della societa' civile e' molto limitata, non c'e' la separazione dei poteri, il cittadino non e' garantito contro lo strapotere del partito e si va in galera per le proprie idee. Il tutto non e' neanche compensato da un efficiente sistema pubblico di welfare. Basta?
Quanto ai meccanismi decisionali in Cina, superata l'impressione che tu stia facendo coglio.nella, non capisco che cosa non capisci. Il sistema decisionale in Cina e' estremamente verticistico e i membri del Comitato Permanente del Politburo rappresentano le varie constituencies di cui e' composto il partito. Le decisioni su tutta la vita politica, economica, sociale, di sicurezza ecc. vengono prese da quell'organo e trasmesse verticalmente alle istanze locali. Con l'era Xi un certo grado di articolazione che si era venuto a costituire in precedenza e che portava a un coinvolgimento maggiore e talvolta molto influente delle constituencies soprattutto regionali e' venuto a termine. Xi ha ricentralizzato il sistema decisionale in una maniera che non si vedeva dai tempi di DXP. Non lo fa solamente per brama di potere, o perche' e' "cattivo". Xi probabilmente ritiene che la sfida maggiore che oggi si trova a fronteggiare la Cina e' quella dell'identita' nazionale: che cosa significa essere cinesi al mondo d'oggi? Che cosa fa di un cinese un cinese? Quali sono i valori condivisi, le prospettive comuni, i miti fondanti della Cina contemporanea? Il confucianesimo non e' abbastanza e soprattutto non da' particolari indicazioni per il futuro. Il marxismo, oltre ad essere un'ideologia importata dall'Europa, ancorche' declinata in salsa cinese, non sembra rispondere allo scopo. Gli unici valori condivisi sembrano essere il nazionalismo e l'orgoglio dei progressi della Cina in molti campi, una miscela potenzialmente destabilizzante per il regime, in quanto puo' spingere verso la radicalizzazione delle posizioni assunte. L'alternativa potrebbe (e dico potrebbe, ipotesi tutta da verificare sia nelle intenzioni che nella sua realizzabilita') di ritornare al concetto di Cina faro di civilta', come lo e' stata per lunghi secoli, attraverso le innovazioni tecnologiche e scientifiche. Potrebbe darsi che per effettuare questo passaggio e ancorare saldamente la Cina al XXI secolo, Xi abbia ritenuto che il limite dei due mandati al potere (10 anni), esistente fino al momento della sua elezione a segretario del partito, dovesse essere superato e che le sue riforme necessitassero di un arco temporale piu' lungo.
Per riallacciarsi al tema del topic, le direttive del PCC in materia economica (cosi' come in altri campi) in epoca di pandemia sono ispirate al controllo quanto piu' esteso possibile di tutte le attivta', e non per una razionalizzazione economica, ma per non creare situazioni con potenziali effetti destabilizzanti. Alla base di tutto cio', come detto prima, c'e' una catena di controllo molto estesa e verticale in tutti i settori delle attivita' umane, dal mondo della produzione a quello accademico, a quello sanitario. Totale assenza di spazi privati degli individui (cosiddetta privacy), controllo tramite apparecchiature elettroniche e un'estesa rete di "informatori" rendono possibile monitorare quasi costantemente la vita dei cittadini.
Ci sono delle semplificazioni in quello che ho detto? Certamente. Ogni punto che ho toccato meriterebbe un saggio tra 20 e le 50 pagine, ovvio che in un post bisogna semplificare.
Comunque non e' una competizione, non si sta su un forum per far vedere che si e' i piu' bravi, i piu' belli e i piu' intelligenti di tutti. Si possono imparare molte cose. E' necessaria la capacita' di ascoltare, di confrontarsi e di riconoscere che non si puo' essere esperti su tutto lo scibile umano. E se c'e' qualcuno che ne sa piu' di noi su un determinato argomento, ben venga, impareremo qualcosa.
P.S. Chiedo scusa a chi non ha interesse verso questi argomenti