Non mi stupisco di ciò che avviene sul mercato, o meglio non avviene, della Lazio.
Sono anni che scrivo e penso che la dimensione di Lotito e della Lazio, e le sue dinamiche di mercato e conduzione societaria, si è assestata tra le prime 6 in Italia, con propensione al miglioramento, negli anni in cui il calcio, e l'Italia tutta, ha dovuto fare i conti con una grave crisi economica, e quindi le dinamiche parsimoniose ed attente attuate anche e soprattutto sul mercato, cmq hanno garantito un livello alto.
Lotito è entrato nel calcio nel 2004, ovvero alla fine del periodo d'oro del calcio italiano, da lì a poco, Juve e Napoli in B, poi le milanesi per più anni, il livello si è molto appiattito, e la Lazio si è ritagliata uno spazio sempre al margine delle prime quattro; il vero rammarico è che almeno dal 2010 sarebbe bastato pochissimo, magari qualche alternativa di valore in panchina, per garantirci almeno 5-6 partecipazioni in Champions, e che davvero avrebbero significato una dimensione costante di superiore livello, ed invece ciò non è avvenuto, ed ora che il livello della Serie A si è alzato di nuovo, con Fiorentina, Torino, Atalanta da qualche anno, e con Verona e Sassuolo che stanno migliorando di anno in anno, la Lazio, mantenendo le stesse dinamiche, sia per budget di spesa che per dinamiche di mercato (trattative lunghe ed estenuanti per vantaggi economici) rischia davvero di riposizionarsi verso il basso.
A tutto ciò si aggiunge una discrasia, negli ultimi anni, tra tecnico e Direttore Sportivo, che ha portato il club ad investire in giocatori ai quali da subito è mancata la fiducia dell'allenatore (Durmisi, Vavro, Jony, Fares, Escalante, Adekanye, Muriqui...), e questo ha comportato, a livello economico, una voragine enorme che non può essere ignorata.
La Lazio ha problemi di liquidità, piaccia o no, è la realtà, per cui aspettarsi colpi di mercato mi sembra addirittura azzardato, anzi mi stupisco come non sia stato "imposto" al tecnico, che usa il 4-3-3, di utilizzare come alternative Durmisi, Jony, Escalante, Vavro e lo stesso Muriqui, i quali sono giocatori che MAI, sin dal loro arrivo, hanno avuto fiducia del tecnico precedente e quello attuale, e questo lo trovo un errore, anche perchè porta alla normale e negativa conseguenza che li dobbiamo praticamente "regalare", senza alcun guadagno, e la Lazio non è una società che può godere di aumenti di capitale.
Se non ci saranno cambiamenti di strategia societaria, e mi sembra improbabile che ciò avvenga, abituiamoci all'idea che, come potenziale economico, la Lazio, come club, si pone tra l'ottavo e la decima posizione di partenza, e che da, oggi in poi, la stessa qualificazione in Europa League va visto come un risultato straordinario, persino al di sopra delle potenzialità economiche della proprietà al comando della Lazio.
Al momento, e lo vediamo anche nelle modalità di fare mercato, siamo dietro ad Inter, Juve, Milan, Napoli, Atalanta, Fiorentina, Torino, Roma.....se per orgoglio lo si vuole negare lo comprendo, ma se si ragiona con freddezza ed imparzialità, senza le lenti della tifo, si può ben dedurre dalla realtà dei fatti che è così.
Ciò non toglie che il Calcio si gioca sul campo verde, e che la prestazione sportiva può dire altro, ma di solito i risultati sono in linea con le possibilità economiche.
Mia opinione: per me questo mercato di gennaio bisognava puntare sui nostri esuberi, che già potevano e dovevano essere utilizzati.