Ho cominciato a tifare quando mio cugino mi regalò l'accappatoio della Lazio nuoto (le Beneck, Paoletta Saini e via dicendo). Abitavo a Milano e costrinsi mio padre a portarmi a Busto Arsizio.
Serie B. Pro Patria-Lazio 2-1. Piansi per tutto il ritorno. Avevo 4 anni e il primo giocatore che ricordo era Rozzoni e, ancora, tal Bizzarri.
Non sono insomma laziale per trofei vinti. Anzi.
Scusandomi per il prologo debbo dire che pur apprezzando un certosino lavoro di Lotito (che conosco personalmente visto il lavoro che facevo, così come ho conosciuto bene Cragnotti) penso che sarebbe meglio lasciasse il campo. Non perchè senza di lui si vincerebbe tutto, ma perchè il mondo del calcio è già cambiato e sta cambiando ancora. I giocatori sono oggi le star di Hollywood di 40 anni fa (per stipendi e veline), e a investire nel calcio sono ormai i fondi di investimento (ricchi di introiti pensionistici) in quanto il pallone è lo spettacolo di questi tempi e gli incassi - tv, stadi, competizioni europee - sono cassaforti da cui si possono trarre dividendi più che interessanti. Lo dimostrano gli inserimenti degli ultimi tempi: Reuma, Fiorentina e poi Venezia, Bologna, Spezia, Genoa, Samp....
Insomma di pari passo con la crisi del paese sono spariti i Berlusconi, i Moratti, i Pontello e i Cecchi Gori, i Ferlaino, non scordando i Cragnotti e i Tanzi... e pure gli Agnelli, che hanno dietro l'Exor, eredità solo finanziaria della vecchia Fiat, che del resto sta per sparire per sempre.
Quello che serve oggi sono i soldi. Tanti, maledetti e subito. E il povero Lotito non li ha, come non li aveva il mai dimenticato Lenzini che però - diversamente da quel che accade oggi - si era messo alle spalle dei giganti come Sbardella e Maestrelli, che il mestiere lo conoscevano...
E il "nodo" sta qua. Lotito pensa di essere un profondo conoscitore di calcio, ma forse lo è solo di pallone. Capisco e apprezzo l'oculatezza nella cura dei bilanci, il suo non voler fare il passo più lungo della gamba, il metodo semi-dittatoriale con cui guida la società. Ma non può credere che è in questo modo che può incrementare gli incassi che sono i soli che ti possono permettere una crescita che ti garantisca la CL e i suoi premi in danaro.
Il calcio oggi è spettacolo. Servono le star per attirare la gente che non a caso non riempie più gli stadi anche per via delle tv a pagamento... E le star costano. Come gli agenti, gli intermediari, gli osservatori e via a discendere.
Prendo atto che la scelta di Sarri è stata intelligente, ma diventa anche rischiosa se non ne assecondi i progetti.
E dunque, senza alcun isterismo e senza piagnistei che non mi appartengono più da quel
Pro Patria-Lazio, credo sia ora che Lotito lasci la presa. Non perchè non sia capace di portarci Mbappè, ma in quanto già si intravedono i sorpassi di Fiorentina, Torino, Sassuolo e forse anche di altri che possono contare su ingenti capitali (anche se spesso da prestiti bancari che creano deficit, su cui le ciance della Fifa non hanno seguito concreto...). Il che ci porterà in pochi anni a lottare per non retrocedere. Il che, col nostro palmares e con il quinto-sesto posto di capienza stadi, non ci meritiamo affatto.