Citazione di: pan il 22 Feb 2022, 16:20
sì scusate siamo ot, perdono.
Ovviamente scherzavo Pan mia

Comunque é bello leggere sto topic, veramente. C'é vita vissuta, la vita di tutti noi.
Quella che ogni tanto poi, ripassa, giusto per farti un saluto e ripartire.
A me é capitato pochi mesi fa. Ma nulla di particolarmente eccentrico o scabroso.
Quando avevo vent'anni m'ero innamorato perso di una ragazzina che ne aveva diciotto. Poi seppi che anche lei, ma leggendo qui sopra e, per esperienza, so che le trame non sono quelle dei film romantici e quindi basta non dirsele le cose e le cose non vanno come uno sogna. Insomma fu il tempo della friendzone. Ma quella dura. Andammo insieme anche a vederci dei film romantici che avrebbero smontato una montagna di pietra. Ma noi nulla. Ciao, é stato bello, ci sentiamo domani.
Insomma due emeriti collioni. Poi, ovviamente, la vita ci sposta di lato per passare come un treno, capita che passa il tempo e si fanno altre cose. Ci si perde un po' di vista, non tanto, quel tanto che basta per passare ad altro. Qualche anno dopo, neanche tanti, parlando con un amico comune, vengo a sapere che é rimasta incinta e che si sposa. Non credo neanche avesse ventuno anni. Porco mondo [...], lo ammetto, mi si pizzicò fortissimamente il cuore. Vabbé, é andata. Oddio, era già andata ma stavolta era andata per davvero. E la vita a quel punto comincio' a volteggiare veramente, lavoro, esperienze, insomma, lo stesso treno della prima volta.
Ancora un paio d'anno e non t'incrocio ancora sempre quell'amico in comune che mi dice "ma sai chi ho visto ?" "Stocazzo", diranno i miei piccoli lettori. Invece risposi "Chi ?". Ancora una volta l'aveva incrociata. E aveva saputo che gli avrebbe fatto piacere se fossi andato al compleanno del pargolo. Mi pare un anno. Si, faceva un anno. Che cazzo ci vado a fare al compleanno di un bambino di un anno io ? Vabbé, insomma, ci vado. E ci rivediamo dopo tanto tempo e tanti treni passati (con relativi passaggi a livello). Pero' in fondo era come se non fosse passato tanto tempo. Stesse reazioni, stessi automatismi, manco fossimo due terzini del modulo di Sarri. Poi la festa finisce, il pargolo le assomiglia. O forse no, ma anche sticazzi. Manco credo di aver mai visto il padre. Insomma, passa qualche mese, io riprendo la mia vita abbastanza e felicemente caotica di quel tempo. Come tutti i venticinquenni immagino.
Un sabato sera vado a una festa in culo alla luna, in una specie di villa fuori roma e mentre mi aggiro tra le stanze e la musica non la incrocio seduta in un angolo ? Che fai non ti fermi ? Io mi sono fermato. Abbiamo parlato, mi ha raccontato che il matrimonio, insomma, non era cosa. E che si stava separando. Vabbé, succede. Ma che ne pensi se ci vediamo una di queste sere ? (Lo ha detto lei, non io).
Io questa parte manco ve la racconterei, perché potete immaginarla.
Ma davvero eri innamorato di me ? E perché non me l'hai detto ? Io non aspettavo altro, sei stato proprio un cretino!!!. Io, perché lei no ?
E' durata tre mesi. Forse quattro, boh, non mi ricordo.
Era complicata, cazzo se era complicata. Un paio di volte ci fu anche l'uscita a 3, col pupo.
A cui stavo probabilmente molto sul cazzo. E non erano belle uscite. Va detto.
Per vedersi era uno sbarco in Normandia più complicato. Appizza il pupo alle amiche, trova una scusa con la madre (dove era tornata a vivere) e trovare un posto tranquillo. Non era una cosa facile.
Proprio per niente. Insomma, anche qui potrei omettere di scrivere che chiusi io la storia. Perché é cosi che va. Forse non l'amavo più, anzi sicuramente non l'amavo più.
Volevo andarmene il più lontano possibile. E quindi troncai in maniera netta.
Ovviamente con tutto l'ambaradan che ne é seguito, ovvero lei che chiama disperatamente i nostri amici in comune per chiedere aiuto o per cercare di recuperare, io che ho veramente chiuso e faccio anche un po' lo [...]. Cioé magari no, ma secondo me lei ha pensato che fossi uno [...].
E io c'ho sempre avuto l'idea che, se fosse stato cosi, avrebbe avuto ragione.
L'ultima volta che l'ho vista erano venticinque anni fa. Lei che piangeva e io che mi sentivo [...].
E in colpa. Anche se so che non ne avevo.
Poi sono arrivati i social, Facebook, e un giorno mi arriva un'amicizia dal passato remoto.
Ovviamente accetto. Tralaltro vedo che il pupo a cui stavo sul cazzo é diventato un ragazzo di quasi 30 anni. Dal profilo mi sembra anche molto laziale. Ma é un dettaglio. O forse no.
Vabbè, comunque un'amicizia su FB vale per quello che vale. Ci si scambia gli auguri di buon compleanno e poi basta. Non abbiamo neanche bisogno di ricordarcelo tra di noi visto che siamo nati lo stesso giorno (non dello stesso anno). L'ultima volta mi prendo l'idea di sapere come sta veramente. Non con un semplice like su Facebook. Gli scrivo che sto a Roma qualche giorno e mi farebbe piacere di prendere un caffè insieme. Lei accetta dopo neanche un minuto.
Ci vediamo ed é come se nulla fosse mai accaduto. Siamo ritornati nella friendzone in cui, forse, siamo stati più felici. Come stai ? Bene e tu ? Bene.
Ci siamo raccontati le nostre vite. Io la mia e lei la sua. Con due bei finali di film romantico. Io con mia moglie che amo come il primo giorno e lui con il marito che le ha dato altri figli e che ha allevato puo cacacazzi come se fosse il suo.
Ci siamo lasciati con un abbraccio forte e la reciproca felicità di esserci rivisti felici.