Citazione di: Adler Nest il 09 Apr 2022, 14:18
È un pensiero un po' contorto:
Di padre in figlio vale per tramandare la Lazio da una generazione a l'altra: che tu dissenta o meno dal modo dì fare e dì agire dì alcuni.
Altrimenti il discorso assomiglia al "non si discute, si ama".
Se mi classifichi contestatore, ti posso assicurare che mio figlio è Laziale.
Troppo facile esserlo a Roma.
Prova un po' ad esserlo in un paese dell'Emilia e sperare che il Parma e la Cremonese tornino in A per avere qualche trasferta in più dove poter vedere la Lazio.
E quelli che contestano favoriscono il disamoramento dei figli tanto quanto quelli che se ne fregano ammalati di apatia e del va tuttobenismo.
Purtroppo questo lento dissanguamento è colpa di tutti: dagli spargitori di mestizia ai vatuttobenemadamalamarchesa.
Sui riommici non sono molto d'accordo.
Quest'anno che hanno fatto una campagna più costante e battente di prezzi popolari e mini abbonamenti utilizzano la questione delle presenze allo stadio come un mantra, quando la realtà è che in situazioni meno sbilanciate (quest'anno è stata paradossalmente la Lazio ad essere meno "sensibile" verso la spinta ad andare allo stadio) il rapporto è stato sempre più o meno paritario (nonostante siano il doppio di noi a Roma).
È chiaro che se sai come cibare un bacino d'utenza del genere ti riesce tutto molto più facile, anche in un'annata in cui hai preso 10 gol dai pescatori norvegesi e hai comunque perso un derby. Noi al posto loro Mourinho l'avremmo già cacciato virtualmente da Formello a dicembre, invece hanno lavorato bene sulla comunicazione e sul marketing e adesso rischiano pure di fare un finale di stagione con obiettivi nonostante per me sia un fallimento a prescindere, vista la situazione debitoria in cui si trovano e i soldi spesi per rivitalizzare l'ambiente. Una situazione che una conference e una eventuale lotta (vana) per il quarto posto non possono cancellare.
Da noi il problema è sicuramente una scarsa partecipazione quando le cose vanno "solo" bene, dato che il Laziale preferisce esserci quando vanno benissimo o quando vanno malissimo, però il mix deleterio tra una comunicazione spesso incompleta, una guerra fratricida durata un decennio e un certo protagonismo poco funzionale dei massimi rappresentanti della società ha generato scollamenti e esaurimenti che in un bacino d'utenza certo non così numeroso come il nostro sono stati fatali.
Per me Sarri rappresenta il potenziale collante che potrà riportare entusiasmo e voglia di sognare, una cosa che riuscì in maniera clamorosa a Pioli prima e a Inzaghi poi. Bisogna capire se stavolta la società avrà la capacità (economica e mediatica) di rendere questo rilancio basato su fondamenta ancora più solide delle precedenti o se si vorrà cavalcare l'onda di una stagione più positiva delle altre rischiando di rimanere al palo quella successiva. Uno scenario che proprio perché abbiamo già vissuto sarebbe bene che fosse chiaro a chi dovrà prendere le decisioni importanti in sede di mercato.