La narrazione secondo cui Tare sia il cattivo che vuole boicottare, e Sarri la vittima, è una narrazione non solo errata, ma che fa torto sia all'uno che all'altro.
Igli Tare, da sempre, ha sempre sostenuto che la Lazio, per la dimensione economica che ha, non deve andare dietro ai giocatori noti in serie A, i quali il più delle volte hanno valutazioni molto alte, anche superiori al loro valore tecnico (cosa d'altronde abbastanza reale), poiché acquistare 3-4 giocatori significherebbe spendere 70-80 milioni, e visto che la Lazio non ha la politica di vendere ogni anno per comprare, alloro il nostro D.S. preferisce "scovare" occasioni di giocatori che ancora non hanno raggiunto certe quotazioni.
Questo modus operandi ha portato cmq molti successi, trofei, ed ha portato la squadra a giocare costantemente in Europa, allo stesso tempo sono arrivati giocatori che non sono stati mai impiegati dai tecnici, per cui oltre ad aumentare i costi di gestione il giocatore finiva per non avere più valore di mercato, impedendo di fatto alla società di poterlo cedere; è tutto ciò che, di fatto, ha portato ai problemi sull'indice di liquidità.
Il nocciolo della questione è che tra Direttore Sportivo ed allenatore ci deve essere una unità non solo di intenti ma anche un dialogo costante, e la condivisione comune delle scelte sul mercato.