Citazione di: italicbold il 26 Giu 2022, 10:08
Esco dalla questione RedBull che è francamente pretestuosa e inutile e mi ributto a quattro di spade su questo post. Che condivido al cento per cento. Tranne per la frase che ho messo in rilievo.
Secondo me c'é una incomprensione di fondo o, se vogliamo, un paradosso di fondo. Che il povero (relativamente) non è Lotito, ma la Lazio. La lastra di vetro che blocca l'ascensore sociale non è la (relativa) scarsa disponibilità economica del nostro azionista di maggioranza ma il nostro potenziale. Realisti per realisti il nostro potenziale popolare (che si riflette sulle nostre potenzialità economiche) è quello. Lo scrivo da uno che nella questione ci vive e ci lavora, il marketing, la comunicazione non fanno miracoli, non sono l'albero degli zecchini d'oro di Collodi. Chi pensa che mettendo un manager alla comunicazione che assume i migliori community manager del mondo, i migliori think tanker del mondo si possa comprare Mbappè si sbaglia di grosso. Non saremo mai il Real Madrid o il Manchester United, ma neanche la Juventus. E questo non è un problema dovuto da Lotito ma tutto nostro. Quelli siamo. Lo eravamo anche ai migliori tempi della nostra vita con Cragnotti, quando i soldi erano fittizi ma sempre esogeni. Tanto che poi qualcuno, insensibile al simbolo imperiale dell'aquila, ce li ha chiesti indietro. Perché possiamo anche scriverci sul colletto che siamo la prima squadra della capitale, che l'aquila é Roma, che siamo nati nel 1900, quelli siamo. Mille di più, mille di meno quelli siamo. Con i nostri 15mila abbonati, 35mila quando va bene. Con i nostri 600mila o forse un milione di tifosi, quelli siamo.
Il che vuol dire che non si tifa per vedere la Lazo vincere ? No, assolutamente, quello lo condivido al 100%. Il che vuol dire che non si puo' aspirare a meglio ? No assolutamente, anche quello lo condivido. Ci sono stati errori e ci sono errori che vanno corretti. Ma per valutare correttamente la gestione attuale non si puo' non tenere conto del fatto che i poveri (relativi) siamo noi, non solo lui.
Io riscrivo quello che ho sempre scritto. Lotito puo' anche sparire nell' iperspazio domani mattina, ma chi lo sostituisce deve avere i soldi che escono anche dal buco del culo.
Condivido in toto, però noto che insieme al malcontento generale e alla guerra contro lotito, un'altra situazione che per me ha contribuito a rendere meno interessante la Lazio agli occhi di alcuni tifosi è questa strana convizione che "questi siamo, questo abbiamo, più di questo non si può fare".
Che fa scopa pure con alcuni commenti che leggo in giro sui social su ingaggi e costi di giocatori: "no, aoh, è troppo!", "Ma quanto vole de ingaggio?", Etc.
Come se fossero soldi nostri, come se la decantata oculatezza e accuratezza nei conti di questa gestione fosse diventata un surplus nella valutazione del calciomercato o del campionato della Lazio.
Non che ci sia nulla di male nel sapere dove siamo e nel non perderci in voli pindarici (solide realtà), però a volte mi chiedo se questo nuovo corso di consapevolezza non sia paradossalmente un altro contributo alla scarsa voglia di seguire la squadra.
Per carità, nel cuore di ogni tifoso c'è la speranza di vincere qualcosa anche se si sa già che il proprio campionato è la salvezza, ma almeno lì le due realtà sono talmente lontane che poi il training autogeno funziona meglio quando si smette di sognare.
Noi che invece potremmo benissimo fare un salto che per le nostre condizioni e le nostre aspettative sarebbe eccezionale (entrare semi-stabilmente nelle prime 4, giocare più spesso la cl o arrivare a una finale di EL), spesso ci diciamo che più di questo non si può fare quando magari nelle nostre idee bastava veramente un centesimo per fare un euro.
Sessioni di mercato sbagliate, operazioni dubbie con Salerno, mancati rinnovo che generano minusvalenze, etc.
Non so perché, ma la sensazione è che si scivoli sempre su una buccia di banana a un passo dal traguardo; e chissà, forse dire a noi stessi che comunque non lo avremmo raggiunto, anche senza la buccia di banana per terra, è il nostro training autogeno per non farci incaxxare di più.