fai bene a precisare, sono d'accordo. è una differenziazione su cui insistevo spesso (ricordo diverse discussioni con Zanzalf in merito), perché proprio la possibilità di elusione certifica la volontà di consentire determinate manovre, molto più dell'evasione.
Per altro, come dicevo allora: leggere il libro sul debito italiano di Salvatore Rossi, presidente di Telecom ed ex DG della Banca d'Italia, il quale ammette candidamente che l'elusione è stata consentita in italia per tenere indirettamente bassi i salari negli anni ad alta conflittualità operaia. Volontà.
Perché il capitalismo italiano è sempre voluto rimanere nel segmento ad alta intensità di lavoro, quindi in cui il profitto deriva dai salari bassi e non dall'innovazione tecnologica. Volontà.
Rispetto al rischio che questi capitali si spostino altrove dissento che il problema sia pratico, tutto dipende dai rapporti di forza (nazionali o internazionali).
le ricchezze di cui parliamo, profitti o patrimoni che siano, non sono entità eteree. Sono legate ad attività produttive, quote di mercato, ma anche vite personali residenti nei nostri paesi.
Esistono ritorsioni possibili, soprattutto se prese a livello comunitario. Se mai nessuno propone una roba del genere come può divenire progressivamente discorso politico, concezione sempre più condivisa (stile flat tax per la destra)?
Poi ok, se Briatore vuole portare tutto il suo patrimonio alle Cayman e lì restare per sempre senza mai più mettere piede in europa faccia pure. In quel caso - forse - potrebbe farcela.
Il rischio di fuga è un falso problema. O meglio, anche qui c'entra la politica: mettiamo caso una riforma di legge affermi che chi elude tasse per milioni non solo è punibile penalmente (oggi solo amministrativamente), ma è molto peggio del ladro d'auto e anche del rapinatore a mano armata di una banca. E quindi il reato prevede una pena ben più alta.
Io non credo nel deterrente carcerario, ma molti si, motivo per cui faccio tale esempio.
Certo, i Briatore direbbero "ecco, lo Stalinismo!" ma in realtà uno Stato di diritto ha il potere di sancire la gerarchia dei reati sulla base dei propri valori. Poiché rubare milioni di tasse sottrae molto più di una singola macchina o una singola banca necessita di una pena maggiore.
Si direbbe "ecco, lo Stalinismo!" per il semplice fatto che i valori di chi lo direbbe confliggerebbero con quelli nuovi affermati in questo ipotetica riforma.
Ma, ancora una volta, ragazzi la Politica è esattamente questo! Sennò è pura amministrazione della macchina burocratica.
(non venitemi a contestare la norma specifica, è ovvio che non proporrei mai questo; serve solo a distinguere politica e amministrazione burocratica)
Concezione individuale di diritti (restrizione a Diritto), meritocrazia e concezione della democrazia come "libera espressione" in luogo di "decisione diretta" (restrizione tecnocratica delle scelte) sono state i tre assi attraverso cui i neo-con liberisti hanno ridefinito la democrazia liberale, il cui significato egualitario era stato pericolosamente esteso dai "nuovi movimenti" dai '60 in avanti.
Il problema vero è che con la sconfitta degli anni '80 la socialdemocrazia poi divenuta social-liberista si è ingoiata questi tre elementi senza dire "A".
Si, a dover decidere devono essere i competenti; si, i diritti sono individuali; si, deve andare avanti chi merita (e tramite il merito riaffermiamo il privilegio, ma in una forma più accettabile).