Alla fine preferisco il professionista che fa bene il proprio lavoro, senza tante sviolinate nei confronti della tifoseria e della società, perché poi è un attimo. Un mancato accordo, una parola fuori posto e tanti saluti.
Il giocatore/allenatore tifoso, o presunto tale, è un arma a doppio taglio. Bello avercelo, ma in caso di addio, magari pure traumatico (come nel caso di Inzaghi), porta ad una certa revisione, brutta, del rapporto.
Cioè, io sono contento di avere in squadra gente come Romagnoli e Cataldi, però, vedete, già lo stesso Cataldi anni fa era finito un po' sulla graticola per quella mezza esultanza in Genoa-Lazio (bravo poi lui a riscrivere la storia).
A me viene in mente Luis Alberto. Sembra che ti stia facendo sempre un favore. Però poi, stringi stringi, il suo lo fa sempre. E' quasi paradossale che il mio esempio del (quasi) perfetto professionista sia questo scemo