Citazione di: Aquila1979 il 05 Dic 2022, 15:07
non ho davvero capito questo punto, che trovo interessante.
il resto no, perdonami, ma è proprio una questione valoriale.
più protestante che cattolica
Il diritto di successione dice molto dell'organizzazione sociale a cui afferisce.
Nella nostra storia abbiamo avuto un diritto di successione paritario tra i figli (l'attuale), la proprietà privata compiuta, in cui il soggetto decideva interamente a chi lasciare i suoi beni, anche integralmente (oggi non può), la proprietà familiare, che dunque al netto di volontà esplicite faceva tornare i beni in possesso del morto alla famiglia di provenienza e non ai suoi successori.
Ognuna di queste forme allude a modelli sociali diversi.
Società basate su gruppi allargati (clan o, nel caso latino,
gens) a cui gli individui afferivano, su grandi proprietà da non frammentare (linea basata su primogenitura) o al contrario un principio egualitario tra fratelli alienandolo alla potestà del padre-proprietario(rivoluzione borghese).
Ovviamente il socialismo, che non era contrario alla proprietà privata tout court ma all'accumulazione individuale di capitali, in merito al diritto di successione propone l'abolizione.
Ma perché in una società in cui la proprietà caratterizza il 15-20% della popolazione la successione serve a mantenere rigidamente quella barriera.
Oggi non è che quella barriera è saltata eh, si tratta solo di capire di QUALE successione si parla. Ovviamente non è una casa in cui si abita o la macchina. E nemmeno la panetteria di famiglia. Questi sono beni di consumo, mai stati oggetto della questione.
Ma sono i titoli, le quote azionarie, la proprietà produttiva che, quella ancora oggi, rappresentano una barriera ben stabile tra una minoranza e la maggioranza.
La lotta della minoranza, ANCHE attraverso le norme ereditarie è volta a fare si che questa barriera resti in piedi e non muti.
Le scuole d'eccellenza, i percorsi preferenziali (vedi scuole costosissime di specializzazione o master in ogni mestiere, dal giornalista, all'avvocato al manager d'impresa con tirocinio annesso in aziende prestigiose di fama internazionale) serve esattamente a mantenere questa distinzione pur avendo parità di accesso formale ai posti apicali della società.
Io ho visto zappatori fare stage al corriere o a la stampa perché avevano sborsato 10-20mila euro di corso professionale.
Ovvio che poi se sei una capra totale dopo il corso te ne vai, ma se sei medio o più capace che resti con milioni di possibilità in più rispetto a chi parte dal giornaletto di quartiere.
Vagli a dire a quello, che magari si è fatto pure il culo da quando sta al corriere, che non si è meritato dove sta. Lui ovviamente dirà pure che si è fatto il culo. E manco sarà del tutto falso!
Idem per mille altri mestieri, dall'università ai manager d'impresa. Se vi dicessi che zappatori sono oggi manager, funzioni apicali, in marchi assurdi con benefit clamorosi e all'università erano capre. Capre.
Però col papà nel rotari.
Poi certo, si sono messi sotto ad un momento, ma questa è una percezione distorta di "farsi il culo" rispetto a quello che racconta 12 maggio.
Poi se pensiamo che il modello di povero debba essere il martire che fa quella vita, perché questo sembra da alcuni commenti, tante cose si spiegano. Anche il biasimo per chi non lo fa e si, te chiede il reddito.
Ma non so loro ad essere sbagliati, è il modello visto con ammirazione ad essere un retaggio folle dell'integralismo cattolico