La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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SSL92

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E va be ma allora saremo ostaggi di questi qua per l'eternità? C'è sempre un modo per risolvere un problema. Colpire duro, questa è la soluzione. Quelli che verranno dopo, in un ipotetico scenario con stadio nuovo e senza fascisti, dovranno capire che se dovessero provarci verrebbero puniti severamente e senza scampo!

Ecco come li fai desistere, ma prima serve trovare un modo per punirli in maniera esemplare

pan

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mi ripeto, la gente così si sente nel giusto perchè non impicca più i neri agli alberi com il KKK, ma il razzismo, il classismo, ci sono eccome e non solo allo stadio, c'è pure nei quartieri. connotare come scimmie i bambini bengalesi che fanno casino nel pianerottolo accanto, dire cinesi di merda parlando del negoziante all'angolo, dare del tu ad ogni persona africana/araba/sudamericana/indiana alle casse degli esercizi commerciali, fare battute del cazzo alle riunioni di condominio su ebrei e migranti, è razzismo, è considerarsi diversi e superiori, quindi lo è. e siccome fuori c'è questo, dentro, nello stadio, si esplica ai massimi livelli tutto questo. lo stadio non è quindi uno sfogatoio ma la cassa di risonanza di quello che a una riunione di condomio rimane circoscritto tra l'imbarazzo di una parte dei partecipanti.
e i concetti di goliardia  e che palle sto buonismo sono solo la copertura per l'autoassoluzione, oltre che una maniera nostalgica, passatista, per considerarsi ancora nell'1982 quando, ahhh che era bello, non c'era il politically correct, si poteva parlare e offendere come si voleva, tra un Wild Boys e un acquisto di Timberland. ahh i telefoni a gettoni, ahh quando si potevano pigliare per il culo gli africani e i siciliani senza che nessuno ti dicesse niente.
ahhh, perchè non ve ne annate affanculo.

paolo71

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Citazione di: Indaco il 07 Gen 2023, 17:36
Ma davvero tu pensi che in un domani ipotetico, con lo stadio di proprietà finito, la Lazio sarebbe in grado di tenere gli ultras o anche "certi" ultras fuori dallo stadio? Ma davvero credi che potrebbero negare l'acquisto di biglietti o anche di abbonamenti a queste persone? Questi te lo bruciano lo stadio... Da due anni in curva nord e in tutte le curve delle partite in trasferta sventola la bandiera con la faccia di diabolik. Qualcuno ha detto mai qualcosa?

Ecco perché oggi la Lazio sta zitta e abbozza sul problema, perché ha capito che se c'è un modo per andare avanti questo risiede nel fatto che questa gente rimanga "addormentata", confusa dall'andamento della squadra e si dimentichi di manifestare certe idee.

Talvolta questo atteggiamento passivo della società ottiene dei risultati e per qualche mese il problema viene nascosto o rimane sott'acqua ma appena questi ceffi decidono di far vedere che esistono ancora, decidono di ricordare al mondo che ci sono e mica sono scomparsi, zàcchete, tornano a farlo, e torniamo da capo a dodici.

Ripeto, l'altro giorno a Lecce l'occasione era davvero grossa: ripresa del campionato dopo due mesi, volontà di mandare un messaggio, Lecce con tifoseria ultras un tempo di sinistra, diversi giocatori avversari di colore, uno davvero un pesce grosso. Non mancava davvero niente.

Diciamo che la Lazio da almeno una ventina d'anni è sotto ricatto e ha deciso di sottostare alle richieste perché così riesce a vivere, male ma vive.

In altri contesti, magari più importanti di una curva di stadio, l'atteggiamento degli ultras della Lazio nei confronti della loro società verrebbe definito "mafioso". Perché questa è una mafia. Vera.



E' così, c'è da aggiungere che i buuu anche prima di Lecce c'erano e generalmente si amplificano quando il tifoso si arrabbia, quando ritiene di aver subìto un torto, ricordo perfettamente a Lazio salernitana quando cacciarono Sergio, da ogni settore di curva e distinti e pure qualcuno delle tribune, stavo in MM, fece ululati ai giocatori della salernitana...

Cmq inutile sempre fare disamine, sempre le stesse poi, analizzare il fenomeno dentro e fuori lo stadio, ci sarebbe solo un mezzo per farli sparire dal nostro stadio, identificare e daspare.
Evidentemente non si vuole fare.

FatDanny

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Citazione di: trax_2400 il 07 Gen 2023, 18:02
Secondo me il problema sta proprio lì.
La definizione di razzismo a cui pensi tu non è condivisa da tante e tante persone.
Molti hanno sensibilità diverse.
La definizione a cui tu pensi è più imposta che condivisa.

si ma non si tratta della "mia" definizione. Né di sensibilità.
non lo stabilisce FD cos'è il razzismo.
Il razzismo è un fenomeno studiato, approfondito, non è che mi si può dire "per te fa caldo, ma per me fa freddo perché sono più sensibile al freddo e me copro".

Proprio nel ritenerlo questione di sensibilità sta l'errore.
Non è che io ravvedo razzismo dove altri non lo ravvedono perché sono più sensibile al tema.
Semplicemente c'è una definizione "volgare" (intesa come comune) di razzismo e una approfondita, per certi versi accademica.
La prima però soffre di semplicismo, ossia si affida più a ciò che tradizionalmente il razzismo era rispetto a studiare quel che effettivamente è.

è come se fossimo legati al significato del termine carro di fine 800 e oggi dicessimo che le persone non si muovono più perché non ci sono più carri, perdendo di vista le milioni di automobili che intanto passano.
Non è che se qualcuno nega l'esistenza delle automobili è poco sensibile, semplicemente non ha le lenti corrette per interpretare il presente né interesse ad approfondire la questione.


aggiungo a quel che dice pan:
dire che gli arabi sono maschilisti è razzismo. Dire che i rom rubano è razzismo. Dire che i messicani, nord-africani sono indolenti/pigri è razzismo. Delineare un perimetro etnico-razziale e attribuirgli delle caratteristiche a-storiche anche non direttamente in termini di inferiorità, soprattutto di natura culturale al giorno d'oggi, è razzismo.
Perché se dici che quelli so' maschilisti o quell'altri sono pigri li stai inferiorizzando indirettamente. Non su un piano biologico ma su uno culturale che però li definisce tutti, senza alcuna specifica o distinzione.
molte di queste espressioni non ci si rende proprio conto che lo siano perché passano per senso comune. E quindi chi le pensa si dice "ma te pare che so' razzista, è evidente che... gli arabi sono maschilisti (o i rom rubano), non sono io che sono razzista, sono proprio così, basta vedere la tv, è la loro cultura (pluricit)".


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Indaco

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Citazione di: SSL92 il 07 Gen 2023, 18:05
E va be ma allora saremo ostaggi di questi qua per l'eternità? C'è sempre un modo per risolvere un problema. Colpire duro, questa è la soluzione. Quelli che verranno dopo, in un ipotetico scenario con stadio nuovo e senza fascisti, dovranno capire che se dovessero provarci verrebbero puniti severamente e senza scampo!

Ecco come li fai desistere, ma prima serve trovare un modo per punirli in maniera esemplare

Beh, in fondo sono solo 30 anni che tutti i tifosi della Lazio sono ostaggio di queste persone...

Io ammiro l'ottimismo e lo rispetto, ci mancherebbe, spero che un giorno le cose possano cambiare, ma tutto sommato i post che leggo di tanti netters da mercoledì sera mi ricordano tanto quelli letti sul tema da almeno 20 anni, sempre qui dentro. E non è cambiato niente.

Guarda che l'indignazione che tutti stiamo provando è giusta eh, non la sto criticando, e anche l'arrovellamento che molti mettono per provare a trovare una via d'uscita, ma certi nostri discorsi si ripetono ormai quasi a livelli di decenni, sempre uguali, talvolta anche da parte di stessi nick. Ma le cose non cambiano.

misolidio 2.0

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Il problema c'è da almeno venti anni, non c'è soluzione, non si vuole una soluzione. Partite a porte chiuse e trasferte vietate. Così almeno risparmio e (forse) riesco ad allontanarmi da questo calcio di merda

mdfn

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Forse basterebbe ricordare cosa è successo un mesetto fa, qui, in questo civilissimo posto e non allo stadio dove si ha più facilità ad aprire tutti gli sfinteri. Mi riferisco alla discussione su "quella merda di Damiano".
In quel caso era omofobia, non razzismo, ma la sostanza è la stessa. Una decina di persone ha perso completamente l'abituale civiltà. Non ultras o loro simpatizzanti, non so se mi spiego. Persone che si sono sentite autorizzate a insultare Damiano con discorsi omofobi perché Damiano è andato contro la Lazio, e a chi gli ha fatto notare che erano omofobi hanno risposto o negando o, in maniera farneticante, che era loro diritto esserlo.
In fondo Umtiti ha la stessa colpa, giocava contro la Lazio. Allora io gli posso dire che è una scimmia, no? Lo stesso tipo di ragionamento. Ripeto: non da parte degli ultras e dei loro sostenitori, che fanno della discriminazione una presa di posizione manifesta, identitaria.
Il problema non va cercato fuori, è in noi, ci appartiene.
Siamo noi a essere razzisti, non gli altri. Vogliamo cambiare o ci sta bene essere così?

Capisco che dire a se stesso "sono razzista" non è facile. Comincio io: sono razzista. E non lo dico in maniera strumentale, come fosse un atto di penitenza grazie al quale ottenere benefici. Sono razzista senz'altro, anche se non mi rendo conto di esserlo. Non è ragionevole pensare che io sia consapevole di tutte le mie rigidità o paure, che abbia compreso e riconosciuto come legittime tutte le sensibilità altrui, che abbia una mentalità così aperta da essere immune a ragionamenti, pensieri, atti razzisti.

AquiladiMare

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Citazione di: mdfn il 07 Gen 2023, 18:52
Forse basterebbe ricordare cosa è successo un mesetto fa, qui, in questo civilissimo posto e non allo stadio dove si ha più facilità ad aprire tutti gli sfinteri. Mi riferisco alla discussione su "quella merda di Damiano".
In quel caso era omofobia, non razzismo, ma la sostanza è la stessa. Una decina di persone ha perso completamente l'abituale civiltà. Non ultras o loro simpatizzanti, non so se mi spiego. Persone che si sono sentite autorizzate a insultare Damiano con discorsi omofobi perché Damiano è andato contro la Lazio, e a chi gli ha fatto notare che erano omofobi hanno risposto o negando o, in maniera farneticante, che era loro diritto esserlo.
In fondo Umtiti ha la stessa colpa, giocava contro la Lazio. Allora io gli posso dire che è una scimmia, no? Lo stesso tipo di ragionamento. Ripeto: non da parte degli ultras e dei loro sostenitori, che fanno della discriminazione una presa di posizione manifesta, identitaria.
Il problema non va cercato fuori, è in noi, ci appartiene.
Siamo noi a essere razzisti, non gli altri. Vogliamo cambiare o ci sta bene essere così?

Capisco che dire a se stesso "sono razzista" non è facile. Comincio io: sono razzista. E non lo dico in maniera strumentale, come fosse un atto di penitenza grazie al quale ottenere benefici. Sono razzista senz'altro, anche se non mi rendo conto di esserlo. Non è ragionevole pensare che io sia consapevole di tutte le mie rigidità o paure, che abbia compreso e riconosciuto come legittime tutte le sensibilità altrui, che abbia una mentalità così aperta da essere immune a ragionamenti, pensieri, atti razzisti.

Obiettivamente direi che razzisti lo siamo tutti allora. Ma non solo noi tifosi laziali. Direi tutti gli italiani/europei/occidentali...
Ma forse tutti gli esseri umani

Lo so.  ho appena detto una frase razzista  :)

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FatDanny

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Molte società sono razziste, non solo occidentali.
Dire che tutti gli esseri umani sono razzisti non è una frase razzista, al massimo essenzialista, cioè afferma una caratteristica propria della natura umana, ma non hai operato una distinzione per razze/etnie.

Che tuttavia è falsa, perché il razzismo in Europa ad esempio nasce nel medioevo, prima non esisteva. Già questo esclude il suo carattere astorico.

AquiladiMare

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Citazione di: FatDanny il 07 Gen 2023, 19:45
Molte società sono razziste, non solo occidentali.
Dire che tutti gli esseri umani sono razzisti non è una frase razzista, al massimo essenzialista, cioè afferma una caratteristica propria della natura umana, ma non hai operato una distinzione per razze/etnie.

Che tuttavia è falsa, perché il razzismo in Europa ad esempio nasce nel medioevo, prima non esisteva. Già questo esclude il suo carattere astorico.

Ah... Quindi al tempo dell'impero romano non esistevano pregiudizi verso questa o quella popolazione?

Avrei detto il contrario...

FatDanny

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No, durante l'impero romano non si registrano discriminazioni basate sul colore della pelle o sulle etnie.
Abbiamo neri che occupavano ruoli importanti nell'esercito (che era al centro del regime romano).

Avresti detto il contrario esattamente perché hai naturalizzato una caratteristica storica, ossia l'hai resa universale in uno sviluppo lineare (se dopo eravamo razzisti, figurati se non lo eravamo prima) e così facendo questa si perde, se ne perde la specificità.

È una cosa che accade spessissimo nelle scienze sociali. Tantissime caratteristiche che i non addetti immaginano come universali sono in realtà specifici.
La naturalizzazione, presente anche questa un po' in tutto il mondo, riveste un ruolo specifico e centrale nelle società europee dall'illuminismo in avanti, laddove la relativizzazione del divino diede alle argomentazioni razionali valore decisivo. E non c'è ragione più convincente di quella naturale.

mdfn

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Citazione di: AquiladiMare il 07 Gen 2023, 19:32
Obiettivamente direi che razzisti lo siamo tutti allora. Ma non solo noi tifosi laziali. Direi tutti gli italiani/europei/occidentali...
Ma forse tutti gli esseri umani

Lo so.  ho appena detto una frase razzista  :)
Sì, siamo tutti potenzialmente razzisti.
Io penso che la maggior parte delle persone non si consideri razzista. Ma i razzisti non sono solo quei pochi consapevoli e orgogliosi di esserlo, sono molti di più.
Quello che volevo dire è che ognuno di noi, quando gli viene dato del razzista, invece di dire che è colpa degli altri, o negare, o ironizzare come hai fatto tu, può riflettere, mettersi in discussione.
Non è inaccettabile scoprirsi razzista, è il primo passo per provare a non esserlo.

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Il nostro Giorgione

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Citazione di: AquiladiMare il 07 Gen 2023, 19:53
Ah... Quindi al tempo dell'impero romano non esistevano pregiudizi verso questa o quella popolazione?

Avrei detto il contrario...

Settimio Severo, padre di Caracalla, con il quale si passa dalla fase dell'Impero a quella del Dominato, era di colore.
No, non c'era razzismo. C'era nazionalismo sfrenato, semmai, ma non razzismo. Così al tempo della polis, come in seguito ai tempi di Roma (repubblica e impero).

mdfn

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Giorgione, intervento opportuno, un'unica cosa che non riesco a tenermi, abbi pazienza: detesto l'espressione "di colore", la considero anch'essa una forma di discriminazione.

Cesio

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Citazione di: misolidio 2.0 il 07 Gen 2023, 18:52
Il problema c'è da almeno venti anni, non c'è soluzione, non si vuole una soluzione. Partite a porte chiuse e trasferte vietate. Così almeno risparmio e (forse) riesco ad allontanarmi da questo calcio di merda

Per me questa al momento è l'unica azione concreta, porte chiuse e trasferte vietate. Ci rimetteranno tutti gli altri tifosi ma bisogna fare dei sacrifici per sperare di avere un futuro più pulito. Sappiamo benissimo che i responsabili non verranno mai identificati e puniti, viviamo in un paese dove è più facile puntare il dito ed indignarsi che fare qualcosa per risolvere i problemi. Oggi contano le vuote chiacchiere, non solo sul razzismo ma su tutto ormai per cui fossi in Lotito comincerei a chiudere la curva per qualche mese. Ha vissuto sotto scorta per anni dopo avergli chiuso i rubinetti con i quali si ingrassavano, figuriamoci chiudere un settore allo stadio. A meno che con l'età che avanza non abbia più voglia di lottare

Aquila Romana

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Trovo a dir poco azzardato fare paragoni con la società di 2mila anni fa, epoca in cui la res pubblica si traduceva in tutte le terre conquistate, e solo le terre conquistate erano quelle considerate "civilizzate" (perchè i conquistati non potevano permettersi di non aderire spontaneamente alla cultura dei conquistatori)

Un'epoca dove non esisteva il concetto di nazione ma solo quello di genere e cittadinanza, dove uno schiavo non poteva neppure essere paragonato ad un altro essere umano in possesso della fantomatica "cittadinanza", dove la distinzione fondamentale non era etnica ma culturale (e chi non aderiva alla cultura romana non è che venisse discriminato, faceva proprio una brutta fine...)

Avere generali di colore era la normalità, perchè la provincia africana non solo era considerata parte dell'impero, ma anche una delle più ricche e sofisticate

Una società che addirittura considerava umiliante il lavoro manuale, e pertanto i cittadini romani non lavoravano, ma facevano lavorare i non cittadini romani

Fare paragoni tra la società moderna e quella di due millenni fa è inopportuno, così come è superfluo fare l'equazione "generale militare di colore = società non razzista", perchè allora varrebbe anche "presidente degli Stati Uniti di colore = società degli Stati Uniti non razzista" 

Per il resto ritengo che oramai si tenda ad abusare del termine razzismo, così come di tanti altri termini (oramai è tutto razzismo, sessismo, mobbing, omofobia, body shaming e cazzivari)

E abusare di questi termini, ogni tre per due, ogni santo giorno, per ogni minima cosa, non fa che annacquarne la vergognosa essenza, mancando di rispetto a chi ha vissuto sulla propria pelle tutta la cruda gravità di questi fenomeni 

Questo è il mio pensiero, e chiunque oserà contraddirlo verrà tacciato di discriminazione personale

mdfn

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Certo, venendo a dire che si abusa del termine razzismo non ci fai una gran figura. Ne stiamo discutendo da giorni per un fatto acclarato di razzismo, l'ennesimo, non perché ci diverta.
Parlare di razzismo lo favorisce? Come si risolve il problema secondo te, non facendo niente?

Il nostro Giorgione

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Citazione di: mdfn il 07 Gen 2023, 20:39
Giorgione, intervento opportuno, un'unica cosa che non riesco a tenermi, abbi pazienza: detesto l'espressione "di colore", la considero anch'essa una forma di discriminazione.

Si, capisco bienssimo  e scusami se ho urtato la tua sensibilità, ma è il termine "antico" col quale nella nostra lingua si è recepito per la prima volta l'attenzione a tema della discriminazione. Adesso è oggetto di critiche, negli USA e qui da noi. A me "piace", perché mi pare molto inclusivo, a differenza di "nero", che tra l'altro sconta secoli di accentuazione semantica non esattamente propizia... in effetti, il problema del termine "coloured" è che divide i "bianchi" da tutti gli altri individui.
Insomma, la discussione ci sta tutta ed è importante, a mio parere, che ci sia (lo dico per chi ritiene futili le discussioni intorno al politicamente corretto).

Citazione di: Aquila Romana il 07 Gen 2023, 22:06
Trovo a dir poco azzardato fare paragoni con la società di 2mila anni fa, epoca in cui la res pubblica si traduceva in tutte le terre conquistate, e solo le terre conquistate erano quelle considerate "civilizzate" (perchè i conquistati non potevano permettersi di non aderire spontaneamente alla cultura dei conquistatori)

Un'epoca dove non esisteva il concetto di nazione ma solo quello di genere e cittadinanza, dove uno schiavo non poteva neppure essere paragonato ad un altro essere umano in possesso della fantomatica "cittadinanza", dove la distinzione fondamentale non era etnica ma culturale (e chi non aderiva alla cultura romana non è che venisse discriminato, faceva proprio una brutta fine...)

Avere generali di colore era la normalità, perchè la provincia africana non solo era considerata parte dell'impero, ma anche una delle più ricche e sofisticate

Una società che addirittura considerava umiliante il lavoro manuale, e pertanto i cittadini romani non lavoravano, ma facevano lavorare i non cittadini romani

Fare paragoni tra la società moderna e quella di due millenni fa è inopportuno, così come è superfluo fare l'equazione "generale militare di colore = società non razzista", perchè allora varrebbe anche "presidente degli Stati Uniti di colore = società degli Stati Uniti non razzista" 

Per il resto ritengo che oramai si tenda ad abusare del termine razzismo, così come di tanti altri termini (oramai è tutto razzismo, sessismo, mobbing, omofobia, body shaming e cazzivari)

E abusare di questi termini, ogni tre per due, ogni santo giorno, per ogni minima cosa, non fa che annacquarne la vergognosa essenza, mancando di rispetto a chi ha vissuto sulla propria pelle tutta la cruda gravità di questi fenomeni 

Questo è il mio pensiero, e chiunque oserà contraddirlo verrà tacciato di discriminazione personale

Dici cose sacrosante. E le spieghi molto bene, tra l'altro. Ma stiamo dicendo proprio quel che tu illustri e, cioè, che il fenomeno sociale "razzismo", per come lo conosciamo in questa parte di emisfero, è un costrutto relativamente recente.

Non credo sia lo stesso, lo dico a Fat, in altre realtà etno-geografiche.

Penso, per essere precisi, al caso Giappone, il paese più razzista del mondo, nel quale il concetto di superiorità etnica è stato concepito nella notte dei tempi.

Chiudo con qualche link che può aiutare a approfondire  - senza esagerare 😀😀😀 - i concetti abbozzati da FD

https://www.unisalento.it/documents/20152/727906/Corso+Monografico.+Appunti.+1+parte+da+Platone+a+Kant.pdf/0ac778d5-e475-a619-a9b5-c86e99a62047?version=1.0

https://www.unisalento.it/documents/20152/727906/Corso+Monografico+-+Dispensa+Kant.pdf/e4aa5d70-3452-c23e-ad3c-64a4172b6d3c?version=1.0

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WhiteBluesBrother

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Si sta andando stra-OT.
La questione è: esiste il reato di discriminazione razziale. Fare uh-uh è o non è un atto di discriminazione razziale? Se si, perché non viene perseguito come tale con l'individuazione puntuale dei colpevoli e la loro incriminazione? Se no, perché è stato fatto tutto questo clamore e perché si prendono provvedimenti che puniscono persone neanche presenti ai fatti?
Eppure è tutto qui. Il problema a me sembra il solito: le forze del disordine che se ne lavano le mani e lasciano che la cosa abbia solo una valenza interna al mondo del calcio. E noi ci avviluppiamo in discussioni assurde nelle quali tutti noi diventiamo i Laziali secondo repubblica "tutti fascisti e razzisti" e quindi la Lazio deve morire o sparire nell'oscurità.  Poi non vi lamentate se oltre ai gorilla che fanno uh uh un paio de vaffanculo de core ve li beccate pure voi.

FatDanny

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Citazione di: Aquila Romana il 07 Gen 2023, 22:06
Trovo a dir poco azzardato fare paragoni con la società di 2mila anni fa, epoca in cui la res pubblica si traduceva in tutte le terre conquistate, e solo le terre conquistate erano quelle considerate "civilizzate" (perchè i conquistati non potevano permettersi di non aderire spontaneamente alla cultura dei conquistatori)

Un'epoca dove non esisteva il concetto di nazione ma solo quello di genere e cittadinanza, dove uno schiavo non poteva neppure essere paragonato ad un altro essere umano in possesso della fantomatica "cittadinanza", dove la distinzione fondamentale non era etnica ma culturale (e chi non aderiva alla cultura romana non è che venisse discriminato, faceva proprio una brutta fine...)

Avere generali di colore era la normalità, perchè la provincia africana non solo era considerata parte dell'impero, ma anche una delle più ricche e sofisticate

Una società che addirittura considerava umiliante il lavoro manuale, e pertanto i cittadini romani non lavoravano, ma facevano lavorare i non cittadini romani

Fare paragoni tra la società moderna e quella di due millenni fa è inopportuno, così come è superfluo fare l'equazione "generale militare di colore = società non razzista", perchè allora varrebbe anche "presidente degli Stati Uniti di colore = società degli Stati Uniti non razzista" 

Per il resto ritengo che oramai si tenda ad abusare del termine razzismo, così come di tanti altri termini (oramai è tutto razzismo, sessismo, mobbing, omofobia, body shaming e cazzivari)

E abusare di questi termini, ogni tre per due, ogni santo giorno, per ogni minima cosa, non fa che annacquarne la vergognosa essenza, mancando di rispetto a chi ha vissuto sulla propria pelle tutta la cruda gravità di questi fenomeni 

Questo è il mio pensiero, e chiunque oserà contraddirlo verrà tacciato di discriminazione personale

dove starebbe il paragone?
Dire se durante l'antica roma fosse presente o meno il fenomeno  razzista non è un paragone, il tema non è "siamo meglio noi o loro", è un'interrogazione storica volta a capire quando il fenomeno è sorto.
Secondo poi hai una visione distorta del rapporto conquistatore-conquistato nell'antica Roma.
La quale, a  differenza di altri imperi, non era solita imporre la propria cultura. Al contrario, ciò che diede longevità all'impero fu proprio quel peculiare dominio che tendeva ad assimilare territori, ma mantenendo sia l'organizzazione che la cultura locale, ovviamente con un atto di sottomissione a Roma. Dire che nell'Antica Roma si obbligava ad "aderire alla cultura romana" è un tremendo falso storico che palesa una scarsa dimestichezza con quella che è la storia antica (proprio in termini di categorie utilizzate).
(EDIT: qui per chi volesse approfondire un minimo c'è un breve riassunto https://www.dirittoestoria.it/15/memorie/Merola-Roma-Impero-di-citta.htm#_ftn5 )

Era una società schiavista, certamente, e quindi?
Certo che era una società schiavista, ma non era una società razzista. Gli schiavi erano bianchi e neri, i liberi pure. I cittadini romani, soprattutto in età imperiale, erano bianchi e neri. Non c'era proprio un'organizzazione sociale legata alla linea del colore.
Gli USA in cui i tassisti a NYC sono tutti indiani sono una società razzista, pure che sono tutti "liberi".
Il razzismo è un'organizzazione sociale (e ideologica) che divide gli individui per razze ed etnie. Dandogli compiti particolari, ritenendoli più adatti ad una mansione rispetto ad un'altra, attribuendogli su base razziale/etnica/culturale caratteristiche omogenee. Nell'antica roma questo non c'era, punto.
Le nostre società sono estremamente razzializzate. Non serve manco arrivare agli "zingari" o ai "marocchini", basta vedere quale lavoro fanno la quasi totalità dei "filippini".

Il problema, mi dirai, è che tu leggi quel passaggio e lo interpreti come se fosse un paragone, volto per certi versi a dimostrare che la società romana fosse meglio della nostra, da cui ti senti in obbligo di ricordarci che avevano gli schiavi e disprezzavano il lavoro manuale.
Io mi interrogherei sul perché di questo malinteso.

Vedi come un abuso l'uso del termine razzista un po' perché non sai cosa significa quel termine se non in una forma "volgare" (la supercazzola finale sulla discriminazione personale sta lì a dimostrarlo), un po' perché effettivamente nelle società razzializzate si è ridotta la cosa ad un principio di interpellanza, ossia come le cose vengono nominate più di quel che sono.
Quindi guai a dire la N-word, ma i neri continuassero a fare lavori sottopagati nell'80% dei casi.

E non siamo OT, perché se tra noi emerge palesemente che non sappiamo manco cosa diamine sia il razzismo come si fa a combatterlo?
Come si combatte un fenomeno che non si (ri)conosce nemmeno perché si limita al concetto di superiorità biologica, che non è un tema del presente se non per qualche sparuto gruppetto di esaltati marginalizzati da tutti?

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