Citazione di: Paladino68 il 20 Mar 2023, 20:17
Trovo quel coro becero, ma non credo che tutti quelli che cantavano fossero antisemiti.
La maggior parte,per ignoranza, vede lo sfottò al romanista e non si rende conto che si è andati oltre trascinata da un gruppo che usa scientemente lo stadio per fare politica. A Roma la destra ha sempre preso il 30% dei voti non vogliamo mica pensare che siano tutti laziali.
Evitiamo poi di confondere chi è di destra anche radicale ma democratico con chi è nazifascita. La prima é una cultura che ha diritto di esistere, con i suoi font, la sua iconografia, la sua letteratura, la seconda no e deve essere eradicata.
ancora co sta storia che il coro è antisemita e chi lo fa no...
è una CAZZATA.
Il razzismo non è una dottrina a cui aderire, ma una pratica sociale che si riproduce.
Ho scritto anche un post di approfondimento in merito. Leggere con attenzione il punto 2)
Citazione di: FatDanny il 09 Mar 2023, 14:42
Volevo riportare un passaggio di un libro a cui avevo accennato qualche tempo fa parlando con ING.
Racecraft.
Nello spiegare cosa sia il racecraft, quell'insieme di credenze e immaginari che diventano reali pur non avendo alcun riscontro materiale, le autrici fanno un esempio.
Questo qui: https://www.nytimes.com/2009/05/29/nyregion/29cop.html
Un poliziotto nero fuori servizio viene fatto fuori da un collega che lo scambia per un ladro.
Alcune considerazioni sul caso:
1) l'episodio viene raccontato (non dal NYT, ma nell'immediatezza dei fatti) dicendo che l'errore è stato dovuto al colore della pelle della vittima.
In questo modo si opera uno slittamento di causalità dal responsabile alla vittima.
La causa, nella comunicazione linguistica, si sposta dalla valutazione errata del primo al colore della pelle del secondo.
Eppure questi errori capitano solo con un colore della pelle, il che suggerirebbe che il problema non sta in esso, ma in chi lo valuta, dunque in chi spara se vede nero, non nella vittima perché nera.
Dalla pratica razzista alla razza
Questo slittamento è una caratteristica tipica del razzismo.
2) l'agente che ha sparato è rimasto a lungo in stato di shock e si è disperato enormemente una volta capito l'errore. Non voleva affatto farlo, lui non è in alcun modo razzista, non crede minimamente nella superiorità dei bianchi, quello era pure un collega. Non c'è niente nel suo passato che possa farci pensare che sia una persona minimamente razzista.
Le due autrici scrivono un passaggio rilevantissimo di cui molti qui dentro dovrebbero assumere consapevolezza:
Racism did not require a racist. It required only that, in the split second before firing the fatal shot, the white officer entered the twilight zone of America's racecraft.
Traduco per chi non capisce l'inglese.
Il razzismo non ebbe bisogno di un razzista. Ebbe bisogno solo che, nell'attimo prima del colpo fatale, l'agente bianco entrasse nella zona crepuscolare del racecraft americano.
Un nero vicino una macchina --> la vuole rubare --> lo devo fermare non perché nero, ma perché vuole rubare
Il razzismo non ha bisogno di un comportamento volutamente discriminatorio.
Basta che nell'operare delle scelte - linguistiche, evocative, pratiche - si utilizzino ANCHE AUTOMATICAMENTE delle convinzioni, un senso comune, una logica produttori di razza.
Cosa che avviene spesso attraverso meccanismi per nulla irrazionali e che ci appaiono del tutto logici, come un poliziotto che vuole fermare un ladro. Più logico di così, è il suo lavoro.
Ripeto la frase più importante: Racism did not require a racist.
Cercare di provare che non si è razzisti o che un determinato contesto non è razzista non è in alcun modo prova che non si eserciti razzismo.
Qui sta pure la differenza, ancora citata, con Roma marcia ancora a Tirana.
A parte che non erano 2000 ma 200, perché erano quelli del "gruppo Roma" e affini. In secondo luogo lì si può dire che ci fosse un gruppo di razzisti, specifico, mentre nei cori del derby un razzismo diffuso, analogo a quello qui evidenziato.
Che però è esattamente quello più pericoloso perché istruisce il sentire comune, mentre il gruppo di razzisti resta perimetrato e tendenzialmente distinto. Non si insinua, come invece fa il razzismo inteso come pratica sociale riprodotta da quelli che razzisti non ci si sentono.
poi ti vorrei chiedere, ad oggi, quale sarebbe la destra democratica da distinguere.
Quella che fa morire deliberatamente gente in mare come a Cutro?
Quella che difende chi gli spara in strada come la Lega?
Oppure quella dei Rampelli e dei Piandetosi.
Sono stato mesi a documentare su questo topic tutte le espressioni razziste della maggioranza politica di questo paese e improvvisamente c'era il deserto, tutti gnorri.
Mo però il rappresentante della comunità ebraica denuncia il coro e tutti qui a protestare per l'ipocrisia.
Laziale razzista. Ci da fastidio? bene. Ce lo devono inchiodare alla nuca l'epiteto, ben ci sta.