sfaccettature diverse rispetto a cosa?
Hai una visione mitica del passato. L'italiano in purezza, la sinistra in purezza, la destra in purezza.
Non è una peculiarità dell'oggi quella che dici.
Ci sono sempre state persone di sinistra razziste o persone di destra non razziste.
Ma in generale se, come detto, il razzismo non è caratteristica dell'ESSERE ma del FARE, non ha proprio senso stabilire questa cosa del chi è il razzista, perché il razzista si fa, non si è. Ma niente, non ti entra proprio in capo.
In ogni caso io ho sempre specificato QUESTA destra, non una generica destra.
Seconda questione: che vuol dire che il razzismo va combattuto trasversalmente e se restiamo ancorati ad ideologie politiche non arriveremo mai a dama? La frase è un no sense buonista (che bello, posso usare anch'io questo concetto!), volto a rimuovere un piccolo ma importante particolare: il conflitto.
Nella politica esiste il conflitto perché esistono interessi differenti, nonostante questo voglia essere eliminato dalla scena (e qui, concordo con te, il problema non è solo la destra).
L'antirazzismo non è un movimento culturale, ma politico. Che ovviamente fa anche cultura, ma combattere il razzismo è un processo squisitamente politico, perché il razzismo è figlio di interessi e quindi combatterlo è intaccare quegli interessi (economici, culturali, politici).
Dunque certo che si ancora ad ideologie politiche, di cui non capisco il tuo sprezzo se non con una spiegazione: che è appunto la volontà di negazione della componente conflittuale che la politica porta con sé e che dunque anche l'antirazzismo porta con sé.
Invece è giusto essere divisivi, è giusto confliggere ed è giusto sconfiggere la controparte.
Qual'è la controparte? Il razzismo.
Come fare a non essere la controparte? è facile, basta non fare i razzisti, riprodurre il razzismo.
Invece nella tua visione edulcorata "culturale" che non divide e in cui tutti trasversalmente ci prendiamo per mano e siamo - a parole - antirazzisti si negano i dati di realtà e tutti sono antirazzisti semplicemente perché riescono a non dire al nero che è negro.
Lo trattano da negro, emanano politiche da negro, mantengono tutti i privilegi sul negro, ma stanno molto attenti a dirlo. Quindi, per citare Gio, a quel punto non puoi dirgli razzisti perché non puoi stabilire con certezza se ciò che pensano è effettivamente razzista.
Eh no cari miei.
Vi dovete accollare la politica, invece di biasimarla e farne un qualcosa di negativo perché divide.
Vi dovete accollare il conflitto, invece di criminalizzarlo e farne un problema di ordine pubblico.
E si, nel caso in cui il razzismo non fa passi indietro, vi dovete accollare anche che la situazione si fa tesa e sfocia nel conflitto duro, quello che prende le mazze e le usa pure.
No, radicalmente no, alla trasformazione di un tema politico in un blando movimento culturale trasversale che serve soltanto a normalizzare il razzismo trasformandolo in color-blinded racism, invece di combatterlo.