Non sono d'accordo che ciò che vediamo allo stadio sia un neofascismo di tipo criminale.
Era così nei Novanta, non oggi.
Oggi invece ciò che si vede allo stadio non è il fascismo che si presenta con la croce uncinata ma è proprio quello dei la russa, dei Lollobrigida e dei loro sodali. capisco che rende la discussione più difficile perché riguarda non una piccola setta di adoratori di Odino, ma di un segmento molto più ampio. D'altronde non fosse così non avremmo il problema che abbiamo. Che comunque non capisco come si possa affermare che su questo topic "sembra riguardare il 90% delle persone in Italia".
Non è che dal momento in cui uno fa una cosa razzista automaticamente diventa razzista. Non capisco perché ci sia tutta questa difficoltà a concepire la categoria fuori dagli attributi dell'essere.
Che questo è improprio e fa capire male la discussione. Lo spagnolo (o il napoletano) ci aiuterebbe con verbo "estar", distinto da "ser". Sta (facendo il) razzista, non è razzista.
Ad ogni modo Dope, legittimo che non siamo d'accordo, ma si discute di questo non perche ci siamo impazziti a fare off topic su altro, ma proprio perché non siamo d'accordo.
Per me, e non solo per me, il problema della Lazio oggi non è questo come qualche annetto fa:

Ma è un problema di livello completamente differente.
Solo che si vorrebbe riportare a questo perché chiaramente è più facile sostenerne la repressione (fate i daspo) e soprattutto difficilmente ci investe personalmente, ossia difficilmente riguarda conoscenti, parenti, amici o noi stessi.
Invece tocca guardare in faccia la forma di razzismo più pericolosa e diffusa, quella del primo tipo. Non a caso gli adoratori si fanno le pippe in qualche strano rituale, i primi invece fanno leggi nazionali che determinano i destini dei migranti, degli italiani a cui non è riconosciuta cittadinanza perché i genitori non sono di "razza italiana" e così via.