Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2023, 15:35
Ma perché mica parlo di un'identità elitaria. Non è che l'identità o è territoriale o non è, altrimenti ripeto che tanto valeva chiamarsi Roma o aderire alla loro operazione.
Ci sono mille identità popolari che non hanno nulla a che vedere con territori ristretti (e/o confini), e che invece parlano di una condivisione di tipo diverso.
L'identità politica è un esempio.
L'identità che unisce i cultori di uno stesso hobby è un altro esempio.
L'identità tra chi ha uno stesso vissuto, glorioso o tragico, è un altro esempio.
Non noto alcuna contraddizione nel mio discorso.
Perché la nostra peculiarità soggettiva può essere assolutamente popolare. La Lazio dei valori olimpici, la Lazio nata da un gruppo di ragazzi e non certo come "impresa economica", la Lazio della polisportiva fatta di tanti sport che non sono di certo business. Hai voglia te, posso andare avanti a lungo. Tutto sta a quel che vuoi valorizzare. Che non vuol dire sganciarsi in toto, ho detto che il riferimento a Roma ci sta, ma non è quello su cui mi fisserei.
Valorizzare anche noi che semo de Roma, boh, ma allora che senso ha avuto "vincere scegliendo di non essere loro?"
Perché così invece pare che volemo esse una cosa equivalente, ma con un nome diverso. E nel non riuscirci pensiamo che ciò dipenda dall'ostilità altrui o dalla loro capacità di infiltrazione, quando semplicemente parliamo di due operazioni strutturalmente diverse.
Si ma non è o bianco o nero.
La nostra identità deriva da una storia che è legata al territorio, anche se non è un'identità strettamente territoriale.
Ho considerato sempre delle forzature sia l'accostamento alla provincia romana e regionale, sia l'identificazione coi quartieri alto borghesi della capitale.
Non è così: i peperoni sono maggioranza anche a parioli vigna clara e anche nei paesi.
Sta di fatto che noi siamo l'unica Entità che ha resistito a un tentativo violento di assimilazione.
Ma siamo nati a Roma, a piazza della Libertà e questo pure vuol dire qualcosa.
Non siamo ROMA come non lo sono manco i giallozzozzi.
Però siamo nati a Roma e siamo una squadra di Roma.
E nella nostra rivalità non ci sono le storie di Barca ed espanyol o di Rangers e Celtic, storie dove la politica, la religione, il ceto sociale ha imposto una divisione.
Siamo più come milan e inter, o genoa e sampdoria.
Con la differenza che nessuna di queste squadre ha dovuto subire un tentativo di annichilimento, inglobamento e assimilazione.
Secondo me noi possiamo essere benissimo popolari, e per farlo non abbiamo bisogno di rinnegare il fatto che siamo una squadra della capitale.
Certo prima bisogna vince qualcosa...