Festeggiamenti

Aperto da Adler Nest, 05 Mag 2023, 21:03

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Fischietto

*
Lazionetter
* 2.985
Registrato
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
-   La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
-   Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
-   Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
-   Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.

Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.

"Essi" tutto questo se lo possono solo sognare...
:band1:

syrinx

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.715
Registrato
Citazione di: Quintino il 09 Mag 2023, 21:27
Dopo le diatribe su SMS, mi affaccio su questo interessante topic. Ho letto tante tesi ben formulate ma vorrei aggiungere delle mie considerazioni maturate in 16 anni di lavoro su LazioWiki. Il lavoro che facciamo si basa soltanto sui documenti ufficiali, fonti primarie e tutto ciò che è verificabile. Naturalmente la documentazione è in nostro possesso ed è costata anni di ricerche in archivi, biblioteche, emeroteche, case private ecc.
In base a ciò che abbiamo appurato, abbiamo dedotto che una certa confusione che si è creata sulla genesi della Lazio si deve alla comunque magnifica e lirica opera di Mario Pennacchia "Storia della Lazio", pubblicata nel 1969. Non si tratta di disistimare il grande maestro, che mi ha onorato della sua prefazione per due miei libri, fu la non oggettività dei fatti narrati dal suo testimone a trarlo in inganno, unita all'estrema fretta con cui, causa il giornaliero stillicidio dell'editore, fu costretto a procedere. Egli basò il racconto delle origini soltanto su ciò che gli venne narrato da un pioniere, notoriamente narcisello, che o per erigersi a unica voce ufficiale o per deficit di memoria su fatti accaditi quasi 70 anni prima, immaginò cose mai avvenute e, pertanto, mai provate. Ed è un peccato, perché quando Mario scrisse il libro non sapeva che erano vispi e arzilli ben due fondatori e un grande numero di pionieri tra cui, in primis, il grande Tito Masini, memoria storica della Lazio del 1900 e lucidissima persona, tanto che fu scelto a interpretare il magnifico e ieratico "cardinale" nel felliniano "8 e mezzo".
La "fabula" pennacchiesca ha fatto credere ad ogni laziale che la mattina del freddo 9 gennaio 1900, i fondatori posizionati davanti al barcone spogliatoio fluviale del Pippanera, decisero che la società che avrebbero fondato nel pomeriggio si sarebbe chiamata Lazio, avrebbe avuto i colori biancocelesti in onore di quelli della bandiera della Grecia patria delle olimpiadi, avrebbe avuto per simbolo l'aquila e avrebbe adottato il motto sallustiano. Solo la prima asserzione è vera.
-   La Lazio nacque priva di colori. In ogni fotografia la maglia sociale è bianca (v. la celebre foto di Bigiarelli del 1901 mentre gareggia in Belgio). In alcun documento ufficiale e in alcun reperto emerotecario si nominano una sola volta i colori biancocelesti.
-   Le olimpiadi, con la nascita della Lazio, non hanno alcun rapporto. Anche in questo caso ci soccorrono la mancanza di testimonianze scritte e soprattutto il fatto che le olimpiadi del 1900 erano completamente ignorate da chiunque. Il Messaggero, durante lo svolgimento dei giochi parigini, dedica un solo articolo sull'argomento e in esso si parla di giocolieri acrobati, funamboli, donne cannone, zucchero filato e dell'abbondanza di leccornie in vendita. Non c'è un solo risultato sportivo, né, tantomeno i nomi degli atleti partecipanti. Era una kermesse circense-culinaria. Ulteriore prova è costituita dal primo punto: le maglie della Lazio non avevano alcun colore.
-   Fino al 1905 nella carta da lettere sociale non c'è alcuna aquila e nel diploma sociale, in possesso di LazioWiki, consegnato ad un podista vittorioso in una gara del 1902 non appare il fiero volatile. Tanto meno ci sono reperti fotografici con il simbolo aquilino.
-   Il motto sallustiano resta un mistero (ma stiamo indagando). Non si ha notizia di un motto sicuramente fino al 1910-1911. Presumiamo che esso apparve nel primo dopoguerra. Per altro il motto non è affatto un'idea laziale: è il motto di numerose associazioni nordeuropee e dell'università di Cambridge, ad esempio.
Direte, ma quarda 'sto scemo che ci distrugge il mito! No, calma.
Se è vero che aquila, colori, motto, olimpiadi sono elementi gratificanti e romantici per ogni Laziale, è certamente più appagante qualcosa sotteso alla fondazione.
Fat dice, ragionevolmente, che la Lazio nasce in Prati. Quindi fuori del centro antico di Roma, proiettata quindi verso un quartiere che il Viviani, seguendo la volontà politica dell'allora governo, avrebbe dovuto realizzare come la proiezione verso la modernità di un'espansione già patrimonio di Parigi, Londra, Berlino ecc. Non è così. La Lazio nasce sul Tevere, asse della città storica, flusso psicologico e memento antichissimo. Già negli ultimi due decenni del XIX secolo, il Tevere diviene un elemento di libertà, liberazione, creatività, gioia di vivere. Chi frequenta le sue acque e le sue sponde? Aristocratici non neri, ricchi borghesi insoddisfatti, omosessuali raffinati, artisti visionari, bizzarri scrittori emarginati, studenti squattrinati, strilloni di giornali, edili, macellai, modesti artigiani. Essi, quotidianamente, entrano vestiti nei canneti con i loro abiti diseguali per qualità, ma quando rimangono in mutande sono tutti uguali. Le classi si parificano, non ci sono differenze sociali. Nascono amicizie tra lo strillone e lo scrittore, si organizzano giochi, si canta, si recita, si mangia insieme con il tovagliolo appoggiato sull'acqua. Si scandalizzano i benpensanti affacciati sui ponti (abbiamo tante foto di nostri fondatori con le virtù in bella vista), non ci sono vincoli morali né leggi opprimenti. Si cerca l'elan vital bergsoniano, il ritorno matissiano ad un mondo primordiale incorrotto. Si creano i Rari Nantes, i [...] (quasi tutti protolaziali), la Romana Nuoto, i Bagni Talacchi (erano macellai). E che c'è di più bello del fatto che i nostri fondatori e pionieri siano partecipi di questo mondo impregnato di libertà? Altro che l'aquila e il biancoceleste! Nel 1901 i nostri giovani fiumaroli, ricordiamolo, siamo una società fiumarola, partecipano ai "Ludi al secolo nascente" una manifestazione positivista antioscurantista. Pazzi scatenati che eleggono il primo presidente sociale, Pedercini, perché fu l'unico a saltare con un balzo su un carro pieno di fieno. Tra l'altro Pedercini scoprì da solo l'emissario del lago di Nemi che gli archeologi cercavano da secoli.
Non vi basta sapere che erano dei libertari anticonformisti? Va bene. Nel secondo statuto sociale c'è scritto che la Lazio persegue la cura del corpo tramite attività atletiche varie. Anche gli altri statuti coevi di altre società affermavano la stessa cosa. Ma la Lazio aggiunge qualcosa di eccezionale: la cura del corpo non disgiunta dalla cultura, dalla conoscenza. Chi più moderni i loro? E' la sintesi della visione dell'uomo greco e poi, in parte, di quello romano. Se volessimo tornare alle olimpiadi antiche si potrebbe dire che sì che è vera la questione dello spirito olimpico delle nostre origini, ma è una posizione quasi spontanea nei comportamenti e non connessa con la stupidaggine dei colori della bandiera ellenica. Quando nel 1903 la Lazio passava una gravissima crisi finanziaria, I Bigiarelli se ne erano andati in Belgio, altri se ne andarono fondando la Virtus, il povero Tito Masini, Dio lo benedica sempre, si mise alla ricerca disperata di un presidente affidabile e prestigioso, si rivolse a Fortunato Ballerini, uomo di sport e segretario della Federazione di Ginnastica. Questi ci pensò un po' e poi rifiutò. Voleva approfondire. Nel frattempo de Coubertin gli scrisse per proporgli di organizzare le olimpiadi a Roma nel 1908. Ballerini si alleprò e leggendo lo statuto laziale pensò che la Nostra potesse essere un laboratorio di sport e cultura come nel più puro spirito olimpico. Accettò nel 1904 la presidenza e fu lui che scelse il biancoceleste e l'aquila, non ad ali spiegate, come colori e simbolo. Da buon massone, la tomba è stata scoperta da LW un paio d'anni fa ed è decorata con la simbologia massonica, vide nella bellezza del corpo e nella pratica della conoscenza, i pioli essenziali di quella scala che conduce alla purificazione. Con lui la lazio ebbe 16 anni di splendore: i soci arrivarono a diverse migliaia, la sede di via Veneto si popolò di premi Nobel, musicisti, cantanti lirici, pedagoghi, benefattori, archeologi di fama, letterati, poeti, scienziati. Divenne il centro culturale più importante di Roma. Nel frattempo i soci si esibivano nel football, nella scherma, nel nuoto, nel podismo. Si vinceva tanto e si apprezzavano le voci migliori della cultura contemporanea. Ballerini creò la Lazio che conosciamo. Senza di lui non staremmo su questo forum e venerdì non giocheremmo con il Lecce. E guardate che questo spiritaccio non è scomparso. Il portato balleriniano è arrivato fino ad oggi. Cosa persegue la Lazio Generale, perché si è creata la Fondazione Lazio? E il Terzo Pilastro? E la Multisport di cui la Lazio è il vertice in Europa? Retaggi di quei tempi. Ovviamente convitata di pietra la Sezione calcio che non ha capito tante cose.
Alla luce di quanto detto mi posso sentire un po' più in alto dei cugini? Dei loro ridicoli SPQR. Dei colori del'Imbero. Delle cialtronate eterodirette? Di Ferdinando e dei Texani? Loro non hanno questo pregresso. I loro dirigenti attuali ce lo hanno confessato apertamente che ci invidiano.
Sì, se loro sono un popolo, io proclamo il mio essere elitario.

Varie: Vaccaro non fu un fascista tuttodiunpezzo. Fu un fascista moderato. Quando nel 1945 fi recluso a Coltano, vi rimase poco perché non autore di nefandezze e violenze. Era soprattutto un uomo di sport. Quando nel 1936 si dovevano scegliere gli atleti italiani per le olimpiadi di Berlino, si impose e pretese la partecipazione del ginnasta Egidio Armelloni, comunista dichiarato e che in quanto tale aveva scontato due anni di carcere duro.
Nel 1927 Vaccaro era molto d'accordo nel fare la fusione. Lo riteneva utile. Quello che non accettò fu il nome e i colori proposti (per fortuna).
Il nome <<Lazio>>. Ma come non si sa perché lo abbiamo adottato? Lo dice Ballerini nel discorso di Commiato dopo 16 anni di presidenza, riportato nel giornale ufficiale "Lazio" del 20 febbraio 1922 che recita: "(Il nome Lazio) come auspicio a conoscere il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono".
Anche questo documento ce l'ha solo LazioWiki.
Consigli per gli acquisti. Ricordate che indico due testi di LW non per guadagnare. LW con i proventi delle vendite ci paga il server (non abbiamo introiti esterni e ci autofinanziamo con quanto esce dalle nostre tasche) e ciò che avanza va in beneficenza certificata. Li indico perché illuminanti e scientificamente inattaccabili. I vertici della Generale credono a ciò che scriviamo e intendono modificare qualcosa dello statuto. Che i fondatori fossero 15 e non 9 è già passato, ad esempio!
"Società Podistica <<Lazio>>. Ideali sportivi, olimpici, unitari, romani e biancocelesti". Autore Marco Impiglia, è Laziale statene certi. 520 pagine di documenti inediti e di scritti che spiegano nel dettaglio i primi 26 anni di Lazio. Purtroppo è stato tirato in sole 100 copie firmate e numerate ed è introvabile. Però chissà.
"Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di piazza della Libertà". E' uno dei testi della collana "I libri di LazioWiki" (anche quello di Impiglia lo è). In questo volume, anch'esso denso di materiale inedito, si tratta dei luoghi della Lazio dei Fondatori e dei Pionieri. Il traghetto del leggendario Toto er Bigio e la sua foto inedita, il Pippanera con l'individuazione del gestore, piazza della Libertà, la casina superstite della vecchia stazione ferroviaria, la foto (inedita) della magica panchina e altro.
Scusate la lunghezza ed eventuali errori ortografici. Non ho riletto.

Il distillato di una nascita organica, di un vero movimento popolare.

L'antitesi delle merde.

Quintino

*
Lazionetter
* 1.204
Registrato
Eccomi. Grazie per le parole gentili.

Proverò a rispondere a tutto ciò che mi è stato chiesto. Lo faccio con piacere perché recuperare i valori originari è atto quanto mai necessario e potenzialmente ha una valenza usabile anche oggi. Debbo fare un'eccezione. Non posso rispondere alle domande di Precisione. Esse toccano nervi scoperti e dolenti e io potrei dare informazioni solo in privato e solo se Precisione mi garantisse, con senso dell'onore, di non aver rapporti con le controparti. La precisazione non riguarda LW, che non ha nulla da farsi perdonare, ma i soggetti da lui citati. Gli posso dire, comunque, che LW è organo storiografico ufficiale della S.S. Generale come è riscontrabile nel sito ufficiale di quest'ultima, al pari del Centro Studi Lazio 1900. Inoltre nessuno dei due enti di ricerca ha riscontri ufficiali con la S.S. Lazio Calcio.
Posso rispondere però alla sua quarta domanda in cui chiede se la Lazio è biancazzurra o biancoceleste. Il mondo è pieno di buontemponi e spesso, non volendolo, bisogna farci i conti. Sebbene sia una questione di lana caprina per qualcuno essa ha assunto un'importanza capitale. Porto solo tre motivazioni incontrovertibili (ma ce ne sarebbero altre cento):
-Il racconto fatto da Ancherani (v. qui sotto) che parla di tessuto bianco e celeste. E' una fonte diretta. Lui c'era.
- la cronaca de Il Messaggero sulla consegna della bandiera ufficiale a Ballerini (1904): bandiera a strisce bianche e celesti.
- L'ultima frase del già citato discorso di commiato di Ballerini. E' vero che è del 1922, ma lui bazzicava la Lazio dal 1900 e conosceva bene i fondatori. Copio dal giornale ufficiale sociale Lazio: "Il motto che ci guida (omissis) sia sempre presente a voi e il biancoceleste che segna meravigliosi orizzonti nei quali sventola il nostro vessillo, vi conduca per la fatidica via che la gloria vi ha tracciato".
Poi ci sarebbero un po' di statuti di vari anni che stabiliscono che i colori sono il bianco e il celeste, soprattutto quello del 1923, e poi l'ultimo di qualche anno fa che ribadisce l'adozione di tali colori. Non si azzardi nessuno a chiedere dei colori sociali a Buccioni. Lo vedreste trasfigurarsi, i canini diventano lunghi e appuntiti e stranamente vi guarderebbe il collo.

Adler Nest: Però adesso chiedo: noi festeggiamo la fondazione nel 1900 di una società podistica. Quando si ha traccia della sezione calcio e della prima partita?
1902? Oppure 1900?
È giusto considerare la data del 1900 se il calcio viene dopo (se)?
Si parla di prima partita a luglio 1901.

Sì, è giusto. Tra le tantissime società sportive italiane che hanno prima praticato altri sport e poi il calcio, tutte, senza eccezioni, mettono come anno di fondazione la creazione del sodalizio. Del resto la Lazio è una polisportiva nata nel 1900 e il calcio è una delle sezioni nate successivamente. Su ogni documento antico, sul giornale ufficiale, c'è scritto "S.P. Lazio fondata il 9 gennaio 1900". Mettiamoci in testa che ancor oggi il presidente della Lazio è Antonio Buccioni. Claudio Lotito è il presidente di una sezione, quella del calcio. La prima partita ufficiale della Lazio si svolge a Roma il 15 maggio 1904. Vinciamo per 3 a 0 contro la Virtus. L'ho già scritto ieri sera, la partita del 1901 è calcio ginnastico: palla prigioniera fatta con i piedi e statica.

Rispondo a Kurt e a Gulp sul perché Ballerini scelse il biancoceleste. Ieri sera ho accennato alla tradizione fiumarola dei colori bianco e celeste. Si potrebbe anche pensare che il presidente abbia voluto anche dare forza ad una scelta fatta dalla squadra di calcio che giocò la partita del maggio 1904 succitata ma, avviso ai naviganti, potreste restare ancora più delusi. Racconta Ancherani, che giocò quel match, negli anni '60 (mi pare) che le cose andarono come segue. E' quasi testuale "Noi c'avevamo da giocà co' quelli daa Virtus. Loro c'avevano belle maje tutte uguali, noi c'avevamo le canotte bianche. Sta cosa me disturbava e allora il giorno prima annai ar mercatino a comprà du pezzi de stoffa. Comprai quarche metro de tessuto bianco e quarche metro de tessuto celeste. Scersi quei colori pe' prima cosa perché costavano poco e poi perché me sembrarono eleganti e distinti. Era flanella pe' camicie. Feci lavorà mi madre e mi sorella tutta la notte e er giorno dopo ognuno de noi c'aveva una bella maja a inquarti bianca e celeste.*" Io penso, confortato dal parere di altri storici, che a Ballerini questa cosa ha fatto gioco. Lui aveva scelto il biancoceleste fluviale per tradizione e poi, visto che sapeva che poco tempo prima il Calcio aveva giocato con quelle tinte, non gli sembrò vero di accontentare pure gli emergenti fubballisti. Meglio non indagare sui significati massonici del bianco e del celeste, sennò non se ne esce più.
•  Le foto della partita in effetti mostrano una maglia a inquarti probabilmente (le foto sono in bianco e nero) bianca e celeste.

DajeLazioMia e Geddie. Il "Roma" sulle maglie e lo stemma con il 1915.
Arrivò un amichevole consiglio dal Comune di soprassedere. Ricordare che la potentissima "Ginnastica Roma" veniva chiamata sempre "la Roma" e quindi onde evitare equivoci...
Cesio. La questione che poni sulla presenza di uno scudetto probabilmente azzurro o turchino sulle maglie di alcuni podisti laziali nel 1901/1902, prima quindi dell'avvento di Ballerini, e che smentirebbe la scelta balleriniana dei colori, si basa su un clamoroso errore fatto dai ragazzi del Museo delle maglie. Quella foto che alleghi non è del 1901/1902 ma è addirittura del 1906. Motivo questa data: i podisti sono in posa davanti la Casina dell'Uccelliera. In tale sede la Lazio entrò nel 1906, non nel 1901. Inoltre, uno dei podisti è Bitetti, mi pare l'ultimo a destra. Egli è nato nel 1886. Può essere quell'atleta un ragazzino di 15 anni dando per buono che la foto è del 1901? Più realistico che sia un uomo di circa 20 anni e ciò riconferma che la foto è del 1906. Ancora una prova. La foto è pubblicata su una rivista sportiva di cui ora mi sfugge il nome. L'anno della rivista è il 1906. Seghettini afferma di essere stato socio del Racing Club de Paris. L'attuale vicepresidente del Club ha spulciato, su nostra richiesta, tutti i nomi dei soci dalla fondazione ad oggi. Seghettini non l'ha trovato.

Credo sia tutto. Se ho dimenticato di dare qualche risposta, segnalatemelo.

Per chi ha tempo e voglia di leggere vi linko due pezzi di LW che affrontano alcuni dei temi trattati:
https://www.laziowiki.org/wiki/L%27aquila_e_la_Lazio
https://www.laziowiki.org/wiki/I_Rari_Nantes_e_i_Pionieri_Laziali

DajeLazioMia

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 61.743
Registrato
Grazie.

"Arrivò un amichevole consiglio dal Comune di soprassedere. Ricordare che la potentissima "Ginnastica Roma" veniva chiamata sempre "la Roma" e quindi onde evitare equivoci..."

Non è che mi piaccia molto questa cosa. Prima i consigli, poi l'usurpazione forzata dopo il 27.

Non perché tocca identificarsi con qualcosa, ma anche non poter scrivere il nome della città di cui siamo la prima squadra è assurdo.

Comunque ok. Grazie  :beer:



Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Cesio

*
Lazionetter
* 17.904
Registrato
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 12:39
Eccomi. Grazie per le parole gentili.

Proverò a rispondere a tutto ciò che mi è stato chiesto. Lo faccio con piacere perché recuperare i valori originari è atto quanto mai necessario e potenzialmente ha una valenza usabile anche oggi. Debbo fare un'eccezione. Non posso rispondere alle domande di Precisione. Esse toccano nervi scoperti e dolenti e io potrei dare informazioni solo in privato e solo se Precisione mi garantisse, con senso dell'onore, di non aver rapporti con le controparti. La precisazione non riguarda LW, che non ha nulla da farsi perdonare, ma i soggetti da lui citati. Gli posso dire, comunque, che LW è organo storiografico ufficiale della S.S. Generale come è riscontrabile nel sito ufficiale di quest'ultima, al pari del Centro Studi Lazio 1900. Inoltre nessuno dei due enti di ricerca ha riscontri ufficiali con la S.S. Lazio Calcio.
Posso rispondere però alla sua quarta domanda in cui chiede se la Lazio è biancazzurra o biancoceleste. Il mondo è pieno di buontemponi e spesso, non volendolo, bisogna farci i conti. Sebbene sia una questione di lana caprina per qualcuno essa ha assunto un'importanza capitale. Porto solo tre motivazioni incontrovertibili (ma ce ne sarebbero altre cento):
-Il racconto fatto da Ancherani (v. qui sotto) che parla di tessuto bianco e celeste. E' una fonte diretta. Lui c'era.
- la cronaca de Il Messaggero sulla consegna della bandiera ufficiale a Ballerini (1904): bandiera a strisce bianche e celesti.
- L'ultima frase del già citato discorso di commiato di Ballerini. E' vero che è del 1922, ma lui bazzicava la Lazio dal 1900 e conosceva bene i fondatori. Copio dal giornale ufficiale sociale Lazio: "Il motto che ci guida (omissis) sia sempre presente a voi e il biancoceleste che segna meravigliosi orizzonti nei quali sventola il nostro vessillo, vi conduca per la fatidica via che la gloria vi ha tracciato".
Poi ci sarebbero un po' di statuti di vari anni che stabiliscono che i colori sono il bianco e il celeste, soprattutto quello del 1923, e poi l'ultimo di qualche anno fa che ribadisce l'adozione di tali colori. Non si azzardi nessuno a chiedere dei colori sociali a Buccioni. Lo vedreste trasfigurarsi, i canini diventano lunghi e appuntiti e stranamente vi guarderebbe il collo.

Adler Nest: Però adesso chiedo: noi festeggiamo la fondazione nel 1900 di una società podistica. Quando si ha traccia della sezione calcio e della prima partita?
1902? Oppure 1900?
È giusto considerare la data del 1900 se il calcio viene dopo (se)?
Si parla di prima partita a luglio 1901.

Sì, è giusto. Tra le tantissime società sportive italiane che hanno prima praticato altri sport e poi il calcio, tutte, senza eccezioni, mettono come anno di fondazione la creazione del sodalizio. Del resto la Lazio è una polisportiva nata nel 1900 e il calcio è una delle sezioni nate successivamente. Su ogni documento antico, sul giornale ufficiale, c'è scritto "S.P. Lazio fondata il 9 gennaio 1900". Mettiamoci in testa che ancor oggi il presidente della Lazio è Antonio Buccioni. Claudio Lotito è il presidente di una sezione, quella del calcio. La prima partita ufficiale della Lazio si svolge a Roma il 15 maggio 1904. Vinciamo per 3 a 0 contro la Virtus. L'ho già scritto ieri sera, la partita del 1901 è calcio ginnastico: palla prigioniera fatta con i piedi e statica.

Rispondo a Kurt e a Gulp sul perché Ballerini scelse il biancoceleste. Ieri sera ho accennato alla tradizione fiumarola dei colori bianco e celeste. Si potrebbe anche pensare che il presidente abbia voluto anche dare forza ad una scelta fatta dalla squadra di calcio che giocò la partita del maggio 1904 succitata ma, avviso ai naviganti, potreste restare ancora più delusi. Racconta Ancherani, che giocò quel match, negli anni '60 (mi pare) che le cose andarono come segue. E' quasi testuale "Noi c'avevamo da giocà co' quelli daa Virtus. Loro c'avevano belle maje tutte uguali, noi c'avevamo le canotte bianche. Sta cosa me disturbava e allora il giorno prima annai ar mercatino a comprà du pezzi de stoffa. Comprai quarche metro de tessuto bianco e quarche metro de tessuto celeste. Scersi quei colori pe' prima cosa perché costavano poco e poi perché me sembrarono eleganti e distinti. Era flanella pe' camicie. Feci lavorà mi madre e mi sorella tutta la notte e er giorno dopo ognuno de noi c'aveva una bella maja a inquarti bianca e celeste.*" Io penso, confortato dal parere di altri storici, che a Ballerini questa cosa ha fatto gioco. Lui aveva scelto il biancoceleste fluviale per tradizione e poi, visto che sapeva che poco tempo prima il Calcio aveva giocato con quelle tinte, non gli sembrò vero di accontentare pure gli emergenti fubballisti. Meglio non indagare sui significati massonici del bianco e del celeste, sennò non se ne esce più.
•  Le foto della partita in effetti mostrano una maglia a inquarti probabilmente (le foto sono in bianco e nero) bianca e celeste.

DajeLazioMia e Geddie. Il "Roma" sulle maglie e lo stemma con il 1915.
Arrivò un amichevole consiglio dal Comune di soprassedere. Ricordare che la potentissima "Ginnastica Roma" veniva chiamata sempre "la Roma" e quindi onde evitare equivoci...
Cesio. La questione che poni sulla presenza di uno scudetto probabilmente azzurro o turchino sulle maglie di alcuni podisti laziali nel 1901/1902, prima quindi dell'avvento di Ballerini, e che smentirebbe la scelta balleriniana dei colori, si basa su un clamoroso errore fatto dai ragazzi del Museo delle maglie. Quella foto che alleghi non è del 1901/1902 ma è addirittura del 1906. Motivo questa data: i podisti sono in posa davanti la Casina dell'Uccelliera. In tale sede la Lazio entrò nel 1906, non nel 1901. Inoltre, uno dei podisti è Bitetti, mi pare l'ultimo a destra. Egli è nato nel 1886. Può essere quell'atleta un ragazzino di 15 anni dando per buono che la foto è del 1901? Più realistico che sia un uomo di circa 20 anni e ciò riconferma che la foto è del 1906. Ancora una prova. La foto è pubblicata su una rivista sportiva di cui ora mi sfugge il nome. L'anno della rivista è il 1906. Seghettini afferma di essere stato socio del Racing Club de Paris. L'attuale vicepresidente del Club ha spulciato, su nostra richiesta, tutti i nomi dei soci dalla fondazione ad oggi. Seghettini non l'ha trovato.

Credo sia tutto. Se ho dimenticato di dare qualche risposta, segnalatemelo.

Per chi ha tempo e voglia di leggere vi linko due pezzi di LW che affrontano alcuni dei temi trattati:
https://www.laziowiki.org/wiki/L%27aquila_e_la_Lazio
https://www.laziowiki.org/wiki/I_Rari_Nantes_e_i_Pionieri_Laziali

Grazie per le  informazioni con dovizia di particolari. Dunque l'aneddoto di Pennacchia su Seghettini che portò il primo pallone da calcio nella sede a via Valadier non è vera

FatDanny

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.060
Registrato
i post di Quintino spiegano nel merito e nel concreto tutto quel che si perderebbe a  far riferimento a Roma semplicemente attraverso i suoi stereotipi: il  gladiatore, SPQR, il Colosseo, la lupa capitolina.

Questa non è neppure Roma, ma il suo stereotipo.
Sarebbe come dire "rappresentiamo l'Italia, ho un'idea sul simbolo... Pizza e mandolino!"
Questo sono loro, lo stereotipo di Roma.
Possiamo mai rincorrerli su sta roba? Lo chiedo, perché guardate che il rischio c'è, laddove ci si lasci prendere dalla loro operazione e da una narrazione superficiale della nostra città.
Perché di Roma, di cui la stragrande popolazione è recente e immigrata, come si è  perso il dialetto si  è persa la storia. E a restare come segni identitari sono gli elementi più riconoscibili, ma che proprio per questo sono anche i più banali. Lo stereotipo.

Noi scegliemmo  di non "Essere Roma", perché non serve. Già lo siamo con quel che siamo.
Lo siamo attraverso la storia della Lazio, non serve altro.
Come a me non serve la maestà del colosseo né la santità del cuppolone ostentata su una maglietta o un tatuaggio per  dirmi romano.
Lo dice la mia storia fin dalla  nascita.
Questa è la differenza. Se pure noi finiamo nello stereotipo cancelliamo questa storia particolare, unica, a favore del souvenir omologato.
Che SICURAMENTE è più riconoscibile dal turista statunitense, sicuramente è più facile da "interpretare" e far proprio, ma pure sti grandissimi cazzi. Facessero pure i festeggiamenti del luogo comune romano a reti unificate di cui anche il milanese può compiacersi "riconoscendo" il folklore capitolino per come lui lo immagina, non me ne fotte proprio perché io sono orgogliosamente altro.


L'unica cosa su cui non sono d'accordo con Quintino è la  questione dell'elitarismo.
Che facilmente rischia di tradursi con "io rappresento meglio Roma del bangla trasferito da  qualche anno" di cui parlava guido 59
ecco, io invece non cadrei in questo. Sarebbe un autogol.

In primis perché io non sono così convinto che, come diceva Guido, lui siccome è nato  da uno di Porta Pia che parlava coi garibaldini, rappresenti meglio Roma del suddetto dal  bangladesh che sta a piazza dei Mirti con  la maglia di Totti.
In realtà è l'opposto: rappresenta Roma molto meglio lui. Ma nettamente. Almeno  la Roma contemporanea. Roma nel XX secolo è stata stravolta e la Roma contemporanea con quella  della breccia c'entra davvero molto poco. Per non dire niente.
Roma ha avuto  una gigantesca immigrazione  interna per lavorare nei ministeri, si è moltiplicata come estensione e quartieri, le borgate sono prima nate distinte e poi sono state inglobate da una città che ha mutato completamente aspetto e connotati.
Ripeto, il fatto che Roma non abbia oggi un  vero e proprio dialetto la dice lunga.
Dunque, a me il discorso dell'elite rispetto alla massa non convince. Perché rischia di essere davvero il discorso dello scozzese in quella  che (ormai) è  terra inglese.
Mi convince molto di più il discorso di una popolarità altra, che si conserva sotto la superficie e che, seppur  sotto traccia, continua  a vivere e si ritrova in tanti piccoli particolari  sparsi nella città  di oggi.
Come  i laziali.

italicbold

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 45.288
Registrato
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 12:39[...] L'attuale vicepresidente del Club ha spulciato, su nostra richiesta, tutti i nomi dei soci dalla fondazione ad oggi. Seghettini non l'ha trovato.[...]

E' una questione di lana caprina, e veramente grazie per tutte le informazioni e per l'immenso lavoro.
Ma chi è andato a spulciare negli archivi del Racing per cercare la presenza di Seghettini, nel mio piccolo e infimo, so stato io...
;))

Quintino

*
Lazionetter
* 1.204
Registrato
La cosa avvenne davvero. Seghettini arrivò in sede con il pallone. Le fonti concordano tutte. Ciò che si mette in dubbio è la sua appartenenza al Racing.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Fat, a me va bene tutto e in teoria hai ragione al 1000%.
Ma se certe scelte di non allineamento agli stereotipi di facile digestione dal mercato dovessero, un giorno, risultare nella totale dissociazione della Lazio da Roma nell'immaginario collettivo, nella narrativa dei media, nella percezione globale, allora anche no.

Molto bella l'autosufficienza, l'autoconvinzione, l'auto assegnazione (attraverso una storia che conosciamo solo noi) di uno status. Lo dico senza alcuna ironia.
Ma bisogna sta Lee attenti che questi ce cacciano (uso termini grezzi e decisamente non sofisticati, esagero, per motivi di tempo, ma spero che il senso sia chiaro).

Quintino

*
Lazionetter
* 1.204
Registrato
Sì, lo so italicbold. Me lo disse tuo fratello. Grazie.
Ma tempo prima, ad una riunione della Multisport a Roma, c'era il vicepresidente del Racing e fu Eichberg a chiedergli di fare questa ricerca.

Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.597
Registrato
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 12:39
Eccomi. Grazie per le parole gentili.

Proverò a rispondere a tutto ciò che mi è stato chiesto. Lo faccio con piacere perché recuperare i valori originari è atto quanto mai necessario e potenzialmente ha una valenza usabile anche oggi. Debbo fare un'eccezione. Non posso rispondere alle domande di Precisione. Esse toccano nervi scoperti e dolenti e io potrei dare informazioni solo in privato e solo se Precisione mi garantisse, con senso dell'onore, di non aver rapporti con le controparti. La precisazione non riguarda LW, che non ha nulla da farsi perdonare, ma i soggetti da lui citati. Gli posso dire, comunque, che LW è organo storiografico ufficiale della S.S. Generale come è riscontrabile nel sito ufficiale di quest'ultima, al pari del Centro Studi Lazio 1900. Inoltre nessuno dei due enti di ricerca ha riscontri ufficiali con la S.S. Lazio Calcio.
Posso rispondere però alla sua quarta domanda in cui chiede se la Lazio è biancazzurra o biancoceleste. Il mondo è pieno di buontemponi e spesso, non volendolo, bisogna farci i conti. Sebbene sia una questione di lana caprina per qualcuno essa ha assunto un'importanza capitale. Porto solo tre motivazioni incontrovertibili (ma ce ne sarebbero altre cento):
-Il racconto fatto da Ancherani (v. qui sotto) che parla di tessuto bianco e celeste. E' una fonte diretta. Lui c'era.
- la cronaca de Il Messaggero sulla consegna della bandiera ufficiale a Ballerini (1904): bandiera a strisce bianche e celesti.
- L'ultima frase del già citato discorso di commiato di Ballerini. E' vero che è del 1922, ma lui bazzicava la Lazio dal 1900 e conosceva bene i fondatori. Copio dal giornale ufficiale sociale Lazio: "Il motto che ci guida (omissis) sia sempre presente a voi e il biancoceleste che segna meravigliosi orizzonti nei quali sventola il nostro vessillo, vi conduca per la fatidica via che la gloria vi ha tracciato".
Poi ci sarebbero un po' di statuti di vari anni che stabiliscono che i colori sono il bianco e il celeste, soprattutto quello del 1923, e poi l'ultimo di qualche anno fa che ribadisce l'adozione di tali colori. Non si azzardi nessuno a chiedere dei colori sociali a Buccioni. Lo vedreste trasfigurarsi, i canini diventano lunghi e appuntiti e stranamente vi guarderebbe il collo.

Adler Nest: Però adesso chiedo: noi festeggiamo la fondazione nel 1900 di una società podistica. Quando si ha traccia della sezione calcio e della prima partita?
1902? Oppure 1900?
È giusto considerare la data del 1900 se il calcio viene dopo (se)?
Si parla di prima partita a luglio 1901.

Sì, è giusto. Tra le tantissime società sportive italiane che hanno prima praticato altri sport e poi il calcio, tutte, senza eccezioni, mettono come anno di fondazione la creazione del sodalizio. Del resto la Lazio è una polisportiva nata nel 1900 e il calcio è una delle sezioni nate successivamente. Su ogni documento antico, sul giornale ufficiale, c'è scritto "S.P. Lazio fondata il 9 gennaio 1900". Mettiamoci in testa che ancor oggi il presidente della Lazio è Antonio Buccioni. Claudio Lotito è il presidente di una sezione, quella del calcio. La prima partita ufficiale della Lazio si svolge a Roma il 15 maggio 1904. Vinciamo per 3 a 0 contro la Virtus. L'ho già scritto ieri sera, la partita del 1901 è calcio ginnastico: palla prigioniera fatta con i piedi e statica.

Rispondo a Kurt e a Gulp sul perché Ballerini scelse il biancoceleste. Ieri sera ho accennato alla tradizione fiumarola dei colori bianco e celeste. Si potrebbe anche pensare che il presidente abbia voluto anche dare forza ad una scelta fatta dalla squadra di calcio che giocò la partita del maggio 1904 succitata ma, avviso ai naviganti, potreste restare ancora più delusi. Racconta Ancherani, che giocò quel match, negli anni '60 (mi pare) che le cose andarono come segue. E' quasi testuale "Noi c'avevamo da giocà co' quelli daa Virtus. Loro c'avevano belle maje tutte uguali, noi c'avevamo le canotte bianche. Sta cosa me disturbava e allora il giorno prima annai ar mercatino a comprà du pezzi de stoffa. Comprai quarche metro de tessuto bianco e quarche metro de tessuto celeste. Scersi quei colori pe' prima cosa perché costavano poco e poi perché me sembrarono eleganti e distinti. Era flanella pe' camicie. Feci lavorà mi madre e mi sorella tutta la notte e er giorno dopo ognuno de noi c'aveva una bella maja a inquarti bianca e celeste.*" Io penso, confortato dal parere di altri storici, che a Ballerini questa cosa ha fatto gioco. Lui aveva scelto il biancoceleste fluviale per tradizione e poi, visto che sapeva che poco tempo prima il Calcio aveva giocato con quelle tinte, non gli sembrò vero di accontentare pure gli emergenti fubballisti. Meglio non indagare sui significati massonici del bianco e del celeste, sennò non se ne esce più.
•  Le foto della partita in effetti mostrano una maglia a inquarti probabilmente (le foto sono in bianco e nero) bianca e celeste.

DajeLazioMia e Geddie. Il "Roma" sulle maglie e lo stemma con il 1915.
Arrivò un amichevole consiglio dal Comune di soprassedere. Ricordare che la potentissima "Ginnastica Roma" veniva chiamata sempre "la Roma" e quindi onde evitare equivoci...
Cesio. La questione che poni sulla presenza di uno scudetto probabilmente azzurro o turchino sulle maglie di alcuni podisti laziali nel 1901/1902, prima quindi dell'avvento di Ballerini, e che smentirebbe la scelta balleriniana dei colori, si basa su un clamoroso errore fatto dai ragazzi del Museo delle maglie. Quella foto che alleghi non è del 1901/1902 ma è addirittura del 1906. Motivo questa data: i podisti sono in posa davanti la Casina dell'Uccelliera. In tale sede la Lazio entrò nel 1906, non nel 1901. Inoltre, uno dei podisti è Bitetti, mi pare l'ultimo a destra. Egli è nato nel 1886. Può essere quell'atleta un ragazzino di 15 anni dando per buono che la foto è del 1901? Più realistico che sia un uomo di circa 20 anni e ciò riconferma che la foto è del 1906. Ancora una prova. La foto è pubblicata su una rivista sportiva di cui ora mi sfugge il nome. L'anno della rivista è il 1906. Seghettini afferma di essere stato socio del Racing Club de Paris. L'attuale vicepresidente del Club ha spulciato, su nostra richiesta, tutti i nomi dei soci dalla fondazione ad oggi. Seghettini non l'ha trovato.

Credo sia tutto. Se ho dimenticato di dare qualche risposta, segnalatemelo.

Per chi ha tempo e voglia di leggere vi linko due pezzi di LW che affrontano alcuni dei temi trattati:
https://www.laziowiki.org/wiki/L%27aquila_e_la_Lazio
https://www.laziowiki.org/wiki/I_Rari_Nantes_e_i_Pionieri_Laziali
Io a uno come te lo farei Presidente Onorario della Lazio.
Con ufficio a Formello così , ancora per poco, se ti incrocia Sergej poi ti devono fare la statua in memoria....
:=))
Grazie che belle pagine che ci hai regalato e che bel topic che ne è uscito fuori!

Precisione

*
Lazionetter
* 3.887
Registrato
Grazie Quintino per la risposta sul "biancoceleste/biancoazzurro".

Sulle altre domande inevase, vabbè me le racconterai a voce un giorno che dovessimo incontrarci.


Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Fischietto

*
Lazionetter
* 2.985
Registrato
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 13:14
La cosa avvenne davvero. Seghettini arrivò in sede con il pallone. Le fonti concordano tutte. Ciò che si mette in dubbio è la sua appartenenza al Racing.

Ma Italicbold é il vice-presidente del Racing?
E Seghettini era un... cazzaro?
:))

Eroche..siusta

*
Lazionetter
* 1.649
Registrato
che poi, io questa forte connotazione romana di inquelli manco la vedo, il voler far passare il concetto che loro soleredidellimperoao!

ercolosseoercircomassimo. se metti un milanese a vedere i romani disegnati nelle storie di asterix facile che gli venga in mente un romanista, quello si, insomma sono una caricatura, una parodia, quelli poi veramente le legnate le prendevano sempre, esattamente come inquelli.


Cesio

*
Lazionetter
* 17.904
Registrato
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 13:14
La cosa avvenne davvero. Seghettini arrivò in sede con il pallone. Le fonti concordano tutte. Ciò che si mette in dubbio è la sua appartenenza al Racing.

Perfetto, grazie  :beer:

Quintino

*
Lazionetter
* 1.204
Registrato

italicbold

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 45.288
Registrato
Citazione di: Quintino il 10 Mag 2023, 13:18
Sì, lo so italicbold. Me lo disse tuo fratello. Grazie.
Ma tempo prima, ad una riunione della Multisport a Roma, c'era il vicepresidente del Racing e fu Eichberg a chiedergli di fare questa ricerca.

Si, lo so. Volevo tirarmela un po', io sono molto piacione quando voglio...
:lol: :lol: :lol: ;))

Citazione di: Fischietto il 10 Mag 2023, 13:23
Ma Italicbold é il vice-presidente del Racing?
E Seghettini era un... cazzaro?
:))

Alla prima riunione della Multisport come rappresentante del racing ce stavo io. Una lunga storia.
Comunque no, non era un cazzaro e la storia del Racing è molto complessa. Seghettini, se non sbaglio era comunque mezzo francese. Qualche mese dopo questa ricerca, magari Quintino puo' dirlo molto meglio, fu ritrovata la tomba di Seghettini e la sua erede più diretta, la figlia della sorella, che ebbi al telefono un pomeriggio intero, non parlando lei italiano, a tranquillizzarla perché non capiva tutto questo interesse per la sua famiglia.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.177
Registrato
Citazione di: Tarallo il 10 Mag 2023, 13:16
Fat, a me va bene tutto e in teoria hai ragione al 1000%.
Ma se certe scelte di non allineamento agli stereotipi di facile digestione dal mercato dovessero, un giorno, risultare nella totale dissociazione della Lazio da Roma nell'immaginario collettivo, nella narrativa dei media, nella percezione globale, allora anche no.

Niente : per Fat o è bianco o è nero.
O sei il colosseo i gladiatori spqr etc etc oppure non se deve sapè che sei la prima squadra di Roma

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

DajeLazioMia

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 61.743
Registrato
Quoto Tarallo.

Qui non si parla di mettere un gladiatore al posto dell'aquila.
Ma di riaffermare alcuni concetti basilari declinandoli in base alla nostra storia e alla nostra sensibilità.

(già il fatto che il comune di Roma ci consigliò... Non va bene affatto).

La Lazio non è Roma. Ok.

Ma la Lazio è di Roma.

E se continuiamo così nel tempo, ma già ora è forte, il legame Lazio-Città di Roma potrebbe affievolirsi ulteriormente.


italicbold

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 45.288
Registrato
Ma non è vero, Fat non dice questo.
Ma davvero voi pensate che ce sta qualcuno al mondo che non sa che la Lazio gioca a Roma ?
All'estero, come avviene da noi quando si nominano squadre come il Betis, o anche lo stesso Bayern, si aggiunge la città di Roma alla Lazio. In Francia noi siamo la Lazio de Rome.
Quello che dice Fat, e sul quale sono d'accordo, è che alla fine il voler inseguire le merde su uno storytelling troppo incentrato sulla città ci vedrebbe, non solo perdenti in partenza, ma sarebbe anche un esercizio abbastanza sterile nel 2023.

Discussione precedente - Discussione successiva