Joe sei troppo duro.
Hai ragione quando riporti alla memoria il suo comportamento non esattamente in linea con le aspettative di un popolo ferito e sofferente che aveva bisogno di conforto, anche piccolo, anche formale.
Però considera due cose:
1) la protesta cavalcata dalla curva era soprattutto riferita al fatto che per il loro percorso di crescita e di appropriazione degli spazi cragnottiani in quel periodo di vacche grasse era inconcepibile che lui non avesse preso una pagina di giornale (Sic) per salutare gli irriducibili e la curva, magari con un bel saluto romano. Era una motivazione egoriferita che come al solito ha sfruttato l'onda del risentimento e della delusione dei tifosi. Meritava comunque un po' di comprensione della situazione, parlo delle motivazioni che hanno portato alla sua cessione;
2) andava in una società forte e molto aziendalista nel codice di comportamento dei dipendenti. Sarebbe stato impensabile che potesse presentarsi facendo sceneggiate o rimpiangendo il suo passato, era un acquisto top che doveva esaltare il pubblico e che doveva immediatamente calarsi nello "stile Milan". La sua faccia il giorno della presentazione, accanto a quella del bove sovreccitato di Galliani, spiegava tantissime cose, impossibili per lui da dire. Poi sulla sua carriera al Milan, sulle sue uscite poco felici contro la Lazio e altro posso anche essere d'accordo.
Ma sarebbe anche stato strano vedere un campione che stava diventando un uomo immagine del Milan che in quegli anni vinceva tutto stare ancora lì a piangere sul suo passato e sull'occasione mancata di diventare grande alla Lazio.
Lo sta facendo da "adulto", in un momento in cui avrebbe potuto tranquillamente fregarsene e citare solo la sua esperienza al Milan.
Per me è un bell'esempio di Lazialità, garbata e ragionata.