Citazione di: pasha il 07 Ago 2023, 01:54
Esatto! I giapponesi tendono a "traslitterare" tutto in base al loro sistema sillabico, fatto da un numero finito di sillabe, scegliendo quella (per loro) più simile quando manca una corrispondenza perfetta; ecco quindi che "Laura" lo pronunceranno "Raura" (ricordando che la loro "r" è molto morbida, quasi una via di mezzo tra "r" ed "l", e che la "u" è pronunciata "ü" oppure è spesso muta in finale di parola); "Carlo" diventerà "Karuro" e "Valentina" finirà per essere "Barentina". Quindi se siete in Giappone e e avete finito la carta igienica, non chiedete alla receptionist della "toilet paper" sforzandovi di tirar fuori un accento oxfordiano o 'mmericano; chiedete della "toiretto peepaa" e capiranno, LOL

Non riesco a trovare link diretti, ma leggendo varie discussioni, molti sostengono che ci siano studi che dimostrino come, anche volendo, a livello fonetico, non riescano proprio a pronunciare la lettera R (ed altre, suppongo) come facciamo noi.
Non è assolutamente il mio campo.. Ma se ho capito bene il discorso dovrebbe essere :
Avendo un sistema linguistico completamente diverso dal nostro, i suoni che emettono sono diversi da quelli che emettiamo noi. Da bambini quindi, imparano a modulare le corde vocali "a una certa maniera" 😅 per cui, una volta adulti, non riescono ad imparare il modo con il quale noi effettivamente parliamo.
Mi viene da pensare, per noi, alla difficoltà nel pronunciare la R Francese, il TH inglese, o alcune consonanti dei paesi dell'Est.
Se c'è qualche esperto del settore, mi scuso se gli ho fatto sanguinare gli occhi, o se ho detto cose non vere 🙏. Si accettano precisazioni!