Citazione di: JSV23 il 03 Set 2023, 01:27
Ranx, il problema di Tare per me era principalmente uno: ottimo intenditore di calcio e calciatori, mediocre architetto.
Per me questo difetto lo ha sempre avuto.
Pure Milinkovic, quando lo prese era l'ultimo giocatore che ci serviva in quel momento.
O Muriqi a 20 mln con Ciro, Correa e Caicedo in squadra, e Hoedt in prestito a "rinforzare" la difesa dove serviva un titolare.
Il mercato di quest'anno è stato lineare, logico.
Sono arrivati i giocatori che servivano nei ruoli scoperti.
Le uniche "mattate" le ha tentate Lotito con Lloris, Bonucci e Greenwood.
Anche le trattative mi sono parse più lineari, normali.
Ad esempio, per me, una trattativa come quella fatta per Rovella/Pellegrini con la Juventus, con Tare non l'avremmo mai fatta.
E pure Sow che è saltato, come succede a tutti, è stato indolore.
Senza comunicati o cascate dal pero.
Anzi, saltato lui, abbiamo preso Kamada, Rovella e Guendouzi.
Tare ha grandissimi meriti, è stato determinante in una precedente fase della Lazio.
Negli ultimi anni arrancava e le sue intuizioni erano sempre meno vincenti.
È stato giusto andare oltre e voltare pagina.
Per me è proprio come dici tu.
Salvo rarissime occasioni, l'obiettivo principale dei mercati di Tare è stato trovare il potenziale o i potenziali fuoriclasse. E se li trovava impegnava il budget si di loro, anche se in quel momento le esigenze per completare la rosa erano altre.
Milinkovic è l'operazione emblema, che peraltro bloccò il processo di crescita di quello che allora era il nostro giovane in rampa di lancio: Danilo Cataldi.
Ma anche l'acquisto di Luis Alberto (comprato per fare l'ala) e quello di Felipetto (comprato per sostituire Hernanes) rispondono a questa logica.
Oltreché ovviamente quelli degli ultimi due/tre anni.
Questo, per me, un po' per "fenomenite" personale di Tare, un po' perché la sua idea era che, con il budget a disposizione, l'unica possibilità di costruire una squadra per vincere era nel lungo periodo: nel senso che non avrebbe potuto costruire una rosa completa forte in due/tre sessioni di mercato, ma avrebbe potuto farlo in più sessioni, nelle quali avrebbe preso il meglio che si poteva, anche se nell'immediato le priorità erano altre.
E, si deve ammettere, è un logica che i risultati dell'ultimo decennio hanno premiato.
Il giocattolo, però, si è bloccato quando l'esigenza progettuale è cambiata.
Una cosa è dover costruire una squadra da zero o quasi e, quindi, ci sono certamente maggiori margini di flessibilità nel definire necessità e priorità nel tempo.
Altra cosa è avere una squadra ormai buona e con una sua identità e, allora, avere necessità di concentrare gli sforzi negli specifici innesti occorrenti a migliorare quella identità.
Ecco, in questo mi sembra che Tare sia mancato, incaponendosi nella vecchia gestione, utile nella prima fase di costruzione, ma pericolosamente azzardata nella seconda.
In più occorre aggiungere che, da quel che si può vedere dall'esterno, non deve avere un carattere facile e, all'interno della società, mi è sembrato spesso divisivo, quando non avrebbe dovuto esserlo.