Questo weekend abbiamo assistito a quattro quarti di finale, dove il risultato è stato in bilico fino all'ultimo e la tensione è sempre rimasta altissima. Il problema è che il livello è stato ben diverso.
Argentina-Galles, pur interessante per la tensione, è stata rugbisticamente una vera purga. Mi lascio andare e dico che l'Italia al posto di una delle due, non avrebbe sfigurato, anzi. Livello bassino. Tanta esperienza, con giocatori anche dal passato prestigioso, ma sul piano del gioco una vera iattura.
La partita più bella, quella che vale uno spot per il rugby, è stata secondo me quella tra Irlanda e Nuova Zelanda. Anche perché forse era inaspettata. Gli AllBlacks sono arrivati al mondiale con il morale sotto i tacchi e pochissima considerazione (anche se restano sempre gli All Blacks). Contro la Francia avevano dato segni di risveglio ma non avevano impensierito più di tanto i galletti. A noi ci hanno demolito e oltre alla nostra partita mediocre, forse, andrebbe aggiunto, tra le ragioni di quel risultato, anche il fatto che stavano affilando le armi ed erano al massimo della forma. La partita contro l'Irlanda, squadra che resta la più forte al mondo, è stata di una disperata bellezza. Ci sono state delle giocate al limite dell'assurdo, secondo me ci siamo avvicinati quasi alla perfezione. L'ultimo disperato attacco dei verdi, con l'acido lattico che ormai aveva inondato lo Stade de France, ha tenuto chiunque fosse davanti a uno schermo o sul suo seggiolino allo stadio, col fiato sospeso per un paio di minuti. La vittoria della Nuova Zelanda, secondo me, non toglie nulla all'Irlanda ma ci dice che i tutti neri restano l'espressione più meravigliosa di questo sport. Semmai, repetita iuvant, che il sorteggio dei gironi e del calendario, con tre anni di anticipo rispetto alla competizione, è una stortura assoluta che ha imposto alle migliori squadre al mondo di affrontarsi prima del lecito lasciando dei boulevard ad altre che, va detto, non arrivano alle caviglie. Anche Inghilterra-Fiji, seppure appassionante, non ha offerto un grande rugby. L'Inghilterra, come gli AB, restano un monumento di questo sport (so che non c'è nessun francese a leggere quindi lo posso dire, senno' mi toglierebbero il saluto...

), ma il loro rugby, in questo momento, è sparagnino, molto basato su una difesa a oltranza e poco propenso a offrire spettacolo. Farcito di vecchie volpi e con poco talento puro, lo stesso Smith tanto decantato non è poi cosi fenomenale secondo me, il XV della rosa ha riguadagnato solidità e, grazie a un calendario assurdo, ha potuto offrirsi una semifinale mondiale incontrando, come scogli più pericolosi, Giappone, Samoa e le Fiji che, pur in crescita, restano una squadra di secondo piano.
E poi c'è stata la partita di ieri sera. Qui, il fischio finale, mi ha ricordato l'ambiente che si respirava in Italia dopo la sequenza dei rigori di Italia-Argentina a Napoli nel mondiale del 90. Una delusione nazionale. Giornalisti e giocatori in lacrime. La chat dei miei (ex) compagni di rugby è un fiume di recriminazioni contro l'arbitro, contro le istanze mondiali, ma obiettivamente non penso che l'arbitro abbia avuto un ruolo. Magari si poteva andare a vedere, al video, se veramente Kolby, quando riesce a intercettare la trasformazione di Ramos, è partito nel momento giusto e non in anticipo. Nel momento è sembrato un dettaglio, ma quei due punti avrebbero trasformato la sconfitta in vittoria. Ma mi sembra aglietto. Come spesso accade nel rugby, il metro arbitrale cambia da partita a partita, ma ci sono stati episodi che avrebbero potuto essere interpretati diversamente per entrambe le squadre. La partita è stata comunque di un'intensità feroce, come spesso accade quando ci sono i sudafricani. Che, sono maestri nella gestione della tensione, hanno vinto tre volte la coppa Webb Ellis senza segnare mete in due finali su tre. Ieri invece è stata la prima volta che in una sfida a eliminazione diretta si segnavano 6 mete solo nel primo tempo. Mai successo prima. E' anche vero che ce ne sono state almeno 3 che sono arrivate su situazioni in cui una delle due squadre ha sfruttato intelligentemente un errore avversario. C'è stata meno qualità, rugbista, rispetto a Irlanda-Nuova Zelanda, ma lo spettacolo è stato comunque di altissimo livello. Io credo che il piccolo punto sia stato il risultato di una migliore qualità dei cambi del Sudafrica rispetto alla Francia. Dupont ha giocato, ma mi è sembrato evidente che con il passare dei minuti ha dovuto pagare dazio fisicamente. Nel secondo tempo il Sudafrica ha messo i campo i vecchi volponi come Pollard e De Klerk, campioni del mondo anche nel 2019, senza perdere troppo in qualità mentre la Francia, sempre ad altissimi livelli ha perso un po con le sostituzioni. Poi, è chiaro, quando si parla di un punto, sarebbe bastato un capello per portare il risultato dall'altra parte. Alla fine non so se ha vinto la squadra migliore solo perché non c'era una squadra migliore.
Ora ci sono le semifinali, da quello che si è visto non dovrebbero esserci storia per arrivare a una finale tra Sudafrica e Nuova Zelanda. Avrei avuto meno dubbi se l'Inghilterra affrontasse gli All Blacks invece del Sudafrica, perché forse la distanza era ridotta. Ma cosi mi sembrano due semifinali squilibrate. Restano due semifinali e quindi, comunque, ci sarà una carica emozionale che potrebbe mettere le ali a chiunque. Ma il pronostico, a me che li sbaglio spesso, sembra abbastanza evidente.