Non sono stato chiaro io.
Non parlavo di empatia per il ladro, parlavo di empatia verso tutte le altre situazioni dove non sei tu il protagonista, dove non puoi immaginare la dinamica, perché fuori dagli scenari che riesci ad immaginare. Magari tu sei convinto e anche in grado di provare una rabbia lucida, di uscire, inseguire e ammazzare, recuperare e tornare vittorioso a casa. Altri, che la pensano come te ma che non sono te, potrebbero ammazzare qualcun altro per sbaglio, persone vere, non ladri. Si potrebbero aprire scenari dove estranei, ma comunque persone vere, vengono risucchiate nella follia sociale non di un mostro, ma di un mostro e una persona per bene.
Io i ladri li sto proprio a lascià fuori dal discorso. Sono venuto sul tuo piano, e se dal mio sto ragionamento manco parte perché ho concezione diversa di chi è il ladro, dal tuo, mi continua a sembrá comunque una soluzione un tantinello problematica