il passato, molecola di noi stessi

Aperto da fede75, 10 Dic 2010, 16:35

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fede75

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Lazionetter
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..eppure quell'album di famiglia lo avevo visto un'infinità di volte..
ma ecco che poi un giorno una foto cattura la mia attenzione con un sentire nuovo, del tutto inaspettato,
ricordi di un dolce passato..
fabiana, mamma silvana, io e papà sergio.. (torvaianica, estate 1976)



"Là dove noi non siamo, si sta bene. Nel passato noi non siamo più ed esso ci appare bellissimo."

...e il vostro di passato? ..foto, aneddoti, pensieri, dediche, ricordi...  chi più ne ha più ne metta   :))

:chap:


AguilaRoja

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"Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità... "


In questo preciso momento la penso così

porgascogne

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strizzo gli occhi forte forte
sono sicuro che non si accorge che sono sveglio
li strizzo talmente forte che inizio a vedere le stelline di tutti i colori
la sento avvicinarsi
piano
un respiro leggero che si ferma all'improvviso per ascoltare il mio
un attimo di attesa più lunga di quanto io non mi aspettassi
e poi il gesto solito, tipico, ma senza il quale ogni notte non ha diritto di iniziare: le coperte rimboccate
un'ultima carezza
io sprofondo nella notte dei bambini, lei rientra nella fine del giorno dei grandi
grazie mamma

'notte

Silverado

*
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Apro il topic sperando di trovare una cura per il passato, per l'insostenibile insensatezza delle cose che non sono più, e mi ritrovo con una foto di Torvaianica nel '76.
Ce ne andammo da Torvaianica nel '74 e dai miei ci sono molte foto simili.
Avvertitemi però la prossima volta. Certi topic non li apro più.
Speravo nella consolazione della chimica e invece devo fare i conti con un buco in pancia e una 500 sferragliante incoscienza.
Come vorresti che fosse il futuro?
Le basette di mio padre, il costume a fiori di mia madre, la luce di certe fotografie (Manuel Agnelli).
E' venerdì, sono le 17, scendo a farmi un grappino, e meglio mi sa.

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est1900

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Che bella foto.
E che bella era tua mamma, come solo le mamme sanno essere.
Una foto, un'immagine rubata sulla metro, un ricordo.
Ovunque vai c'è sempre una mamma che stringe una mano o tiene in braccio suo figlio.
La mia sta qui dentro. Solo lei riesce a starci tanto comoda, senza disturbare.
Ciao Mamma, un'altra occasione buona per non smettere di pensarti è stata sfruttata.


italicbold

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Io ho una serie di tre foto a cui sono profondamente legato.
La prima é quella di mezzo, era il giorno dopo la finale di Parigi del 98 al Parco dei Principi, avevo un giorno di ferie e passeggiavamo, con l'aria mogia, per le strade di Parigi. Eravamo io, mio padre, i miei fratelli. Vivevo a Parigi da poco più di un anno.
Mentre attraversavamo il ponte sulla riva sinistra, mio padre mi chiede di appoggiarmi alla ringhiera liberty, di incrociare le gambe. Non capisco. Mi chiede di sorridere e mi fa una foto. Non capisco ma eseguo. Un foto, null'altro che una foto.
Ma perché io, perché solo io.
Poi, qualche settimana dopo, sviluppata la foto me la manda.
E capisco. E la riconosco.
E' la stessa identica posa, nello stesso identico punto, di una foto che mi scatto' quando venimmo per la prima volta a Parigi nel 1976. Avevo 6 anni e mezzo.

Qualche anno dopo, feci la stessa foto nello stesso punto con mia figlia.
Tre foto, un solo ponte.




MARA

*
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* 26.937
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che bel topic
appena posso posto delle foto
:))

brava fede!

Ruud

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bel topo, ci torno...con una foto per me fondamentale.  :beer:

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sigurd

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* 11.095
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Io di passato ne ho troppo. Non che abbia fatto chissà che (anzi), né che sia così vecchio.
Ma ho sempre cercato il cambiamento, la molteplicità. E adesso mi ritrovo con una soffitta di ricordi che mi sembrano quelli di un altro. Non è una cosa bella né brutta.

carib

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* 30.519
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(no photo, parole rubate)

Si me das a elegir
Entre tÚ y mis ideas
Que yo sin ellas
Soy un hombre perdido

Si me das a elegir
Entre tú y la gloria
Pa que hable la historia de mi
Por los siglos

Si me das a elegir
Entre tú y ese cielo
Donde libre es el vuelo
Para llegar a otros nidos

Si me das a elegir
Me quedo contigo
Pues me enamorado
Y te quiero y te quiero
Y solo deseo
Estar a tu lado
Soñar con tus ojos
Besarte los labios

Si me das a elegir
Entre tÚ y mis ideas
Que yo sin ellas
Soy un hombre perdido

Si me das a elegir
Me quedo contigo
Pues me enamorado
Y te quiero y te quiero
Y solo deseo
Estar a tu lado
Soñar con tus ojos
Besarte los labios

Si me das a elegir
Entre tú y la gloria
Pa que hable la historia de mi
Por los siglos

Si me das a elegir
Me quedo contigo

Si me das a elegir
Entre tÚ y mis ideas
Que yo sin ellas
Soy un hombre perdido

Si me das a elegir
Me quedo contigo
Pues me enamorado
Y te quiero y te quiero
Y solo deseo
Estar a tu lado
Soñar con tus ojos
Besarte los labios

Si me das a elegir
Entre tú y la gloria
Pa que hable la historia de mi
Por los siglos

Si me das a elegir
Me quedo contigo
Pues me enamorado
Y te quiero y te quiero
Y solo deseo
Estar a tu lado
Soñar con tus ojos
Besarte los labios
Sentirme en tus brazos
Que soy muy feliz

Si me das a elegir
Entre tÚ y mis ideas
Que yo sin ellas
Soy un hombre perdido

Si me das a elegir
Entre tú y ese cielo
Donde libre es el vuelo
Para llegar a otros nidos

Ruud

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Mi segue ovunque, anche se ci sono solo io, ci sento le voci dei miei genitori. Mia madre che dice: "A te tenerti un costume addosso è un impresa..." e mio padre che dice " fermo ti faccio una foto"

Non mi dividerò mai da questa foto. Il mio spirito bambino... che spero mi seguirà sempre. :-)

Ostia (forse il 1972 o poco giù di lì)


Tarallo

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* 111.509
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Il passato e' molecola di noi stessi (cit.) ne' piu' ne' meno di quanto lo sia il futuro.
Siamo piu' bravi a cambiare il passato, che essendo gia' successo dovrebbe rimanere immutabile, di quanto non risuciamo ad influenzare il nostro futuro.
Il passato e' uno zombi che si attacca alla nostra gamba disperato e quando gli rivolgiamo lo sguardo, per magia, diventa bellissimo. E cosi' facendo, nel suo egoismo sfrontato, rallenta il nostro cammino.

Noi siamo quello che abbiamo davanti, non quelli che crediamo di essere guardando queste foto.

Detto cio', la tenerezza per i genitori e per il tempo che sfugge e' ineluttabile. Ma non lasciate che vi rallenti, e non crediate che vi abbia marcato al punto da definire la vostra prossima scelta.

La vostra prossima scelta non e' stata ancora fatta, ed e' unicamente nelle vostre mani.

Peccato per quelli che non ci sono piu', ma, se mi si passa una frase dura, cazzi loro.


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porgascogne

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le cose stanno, più o meno, così

si partiva alle 18 e trenta, in genere
i bagagli prevedevano delle mantelline per le nonne, un gile' per il babbo, uno scialle per la mamma e, rigorosamente, dei maglioncini leggeri di lana per noi tre figli
manco andassimo sull'annapurna

a corredo dei bagagli c'erano le ciotole per il cane, un pallone (mai usato), una radiolina a pile e le immancabili buste di plastica per il vomito di mio fratello
era una tassa: come la strada s'inerpicava o come la sequenza delle curve diventava più fitta, partiva lo splatter e mio fratello, come si dice oggi, slazzava
qualche volta, a catena, mia sorella lo seguiva, più per l'impressione che per un effettiva impellenza

io, ovviamente, resistevo ed ero l'unico che, alla fine, scendeva dalla macchina devastato
almeno gli altri si erano liberati

cmq, la promessa di un po' di fresco rendeva i miei e le mie nonne molto allegri
l'allegria, in genere era data anche dalle canzoni cantate o dai giochi che s'improvvisavano all'interno della 1100 bianca (tettino) e celeste (il resto) con le porte a gabbiano (Roma 69ecc.ecc.ecc), che io pensavo fosse obbligatorio che mio padre avesse, visto che ci andava sempre allo stadio a vedere  la Lazio

quando passammo alla 124 (Roma B2ecc.ecc.ecc.) blu petrolio, mi resi conto che il binomio colore-macchina/Lazio non era così netto

cmq, oltre i bagagli, c'erano le vettovaglie
ogni buona famiglia di "fagottari" sapeva che le uniche cose che non dovevano mancare erano i peperoni arrostiti, spellati e conditi con l'aglio, ed il prosciutto di (nome a piacere del pizzicarolo di fiducia), perché "quello buono ce l'ha solo lui"
noi "andavamo" a San Daniele, per motivi più che altro "dinastici"
era l'unica concessione di lusso che era permessa a tavola, a casa nostra

beh, insomma, si partiva
la formazione tipo era: mio padre alla guida; davanti si posizionava mia madre con mio fratello in braccio (e non esistevano cinture, macchè), le buste pronte lì vicino ed il cane accucciato fra le gambe...era un setter irlandese, evidente regalo fuori luogo per una famiglia che aborriva la caccia e viveva in 70 mq. sottodimensionati
dietro, c'erano le nonne
una a destra (ed effettivamente lo era) e l'altra a sinistra (lei era comunista ed ex partigiana ed a quei tempi a sinistra ci stava bene)
in mezzo, io e mia sorella
tranne i suoi ultimi anni di vita, nei quali venne a stare da noi, mia nonna (quella a sinistra), abitava da sola dalle parti di porta furba, anzi per essere precisi proprio al vicolo di porta furba: avanposto della civiltà nei pressi del mandrione
quindi, il percorso casa nostra/casa di nonna, mi vedeva come strenuo difensore della posizione "a sinistra" e guardiano dell'incolumità di mia sorella: già un paio di volte ci eravamo accorti che la sicura non c'era (e non esistevano chiusure centralizzate, macchè)

bene, dopo essere passati al vicolo per raccogliere mia nonna a bordo, partivamo destinazione Castelli: Grottaferrata, in genere, ma anche Marino o Rocca di Papa, paese avito di mia nonna comunista sulla piazza del quale mio nonno, rosso di capelli e socialista, veniva purgato tutti i sabato sera dai fassisti
Frascati mi piaceva meno, non so perché

si sceglieva con cura la fraschetta, ci si posizionava aprendo, appunto, i fagotti e le buste col pane dei castelli (comprato lungo la strada sempre dal solito fornaio, che magari se lo faceva arrivare da Roma) e si ordinava vino e, per noi bambini, le gazzose
le buste di mio fratello, ripiene, venivano lasciate lungo la strada, in qualche cestino

la serata andava via così
in genere ad una cert'ora era ora degli scialletti, delle mentelline e della lana sulla pelle per noi
il cane scorrazzava allegro
qualche volta mia madre ci fotografò con la macchinetta che mi avevano regalato degli amici dei miei per la comunione
"albe', non bere troppo che devi guidare"
e poi, alla fine, ritemprati dal fresco delle fraschette, si rientrava

sull'Anagnina mio padre, per me, correva troppo
mio fratello, mia sorella, le mie nonne ed il cae correvano
qualche volta mia madre metteva la testa sulla spalla di mio padre
io, sempre sveglio e presente, sorridevo

la strada, verso casal morena s'allargava e per me era quasi una sort of homecoming
adesso, tutte le mattine che esco da casa, praticamente sto lì, guardo quell'incrocio e tutto questo mi torna in mente
35 anni dopo

quelle erano, in parte, le mie sere d'estate
queste sono le fotografie che ho impresse nella memoria



porgascogne

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Citazione di: porgascogne il 11 Dic 2010, 11:36
le cose stanno, più o meno, così

si partiva alle 18 e trenta, in genere
i bagagli prevedevano delle mantelline per le nonne, un gile' per il babbo, uno scialle per la mamma e, rigorosamente, dei maglioncini leggeri di lana per noi tre figli
manco andassimo sull'annapurna

a corredo dei bagagli c'erano le ciotole per il cane, un pallone (mai usato), una radiolina a pile e le immancabili buste di plastica per il vomito di mio fratello
era una tassa: come la strada s'inerpicava o come la sequenza delle curve diventava più fitta, partiva lo splatter e mio fratello, come si dice oggi, slazzava
qualche volta, a catena, mia sorella lo seguiva, più per l'impressione che per un effettiva impellenza

io, ovviamente, resistevo ed ero l'unico che, alla fine, scendeva dalla macchina devastato
almeno gli altri si erano liberati

cmq, la promessa di un po' di fresco rendeva i miei e le mie nonne molto allegri
l'allegria, in genere era data anche dalle canzoni cantate o dai giochi che s'improvvisavano all'interno della 1100 bianca (tettino) e celeste (il resto) con le porte a gabbiano (Roma 69ecc.ecc.ecc), che io pensavo fosse obbligatorio che mio padre avesse, visto che ci andava sempre allo stadio a vedere  la Lazio

quando passammo alla 124 (Roma B2ecc.ecc.ecc.) blu petrolio, mi resi conto che il binomio colore-macchina/Lazio non era così netto

cmq, oltre i bagagli, c'erano le vettovaglie
ogni buona famiglia di "fagottari" sapeva che le uniche cose che non dovevano mancare erano i peperoni arrostiti, spellati e conditi con l'aglio, ed il prosciutto di (nome a piacere del pizzicarolo di fiducia), perché "quello buono ce l'ha solo lui"
noi "andavamo" a San Daniele, per motivi più che altro "dinastici"
era l'unica concessione di lusso che era permessa a tavola, a casa nostra

beh, insomma, si partiva
la formazione tipo era: mio padre alla guida; davanti si posizionava mia madre con mio fratello in braccio (e non esistevano cinture, macchè), le buste pronte lì vicino ed il cane accucciato fra le gambe...era un setter irlandese, evidente regalo fuori luogo per una famiglia che aborriva la caccia e viveva in 70 mq. sottodimensionati
dietro, c'erano le nonne
una a destra (ed effettivamente lo era) e l'altra a sinistra (lei era comunista ed ex partigiana ed a quei tempi a sinistra ci stava bene)
in mezzo, io e mia sorella
tranne i suoi ultimi anni di vita, nei quali venne a stare da noi, mia nonna (quella a sinistra), abitava da sola dalle parti di porta furba, anzi per essere precisi proprio al vicolo di porta furba: avanposto della civiltà nei pressi del mandrione
quindi, il percorso casa nostra/casa di nonna, mi vedeva come strenuo difensore della posizione "a sinistra" e guardiano dell'incolumità di mia sorella: già un paio di volte ci eravamo accorti che la sicura non c'era (e non esistevano chiusure centralizzate, macchè)

bene, dopo essere passati al vicolo per raccogliere mia nonna a bordo, partivamo destinazione Castelli: Grottaferrata, in genere, ma anche Marino o Rocca di Papa, paese avito di mia nonna comunista sulla piazza del quale mio nonno, rosso di capelli e socialista, veniva purgato tutti i sabato sera dai fassisti
Frascati mi piaceva meno, non so perché

si sceglieva con cura la fraschetta, ci si posizionava aprendo, appunto, i fagotti e le buste col pane dei castelli (comprato lungo la strada sempre dal solito fornaio, che magari se lo faceva arrivare da Roma) e si ordinava vino e, per noi bambini, le gazzose
le buste di mio fratello, ripiene, venivano lasciate lungo la strada, in qualche cestino

la serata andava via così
in genere ad una cert'ora era ora degli scialletti, delle mantelline e della lana sulla pelle per noi
il cane scorrazzava allegro
qualche volta mia madre ci fotografò con la macchinetta che mi avevano regalato degli amici dei miei per la comunione
"albe', non bere troppo che devi guidare"
e poi, alla fine, ritemprati dal fresco delle fraschette, si rientrava

sull'Anagnina mio padre, per me, correva troppo
mio fratello, mia sorella, le mie nonne ed il cane dormivano
qualche volta mia madre metteva la testa sulla spalla di mio padre
io, sempre sveglio e presente, sorridevo

la strada, verso casal morena s'allargava e per me era quasi una sort of homecoming
adesso, tutte le mattine che esco da casa, praticamente sto lì, guardo quell'incrocio e tutto questo mi torna in mente
35 anni dopo

quelle erano, in parte, le mie sere d'estate
queste sono le fotografie che ho impresse nella memoria

BiancoAzzurro

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Pag

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Porga... mi hai fatto pensare ad una cosa che ormai era dimenticata.....
quando eravamo piccole i miei ogni fine settimana ci portavano al mare a Sabbie d'Oro, vicino Tor san Lorenzo. Ogni fine settimana, inverno, primavera, autunno (l'estate era fissa...). Il viaggio nella giulietta per me era drammatico perchè soffrivo di mal di macchina e quell'odore di sintentico dei sedili mi ammazzava... ma mi tenevano occupata con il gioco delle macchine.... io e mia sorella facevamo a gara per chi vedeva per prima le macchine rosse....
Il gioco finiva in prossimità della fine del nostro viaggio, c'erano dei "punti  fissi" che dovevamo guadagnarci. E così il nostro viaggio finiva sempre con delle urla pazzesche alla vista di
BAR!!!
FIUME!!!!
MARE!!!
SABBIE DORO!!!!!

Bei tempi..... :((

AguilaRoja

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Citazione di: Tarallo il 11 Dic 2010, 07:38
Il passato e' molecola di noi stessi (cit.) ne' piu' ne' meno di quanto lo sia il futuro.
Siamo piu' bravi a cambiare il passato, che essendo gia' successo dovrebbe rimanere immutabile, di quanto non risuciamo ad influenzare il nostro futuro.
Il passato e' uno zombi che si attacca alla nostra gamba disperato e quando gli rivolgiamo lo sguardo, per magia, diventa bellissimo. E cosi' facendo, nel suo egoismo sfrontato, rallenta il nostro cammino.

Noi siamo quello che abbiamo davanti, non quelli che crediamo di essere guardando queste foto.

Detto cio', la tenerezza per i genitori e per il tempo che sfugge e' ineluttabile. Ma non lasciate che vi rallenti, e non crediate che vi abbia marcato al punto da definire la vostra prossima scelta.

La vostra prossima scelta non e' stata ancora fatta, ed e' unicamente nelle vostre mani.

Peccato per quelli che non ci sono piu', ma, se mi si passa una frase dura, cazzi loro.

Una cosa del genere, quindi...  :cheers:

Citazione di: AguilaRoja il 10 Dic 2010, 16:57
"Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità... "


In questo preciso momento la penso così

Tarallo

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Lazionetter
* 111.509
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Si ma che palle, ce li abbiamo tutti 'sti racconti.
Mi madre con 9 ragazzini in 500 verso Il lido a Latina.
Mettici la musichetta e la regia di Monicelli, e l'amaro quadretto dell'Italietta degli anni xanta e' completo.
Ma attenti, Vanzina e' in agguato.

Quest'angoletto di "noi" e' un limite, la vita e' altrove. E adesso.

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porgascogne

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e quindi?
:S

questo è un topic sul passato, su ns passati, no su quanto deve essere pesante 'sto passato o se sia meglio della poetica di baglioni (la vita è adesso) che tu hai fatto tua
:=))

il problema non è che "ce li abbiamo tutti 'sti racconti"
il problema è che, se non li racconti tu, te stesso, medesimo, te li racconta si vanzina

noi dobbiamo essere i monicelli di noi stessi
magari pure duri, nel ricordare
ma senza perdere la tenerezza (cit.)


AguilaRoja

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Citazione di: Tarallo il 11 Dic 2010, 16:09
Si ma che palle, ce li abbiamo tutti 'sti racconti.
Mi madre con 9 ragazzini in 500 verso Il lido a Latina.
Mettici la musichetta e la regia di Monicelli, e l'amaro quadretto dell'Italietta degli anni xanta e' completo.
Ma attenti, Vanzina e' in agguato.

Quest'angoletto di "noi" e' un limite, la vita e' altrove. E adesso.

Eh, io questo dicevo. Manco me capisci più

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