Mi sento molto vicino alla posizione di Fat Danny, ed evito le abbreviazioni proprio per qualificarmi come semi boomer di m...
E' da qualche anno ormai che non sono più tifoso da stadio.
Prima è iniziata quasi senza che me ne accorgessi.
Chi ha dei figli che crescono sa perfettamente che con loro gli anni passano molto più velocemente e ti ritrovi con un 22enne che mugugna per casa al posto di quel ragazzino con la vocetta stridula e pensi: ma quando è successo?
Questa mia latitanza però ha inasprito la mia partecipazione da divano.
Mi incaxxo e smadonno molto più di prima, finisco le partite con la tachicardia.
Il motivo principale del mio distacco è stato nel vedere una tifoseria, la MIA tifoseria, trasformarsi ogni giorno di più nella versione squadrista del suo presidente.
Sia chiaro che non vale per tutti altrimenti eviterei anche questo posto dove invece mi rifugio quando posso per sentire quell'aria di casa che non sento più.
Perchè, a prescindere dalle posizioni, qui dentro la Lazialità, quella pura, quella che ci ha fatto sceglie cosa essere e, soprattutto, cosa non essere, non è mai in discussione.
Qualcuno tende più da una parte, qualcuno dall'altra, qualcuno si piazza in mezzo.
Come succede nella vita del resto,
Però tutti ci scioglieremmo in lacrime nelle braccia dell'altro davanti a una vittoria della NOSTRA LAZIO.
A nessuno qui dentro, in un momento di gioia, verrebbe in mente di esultare inneggiando a terzo reich, nemmeno a chi vota per la Meloni o frequenta Casa Pound.
Come sono convinto che qui dentro non ci sia nessuno di quegli animali che hanno umiliato il nostro nome, la nostra storia, la nostra dignità mettendo in piedi quello spettacolo [...] nella "birreria" di Monaco.
Il giorno di Lazio-Napoli mi trovavo verso ora di pranzo, molto prima della partita in zona Ponte Milvio.
Mi sono mischiato ai tifosi che già erano in zona e pranzavano nei vari locali.
In generale ho visto tanti coetanei e l'atmosfera mi ricordava un po' il MIO stadio.
Piano piano però, più aumentava il numero più mi sentivo fuori posto.
Gli sguardi, gli atteggiamenti, gli argomenti, il modo di parlare.
Una giovane donna, avrà avuto massimo 30 anni, parlava ad alta voce di un problema avuto con un cameriere la sera prima.
Raccontava come lo aveva messo a posto chiedendo di parlare con il titolare per un problema sul conto.
Per lei messo a posto significava "io voglio parlà cor titolare no co' n neg... demmerxa"!
Tutto intorno erano sorrisi divertiti e di approvazione, ma non da chi era con lei che era da sola con un amico, ma dal sottobosco circostante, dal 90% di chi le stava in torno in un Ponte Milvio affollato.
Qualcuno, qualche famiglia in particolare, si è allontanata con una sorta di imbarazzo nel dover appartenere allo stesso genere definito umano, in più con la stessa sciarpa al collo.
Io smesso di mangiare il mio pezzo di pizza e mi sono allontanato verso casa.
Perchè quella, e non solo quella, non lo era più.
Una volta riconoscevo Laziali e difettosi da come ordinavano il caffè... oggi non ci riesco più e quando lo faccio è più facile riconoscere la new age laziale.
Poi c'è il sultano, il dittatore, il padrone, il pezzente mai ripulito abbastanza.
Questo signore è risuscito nell'impresa di rendere l'ambiente a sua immagine e somiglianza.
Proprio così, perchè sti squadristi da due soldi che infettano il nostro ambiente non sono altro che piccoli lotitini che lasciano il segno della loro presenza con i mezzi che hanno a disposizione.
Piccole pisciatine di squallore sparse qua e là che rendono buia anche una giornata con il cielo biancoceleste.
Sarri, al netto della qualità del gioco e dei risultati, era l'ultima luce.
L'ultima speranza in una gestione che la speranza l'ha uccisa per decreto e che la ucciderà sempre per non uscire da quel pomerio scavato con cura ed entro il quale LUI è il RE!
Che caxxo significa essere tifoso se non puoi permetterti di sognare di raggiungere quel qualcosa in più, una volta ogni tanto mica sempre.
Ma ci avete fatto caso che sono passati 24 anni dallo scudetto di Cragnotti?
Quello scudetto arrivò 26 anni dopo quello di Chinaglia e ci sembra una vita.
Per sognare un terzo scudetto, non dico vincerlo ma sognarlo, quanto tempo passerà ancora?
La Fiorentina ha vinto il suo secondo scudetto nel 69 e suoi tifosi ancora oggi sognano di vincere il terzo nonostante una storia contemporanea di un livello medio basso.
Ma a loro non viene impedito di sognare.
Le varie società che si sono succedute hanno fatto caxxate a ripetizione, andando anche in B, passando per fallimenti e ripescaggi, ma i tifosi non hanno mai smesso di "aspettare", perchè dentro di loro "sanno" che prima o poi il sogno si avvererà.
Da piccolo giocavo da solo a pallone in terrazzo e mi facevo le telecronache con la Lazio che vinceva a Milano, a Torino, in giro per l'Europa.
Il 14 maggio del 2000 ho pianto tutte le lacrime che avevo in corpo perchè ero grato al destino di avermi dato la possibilità di realizzare quel sogno.
Oggi mi tocca vedere un uomo, un maestro di calcio e di vita, uno diametralmente opposto al buio che sta avvolgendo la MIA LAZIO, girare i tacchi e dire al sultano "tieniti il giocarello per te e quelli come te".
L'unica luce che c'era si è spenta e in questo momento non ho nemmeno la forza di cercare l'interruttore.
Non è per i risultati.
Ho 55 anni e ho visto cose che voi Laziali con l'imprinting cragnottiano nemmeno immaginate.
E' perchè il secondo posto dello scorso anno era quel sogno realizzato per forza, anche contro i piani di sua altezza imperiale.
Quella corsa fuori dagli schemi che è il lampo che noi tifosi aspettiamo per anni.
Ed è stato spento, da subito.
Prima per il Molise, poi per tutti gli altri caxxi che si potevano mettere prima.
Fino ad arrivare non ad oggi, ma a domani, quando non saprò più cosa decidere di sognare se non un bilancio in ordine e una squadra didascalica e moralizzata.
Non penso che vedrò altre partite da qui alla fine, derby compreso.
Forse cederò alla Coppa Italia perchè porterebbe ad un trofeo e quello fa parte dei sogni del tifoso.
Se poi come tifosi ci si potrà trasformare in partigiani forse mi si riaccenderà la fiamma.
Ma il nemico da combattere non è solo il
pa.n.xo.ne vestito da Undertaker.
Chi assassina quotidianamente la Lazialità, quella vera, quella distintiva, è tutto in torno a noi, è dentro di noi... e pensa di essere noi.
Scusate la lunghezza del pensiero ma per come sto potrei scrivere per ore...
Vi voglio bene e SEMPRE FORZA LAZIO... ovunque lei sia.